L’insegnamento di Papa Francesco, video e racconto dell’evento Snpa ad Assisi

Dalla spiritualità francescana e dalla testimonianza di Papa Francesco si attingono valori e insegnamenti per chi opera nel quotidiano per la salvaguardia dell’ambiente. I rappresentanti del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente si sono riuniti ad Assisi, in un incontro organizzato da Arpa Umbria lo scorso 1 febbraio con l’ospitalità della comunità francescana, un appuntamento che ha messo in relazione il messaggio del Pontefice sulla tutela del creato con le attività che svolgono le agenzie ambientali di tutta Italia.

L’evento si è aperto con un video messaggio del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che ha rimarcato l’importanza delle agenzie ambientali di Regioni e Province autonome, come presidio sul territorio, e ha voluto ricordare l’enciclica papale Laudato Si’ e l’esortazione Laudate Deum, che si rivolgono con forza particolare a chi opera nelle istituzioni, perché, se è la mano dell’uomo che sta modificando l’ambiente, è la stessa umanità che è chiamata a invertire la tendenza e a salvare il pianeta. Il ministro ha concluso il suo messaggio ripercorrendo le azioni che il Governo sta mettendo in campo in questo ambito.

L’importanza di Ispra e delle Arpa è stata sottolineata anche dalla viceministra Vannia Gava, in collegamento streaming, perché – ha ricordato – lo studio dei dati è indispensabile affinché i decisori politici mettano in campo le azioni utili per le politiche ambientali. La viceministra ha anche enfatizzato l’esigenza di mettere insieme la transizione ecologica con la sostenibilità economica del sistema nazione.

In rappresentanza del territorio ospitante, è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche agricole e agroalimentari e alla tutela e valorizzazione ambientale, Roberto Morroni, il quale ha portato i saluti della Regione Umbria e ha ricordato che «tanti sono gli ostacoli che rendono difficili le azioni per contrastare il cambiamento climatico. Dobbiamo mettere in campo azioni concrete – ha esortato l’assessore –. Non possiamo più rinviare, occorrono responsabilità e consapevolezza. Non c’è più tempo da perdere. Il tema dovrà essere centrale nelle politiche degli Stati dei prossimi anni».

 

Stefania Proietti, Presidente Provincia Perugia e Sindaco di Assisi, ha ringraziato Arpa Umbria per l’organizzazione del convegno e per la sensibilità verso questi temi. «Assisi – ha sottolineato – è orgogliosa di ospitare eventi come questo e di condividere questi messaggi che sono ormai imprescindibili. Ogni istituzione, ogni persona devono e possono fare qualcosa, e questo è il messaggio che deve venire da questi incontri».

Fra Giulio Cesareo, Direttore Ufficio comunicazione Sacro Convento Assisi ha voluto sottolineare l’importanza della tutela del creato, parlando del rapporto fra scienza e fede. «L’insegnamento di Papa Francesco – ha spiegato – ci dice che tutto è connesso, il mondo è la nostra casa e noi dobbiamo custodirla. Il mondo è un dono che l’uomo deve valorizzare perché è simbolo di relazioni, fra uomo e natura e fra uomo e uomo. C’è un grande inganno da cui il Papa ci mette in guardia: la tecnocrazia senza relazioni umane, senza sentimenti e spiritualità. Non dobbiamo servirci del mondo ma far fiorire il mondo».

I limiti della tecnocrazia, il mito del progresso e del potere illimitato dell’uomo, i guasti dell’individualismo e del consumismo sono stati al centro dell’intervento, molto apprezzato e fonte di ispirazione per i presenti, di suor Roberta Vinerba, teologa e direttrice dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi.

Molti gli interventi degli esponenti del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, soprattutto nell’ambito della tavola rotonda “Il futuro delle Arpa”.

Stefano Laporta, presidente Ispra e Snpa, ha voluto rimarcare come «il messaggio di San Francesco e del Papa Francesco, seppur distanti ottocento anni, rappresentino un tratto comune: l’amore per il creato e per le relazioni fra esseri viventi. Dobbiamo capire – ha evidenziato Laporta – che la crisi climatica esiste e mette in pericolo soprattutto chi non ha responsabilità dirette sulle cause di questo fenomeno. Chi oggi ne subisce maggiormente gli effetti sono i più deboli, i poveri e coloro che vivono in quelle zone del pianeta più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici».

