Biossido di azoto (NO2)

Gli ossidi di azoto si formano durante qualsiasi combustione dove l’aria sia il comburente, in ragione della presenza di azoto e ossigeno. Nella miscela di reazione il monossido di azoto (NO) è prevalente ed è accompagnato da quote variabili di biossido di azoto (NO2).

Quest’ultimo si forma in atmosfera prevalentemente in conseguenza di reazioni chimiche che coinvolgono l’ossido di azoto (NO) emesso da fonti primarie. Generalmente solo una parte (<10%) dell’NO2 presente in atmosfera è emesso direttamente dalle fonti antropiche o naturali. In funzione dell’entità delle emissioni dei precursori (NO e composti organici volatili), dell‘intensità della radiazione solare, delle condizioni di stabilità delle masse d’aria e dei gradienti verticali di temperatura, possono essere favoriti o meno i processi che portano alla formazione di alcune delle sostanze citate rispetto alle altre, determinando così gli episodi di smog fotochimico.

Le principali sorgenti di ossidi di azoto sono costituite dalle combustioni nel settore dei trasporti (in particolare dai motori diesel), negli impianti industriali, negli impianti di produzione di energia elettrica, di riscaldamento civile e di incenerimento dei rifiuti. Le sorgenti naturali di emissione sono i suoli, i vulcani e i fenomeni temporaleschi.

EFFETTI SULLA SALUTE

L’NO2 è tra i vari ossidi di azoto quello più importante da un punto di vista tossicologico. Tale composto possiede un forte potere ossidante, che esercita prevalentemente sulle mucose con cui viene in contatto. Numerosi lavori hanno evidenziato una associazione statisticamente significativa tra le concentrazioni atmosferiche giornaliere di NO2 e le consultazioni mediche, i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie, la sintomatologia respiratoria nei bambini e l’incidenza di attacchi d’asma. È stata anche riscontrata un’associazione significativa tra le concentrazioni atmosferiche di NO2 e la mortalità giornaliera in varie città.

Le evidenze supportano un valore guida per esposizioni a breve termine (un’ora) di 200 μg/m3 e per esposizioni a lungo termine di 40 μg/m3. Inoltre sono noti effetti dannosi per i materiali e per gli ecosistemi (acidificazione ed eutrofizzazione) causati dall’NO2 e dalle deposizioni dei composti dell’azoto che si formano in atmosfera.

VALORI LIMITE E VALORI DI RIFERIMENTO OMS

I valori limite del biossido di azoto nell’aria ambiente definiti dalla normativa insieme ai valori di riferimento OMS sono riportati nella Tabella.

NO2 – SINTESI DEI DATI SU SCALA NAZIONALE PER IL 2019

Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di NO2 sono 622 nel 2019.

Il valore limite orario (200 μg/m3, come media oraria, da non superare più di 18 volte per anno civile) è largamente rispettato e in nessuna stazione si sono registrati superamenti del valore limite. Il valore di riferimento OMS, che non prevede superamenti dei 200 μg/m3, è stato superato in 13 stazioni (pari al 2% delle stazioni con copertura temporale sufficiente).

Il valore limite annuale, pari a 40 μg/m3, che coincide con il valore di riferimento OMS per gli effetti a lungo termine sulla salute umana, è stato superato in 30 stazioni (pari al 5% delle stazioni con copertura temporale sufficiente).

I superamenti del valore limite annuale hanno interessato 16 zone su 81 distribuite in 9 Regioni e 2 Province Autonome. Si sono verificati in grandi aree urbane (Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, tutte città che costituiscono il centro principale di zone classificate come “agglomerato” ai fini della valutazione della qualità dell’aria) e altre importanti città (Trento, Modena, Rimini, Salerno, Campobasso).

Si osserva come il maggior numero di superamenti del valore limite annuale si verifica nelle zone agglomerato in stazioni classificate come “traffico” in zona “urbana” o “suburbana” (circa il 34% delle stazioni di questo tipo nelle zone agglomerato). In tre casi su 65 si sono verificati superamenti anche in stazioni di fondo urbano.

Con minore frequenza (3 casi su 67) i superamenti si registrano in stazioni da traffico in zone diverse dagli agglomerati. In generale è raro osservare superamenti in stazioni di fondo urbano e suburbano ( 1 caso su 187) e non si osserva alcun superamento nelle stazioni industriali e in quelle rurali, dove si registrano mediamente i livelli più bassi.

Sopra mappa interattiva media annua NO2

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Il Rapporto SNPA sulla qualità dell’aria

Rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla qualità dell’aria

Report di Ispra e delle Arpa/Appa sulla qualità dell’aria

Dati sulla qualità dell’aria pubblicati da Ispra e dalle Arpa/Appa

Notizie sulla qualità dell’aria

Notizie sul biossido di azoto (NO2)