ARPA Toscana, presentata XI edizione Annuario dati ambientali

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L’Annuario contiene circa 100 indicatori suddivisi in 6 aree tematiche: aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi. ricondotti al modello DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti e Risposte), mutuato dall’EEA (European Environment Agency) e in grado di raffigurare e connettere tra loro gli elementi e le relazioni nonché interpretare le dinamiche ambientali.

Vediamo, in sintesi, la situazione che emerge dalla lettura dei principali indicatori.

La qualità dell’aria
L’analisi dei dati relativi alla qualità dell’aria, nel 2021, fa emergere una situazione complessivamente positiva, come avviene ormai da diversi anni, ma non mancano alcune criticità riconducibili a tre inquinanti: PM10, biossido di azoto e ozono.

In merito al PM10, il limite massimo di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 μg/m3 è stato complessivamente rispettato eccetto in una stazione della Zona del Valdarno Pisano e Piana Lucchese, mentre il limite di 40 μg/m3 ,come media annuale, è stato rispettato in tutte le stazioni della Rete regionale.

Nel corso dell’anno si sono verificati diversi eventi caratterizzati da presenze di polveri di origine naturale, sottratti dal conteggio annuale di superamento del valore limite giornaliero, come previsto dalla normativa.
Il valore limite del PM2,5 come media annuale è stato rispettato in tutte le stazioni della Rete regionale.

Per il biossido di azoto il valore limite di 40 μg/m3 come media annuale è stato rispettato in tutte le stazioni eccetto che in una delle stazioni di traffico dell’agglomerato di Firenze, mentre il limite massimo di 18 superamenti della media oraria di 200 μg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni; inoltre, non si è verificato alcun episodio di superamento della soglia di allarme.

L’ozono si conferma una criticità. Entrambi i valori obiettivo non sono stati rispettati, rispettivamente, nel 40% delle stazioni per il valore obiettivo per la protezione della popolazione e nel 60% delle stazioni per il valore obiettivo per la protezione della vegetazione.

Lo stato dei fiumi, le acque sotterranee e quelle destinate alla potabilizzazione

Per quanto riguarda lo stato dei fiumi, il 2% dei fiumi toscani monitorati raggiunge nel 2021 l’obiettivo di qualità ecologica elevata e il 41% lo stato buono; relativamente allo stato chimico: il 60% è in stato buono e il 40% non buono. Questi dati si riferiscono al triennio 2019-2021 e confrontandoli con il triennio precedente, 2016-2018, emerge una riduzione dei corsi d’acqua in classe elevata, buona e sufficiente e un aumento del numero dei corsi d’acqua classificati come scarsi e cattivi.

Per quanto riguarda lo stato chimico delle acque sotterranee, nel triennio 2019 – 2021 risulta il seguente:
• 14% delle acque sotterranee sono nella fascia buono
• 6% buono fondo naturale
• 45% buono scarso localmente
• 35% scarso.

Confrontando i dati ambientali raccolti nei due trienni, si può affermare, in estrema sintesi, che lo stato delle acque sotterranee ha subìto un peggioramento. Risulta, tuttavia, incoraggiante, verificare la presenza di buone tendenze, che vanno nella direzione di una riduzione della contaminazione: i nitrati su tutti ma recentemente anche i pericolosi organoalogenati.

Nel triennio 2019-2021 è in aumento la quota di acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile con caratteristiche tali da richiedere un trattamento per renderle potabili, come avviene ormai dal 2004. Anche nel 2021 si conferma la presenza di un punto senza criticità in provincia di Firenze.

Lo stato del mare

Nel triennio 2019-2021, lo stato ecologico risulta elevato/buono per tutti i corpi idrici sottoposti a monitoraggio, fanno eccezione i corpi idrici di costa del Serchio e costa Albegna che risultano in classe sufficiente.

Per il triennio 2019-2021 il giudizio di qualità ecologica dei corpi idrici costieri è come segue:
• 25% elevato
• 63% buono
• 12% sufficiente.

Lo stato chimico risulta essere “non buono” per tutti i corpi idrici delle acque marino costiere della Toscana, confermando quanto già osservato nel triennio precedente (2016-2018). Questa classificazione è dovuta, in particolare, alla presenza di mercurio e difenileteri bromurati (PBDE) in concentrazioni superiori allo standard di qualità ambientale (SQA) nei pesci (biota) oltre a mercurio, IPA e TBT nelle acque per alcune aree.

Nel complesso, emerge la permanenza di criticità diffuse ma si registra una leggera diminuzione nelle concentrazioni di molti inquinanti prioritari, soprattutto nelle acque, che nell’ultimo triennio, per il 44% risultano non conseguire lo stato chimico buono a fronte del 100% rilevato nel triennio precedente (2016-2018).