«Per questo – ha concluso il presidente Ispra – il ruolo delle Arpa e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente diventa fondamentale. Conoscere e condividere i dati e le analisi delle matrici ambientali diventa imprescindibile per conoscere il problema e dare ai decisori politici gli strumenti per regolamentare le attività umane e migliorare la vita delle persone e del pianeta, quella casa comune sempre richiamata dal Papa».

Maurizio Dionisio (dg Arta Abruzzo) ha tratto spunto dagli interventi dei religiosi per declinare, nell’azione quotidiana degli enti di controllo, le riflessioni sui limiti della tecnocrazia e sulla centralità dell’uomo. «L’uomo è al centro dell’ambiente – ha detto – ma fa parte di un sistema più ampio. Il monito che ci proviene dalla religione, “non si deve fare tutto quello che si può fare tecnicamente”, ci incoraggia a tener ben presenti le degenerazioni dello scientismo e del materialismo come risposta a ogni problema. Nell’effettuare il controllo pubblico sulla qualità dei nostri ecosistemi, dobbiamo avere ben radicati questi concetti».

Anna Lutman (dg Arpa Friuli Venezia Giulia) ha ricordato che la scelta di separare il controllo dell’ambiente dal sistema sanitario è stata espressa dai cittadini con un referendum, e successivamente, con l’istituzione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, si è rafforzata la volontà del legislatore di procedere di pari passo, in tutti i territori, sulla capacità tecnica di controllare e tutelare gli ecosistemi. La direttrice di Arpa Fvg ha ricordato che Snpa, per quella che è la sua storia e la sua collocazione istituzionale, è radicato sul territorio, e dunque deve connotarsi come una forza che affianca i cittadini nell’impegno per l’ambiente. «Non va tralasciato – ha concluso – l’impegno del Snpa a comunicare e a trasmettere la conoscenza di cui è depositario».

Il compito di sensibilizzare ed educare è stato al centro dell’intervento di Vincenzo Infantino (dg Arpa Sicilia), che ha osservato come la sostenibilità non possa essere soltanto imposta, ma debba essere una scelta spontanea dei cittadini. «L’agenzia ambientale della Sicilia – ha ricordato – si è impegnata anche a produrre docufilm, con appositi finanziamenti, perché non tutto può essere risolto con i monitoraggi e i controlli. Nell’affrontare questa operazione, abbiamo scelto questo approccio: non vogliamo soltanto mobilitare i cittadini sulla base della preoccupazione e dell’allarme per quello che potrebbe accadere, ma anche appassionarli alla bellezza della natura». Trasmettere un messaggio positivo può dunque rivelarsi efficace per perseguire quella “rivoluzione culturale” che è cruciale nel lavoro affidato alle Arpa.

Donato Ramunno (dg Arpa Basilicata) ha sottolineato il valore, per i custodi dell’ambiente che lavorano nelle istituzioni, di entrare in contatto con i valori del francescanesimo. «Il nostro lavoro – ha affermato – dipende dalla capacità tecnica, dalla professionalità, ma innanzitutto dal senso etico, senza il quale non sarebbe possibile. La custodia del creato non può passare soltanto attraverso soluzioni tecnologiche, questo luogo ci dà l’occasione di un bagno di umiltà nell’affrontare questi problemi».

Conclusioni affidate al direttore generale di Arpa Umbria, Luca Proietti. «Mettere insieme la spiritualità francescana, soprattutto in questi luoghi, e la tecnica – ha detto – vuole essere il tentativo di superare la dicotomia fra fede e scienza e contribuire a quel percorso di relazioni positive fra attività umane, religione e ambiente, perché come dice Papa Francesco, l’unica ecologia che può salvare il pianeta è quella integrale, che mette insieme tutele sociali e tutele ambientali».

Tavola rotonda “Il futuro delle Arpa”

Tavola rotonda “Verso una società sostenibile”