L’Annuario presenta anche alcuni indicatori relativi alle attività svolte dall’Agenzia nell’ambito della Strategia marina dell’Unione europea: rifiuti spiaggiati, microplastiche raccolte sulla superficie del mare e condizione della posidonia oceanica.

Nel 2021, i rifiuti antropici presenti sulle spiagge sono quantificabili, mediamente, in poco più di  4 oggetti per metro lineare, ovvero 0,2 oggetti al metro quadro. Mettendo a confronto i dati raccolti dal 2015 fino al 2021 emerge che nell’ultimo anno di campagna di monitoraggio il numero medio di rifiuti è superiore rispetto agli anni precedenti anche se bisogna precisare che, nel 2020 a causa del Covid, è stata effettuata la sola campagna autunnale. Il 92% dei rifiuti è risultato costituito da plastica o polistirene.

Per quanto riguarda la presenza di microplastiche nello strato superficiale del mare si registra un numero di frammenti plastici pari a circa 0,074 oggetti/m2. Nell’area settentrionale della Toscana si rilevano mediamente concentrazioni superiori (0,291 oggetti/m2) rispetto all’area meridionale (0,054 oggetti/m2), le forme più comuni sono frammento (64%), foglio (22%) e foam (7%) e i colori dominanti: bianco (70%), blu (11%) e verde (9%).

Dai dati del monitoraggio nel triennio 2019-2021 emerge un valore pressoché stazionario del numero medio di oggetti/m2 per il 2020 e 2021 e valori più ridotti, intorno a 0,023 oggetti/m2, per il 2019.

Con riferimento alla Posidonia oceanica, che svolge un importante ruolo di indicatore biologico della qualità delle acque marino-costiere per la sua sensibilità a perturbazioni naturali o artificiali in corso nell’ambiente, dal monitoraggio emerge che in Toscana, nel 2021, lo stato di qualità ecologica di questa pianta marina è risultato tra buono ed elevato. I dati raccolti nel 2021 sono in linea con quelli degli anni precedenti (2019 e 2020) e indicano un buon stato di “salute” delle praterie di Posidonia nel mare della Toscana.

Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione, nel 2021, il 96% delle aree e quasi il 99% dei km di costa controllati sono risultati in classe eccellente. Il monitoraggio mette in evidenza che:

  • circa 594 km di costa, su 600 complessivi, risultano in classe eccellente
  • 264 aree su 275 sono in classe eccellente, 10 in classe buona e un’area in classe scarsa.

Nel complesso, raffrontando i dati 2021 con quelli del 2020, emerge una leggera flessione della qualità delle acque di balneazione nella nostra regione, rimaste sostanzialmente eccellenti.
La maggiore parte dei casi di contaminazione delle acque di balneazione (15 su 19) si è manifestata tra aprile e maggio 2021, quando le precipitazioni sono abitualmente più intense e diffuse: le piogge interferiscono con la qualità delle acque di balneazione per problematiche strutturali del sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue.

Inquinamento del suolo e procedimenti di bonifica

Dai dati estrapolati tramite SISBON risulta che i siti interessati da procedimenti di bonifica nella nostra regione sono 4883 e la superficie di suolo, in ettari, relativa a questi procedimenti è pari a 18.316 ettari.
I procedimenti di bonifica attivi, ovvero in corso di svolgimento, sono 2176, mentre quelli chiusi, ovvero che hanno concluso l’iter amministrativo, risultano 499.

Le principali tipologie di attività interessate da procedimento di bonifica, nella nostra regione, sono le seguenti:

  • attività industriali (35,5%)
  • distributori di carburante (20,7%)
  • impianti di gestione e smaltimento rifiuti (13,5%)
  • altre attività (18,5%).

Inquinamento acustico ed elettromagnetico
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, ARPAT svolge un’attività di controllo sul rumore prodotto sia dalle infrastrutture di mobilità che dalle attività produttive. Nel 2021, l’Agenzia ha effettuato misure di controllo su 6 infrastrutture stradali (1 autostrada, 4 strade urbane e 1 strada extraurbana) riscontrando il superamento dei limiti previsti dalla normativa nelle sorgenti poste nelle strade urbane. Controlli acustici sono stati realizzati anche nell’area circostante il porto di Livorno, dove sono state caratterizzate altre 10 sorgenti stradali urbane.

Per quanto riguarda, invece, le attività produttive, il controllo dell’inquinamento acustico ha interessato tipologie di attività di diversa natura, in più della metà dei casi è emerso un superamento dei limiti di rumore previsti dalla normativa sull’inquinamento acustico.

Con riferimento all’inquinamento elettromagnetico, possiamo dire che, nel 2021, nella nostra regione, il numero di postazioni attive è pari a 4543 (fonte dichiarazione al Catasto Regionale al 31/10/2021), gli impianti risultano 18532 mentre i siti sono 3209.

I dati relativi al 2021 mostrano, per le stazioni radio base, un aumento di 299 postazioni, pari a circa il 7% delle postazioni esistenti ed un aumento degli impianti installati pari a circa l’8%, soprattutto per l’implementazione della rete 4G e 5g.

I pareri emessi dall’Agenzia nel procedimento per il rilascio di un’autorizzazione ai fini dell’installazione e/o modifica agli impianti di telefonia risultano 1549 (di cui 306 con esito negativo, pari circa al 20% del totale). Nel 2021 il maggior numero di richieste hanno riguardato la provincia di Firenze seguita dalle province della costa nord della Toscana (LI-PI-LU).

Per ogni nuovo progetto viene effettuata una simulazione del campo elettromagnetico prodotto da tutte le stazioni precedentemente autorizzate nella zona circostante (presenti o in fase di realizzazione) e da quella oggetto di autorizzazione, al fine di garantire che il campo elettrico complessivo, dovuto alla sovrapposizione delle SRB, si mantenga entro i limiti normativi fissati dal DCPM 08/07/2003. Da questa stima emerge il progressivo popolamento delle classi alte, ovvero quelle in cui il campo elettrico è compreso nelle classi 4-5 V/m e 5-6 V/m. Questo fenomeno si verifica soprattutto nelle aree urbane, dove si sta raggiungendo una situazione di saturazione dello spazio elettromagnetico; ciò comporta che non saranno possibili in tali siti “saturi” ulteriori implementazioni di potenza delle SRB esistenti né nuove installazioni, ma solo riconfigurazioni a parità di impatto elettromagnetico.

Passando poi alle linee elettriche ad alta tensione, il numero totale di km è rimasto invariato rispetto al 2020. Lo scorso anno in nessun ricettore controllato è stato riscontrato il superamento dei limiti normativi.

I sistemi produttivi
Vediamo in quest’ultima sezione alcuni dati relativi all’attività di controllo realizzata dal personale nelle attività produttive presenti nella nostra regione: numero dei controlli effettuati ma anche violazioni riscontrate e sanzioni elevate, precisando che non si tratta dell’intera attività di controllo svolta da ARPAT.

Sono 180 su 201 gli impianti di depurazione di reflui urbani, con potenzialità di progetto maggiore a 2000 abitanti equivalenti (ae), presenti in Toscana e controllati dal personale ARPAT nel 2021.
Su 485 campioni analizzati si sono riscontrati 29 superamenti di uno dei parametri contenuti nella tabella 1 e 48 dei parametri previsti dalla tabella 3. Lo scorso anno, la più alta percentuale di campioni non conformi è stata registrata nel territorio di Grosseto.

I controlli agli impianti di incenerimento nel 2021 sono stati 6, che hanno evidenziato non conformità inerenti aspetti tecnico gestionali relativi alle emissioni in atmosfera mentre per quanto riguarda i controlli analitici alle emissioni non si sono verificate irregolarità.

Per quanto attiene alle AIA nazionali e regionali, nel 2021, sono stati controllati 98 impianti produttivi in possesso di autorizzazione integrata ambientale (AIA) di competenza regionale, corrispondente al 30% di quelli autorizzati. Circa la metà degli impianti controllati sono stati sanzionati per irregolarità: nel 20% dei casi si è trattato di irregolarità amministrative, nel 47% penali e nel 33% sia penali che amministrative. Nella maggior parte dei casi le irregolarità riguardano la gestione dei rifiuti. Lo scorso anno gli impianti in possesso di AIA statale sottoposti a controllo sono stati 8 su 11 (73%). Solo in un impianto sono emerse irregolarità.

Gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante di soglia inferiore e superiore controllati nel 2021 risultano i seguenti:

  • 13 stabilimenti a rischio di incidente rilevante di soglia inferiore, in 9 casi su 13 sono state richieste misure integrative, come raccomandazioni e prescrizioni.
  • 9 stabilimenti a rischio di incidente rilevante di soglia superiore, a tutti i gestori sono state richieste misure integrative.

Infine con riferimento agli impianti geotermici, nel 2021 sono stati realizzati 19 controlli alle emissioni in 18 diversi stabilimenti geotermoelettrici su un totale di 36 gruppi produttivi dislocati tra il Monte Amiata e le Colline Metallifere. 4 controlli hanno interessato l’intero stabilimento produttivo mentre i restanti sono stati mirati all’impianto di abbattimento “A.M.I.S.” (abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato). Dai controlli sono emersi risultati inferiori al valore limite di emissione per i parametri autorizzati: acido solfidrico, mercurio e anidride solforosa.

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