Qualità dell’aria e partecipazione dei cittadini

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I progetti scientifici promossi e portati avanti dai cittadini sulla qualità dell’aria producono informazioni utili e sensibilizzano l’opinione pubblica, è quanto sostiene un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente

La consapevolezza dei cittadini europei sull’inquinamento atmosferico e sui rischi associati alla salute è cresciuta significativamente negli ultimi anni, spesso grazie a campagne locali o nazionali condotte da organizzazioni non governative ed associazioni e alla copertura mediatica. Sempre più persone stanno anche prendendo provvedimenti per rivendicare il loro diritto ad un’aria più pulita e in alcuni paesi gruppi di cittadini, spesso supportati da associazioni, hanno portato in tribunale le autorità per questioni legate alla qualità dell’aria.

Quest’ultima rappresenta inoltre un campo di azione per esperienze di citizen science, in cui il cittadino contribuisce in maniera attiva e diffusa al monitoraggio ambientale del proprio territorio. In progetti di questo tipo le misurazioni dei cittadini vanno infatti ad integrare le fonti ufficiali (centraline delle Agenzie per la protezione dell’ambiente) consentendo così di ampliare e rendere più capillare la conoscenza del territorio e delle sue problematiche ambientali e individuare anche azioni adeguate a migliorare la qualità dell’aria. Le iniziative di questo tipo spesso aiutano anche a sensibilizzare l’opinione pubblica e a produrre cambiamenti nel comportamento individuale, come il passaggio ad una mobilità più sostenibile.

Un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Assessing air quality through citizen science) fornisce una panoramica dei dispositivi a basso costo per la misurazione della qualità dell’aria a disposizione di cittadini ed associazioni, ne spiega brevemente il funzionamento, l’affidabilità ed il potenziale per rispondere a domande sulla qualità dell’aria. I vari tipi di strumenti presentano infatti vantaggi e svantaggi diversi e gli utenti dovrebbero essere consapevoli dei vari limiti: sebbene alcuni dispositivi siano relativamente affidabili, i sensori a basso costo possono ad esempio essere sensibili alle condizioni meteorologiche o mancare della capacità di misurare concentrazioni di inquinanti molto alte o molto basse.

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Il rapporto si basa, in parte, su un precedente documento predisposto dal Centro tematico europeo sull’inquinamento atmosferico e sulla mitigazione dei cambiamenti climatici: ETC/ACM report no 2018/21, Low cost sensor systems for air quality assessment: possibilities and challenges.

All’interno presenta esempi di successo dell’utilizzo degli strumenti di misurazione, tra cui due buone pratiche, una proveniente da Malta e una dalla Scozia, tratte dal progetto CleanAir@School, l’iniziativa promossa dall’Agenzia europea per l’ambiente, che coinvolge 10 Paesi e che in Italia è coordinata da Ispra nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

L’iniziativa scozzese, considerati i limiti dei sensori a basso costo in termini di accuratezza, si è concentrata sui picchi dei livelli di biossido di azoto rilevati quando i genitori portano e riprendono i loro figli. L’immagine mostra come i sensori abbiano chiaramente rilevato i picchi in questi due momenti della giornata.

I sensori sono stati anche posizionati vicino ad una fermata dell’autobus utilizzata dai bambini che vanno a scuola. I risultati delle misurazioni hanno mostrato picchi al mattino e al pomeriggio corrispondenti all’orario degli autobus. Al termine del progetto, l’amministrazione comunale è stata incoraggiata a cercare possibili alternative. Una delle scuole coinvolte ha condotto una campagna di successo chiudendo una strada ai veicoli durante l’orario scolastico.

Il rapporto dell’Agenzia europea sostiene come, nel prossimo futuro, il crescente numero di iniziative scientifiche dei cittadini incentrate sull’inquinamento atmosferico, unito a nuovi approcci alla digitalizzazione dei dati, potrebbe rappresentare un cambiamento di paradigma nel modo in cui viene monitorata la qualità dell’aria: una vasta rete di sensori a basso costo potrebbe infatti integrare i dati ufficiali e fornire nuovi percorsi per ottenere informazioni accurate ed in tempo reale.

A livello nazionale, negli ultimi anni, sono numerosi i progetti di citizen science sperimentati nel campo della qualità dell’aria. Su Arpatnews abbiamo ad esempio parlato dei progetti

  • Air Heritage, nato dalla collaborazione fra Comune di Portici (NA), ENEA, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Legambiente Campania, ARPA Campania e società Terraria;
  • Air SelfControl, finanziato dall’Autorità per la garanzia e promozione della partecipazione della Regione Toscana nel comune di Chiusi (SI);
  • MONICA (“MONItoraggio Cooperativo della qualità dell’Aria”) progettato da ENEA.

Un nuovo progetto, sperimentato in Puglia a Brindisi, Lecce e Campi Salentina, si inserisce in questo contesto: si chiama APOLLON e intende fornire un monitoraggio diffuso della qualità dell’aria e dei livelli di rumore nell’ambiente con la collaborazione dei cittadini ai quali vengono offerti a tal fine due strumenti:

  • l’app per effettuare le misurazioni di aria e rumore tramite smartphone
  • una piattaforma Web per la consultazione delle mappe di monitoraggio e di previsione ambientale e la gestione dell’account Apollon.

Apollon, nella sua piattaforma, integra varie fonti informative e misurazioni provenienti da: ARPA Puglia, sensori fissi installati nei siti di sperimentazione, sensori mobili installati su mezzi pubblici e dispositivi mobili dei cittadini.

Il progetto intende mettere in relazione i livelli di inquinanti rilevati con le cause antropiche, in primis il traffico, le condizioni meteo e le caratteristiche stazionali, implementando modelli previsionali della qualità dell’aria e del rumore.

Il sistema previsionale implementato da Apollon costituisce uno strumento utile e una base di conoscenza per

  • le amministrazioni che possono in tal modo prevenire e rispondere in modo tempestivo a specifiche criticità adottando gli opportuni provvedimenti
  • cittadini che possono ad esempio evitare le zone della città più esposte, o prendere i mezzi pubblici o muoversi a piedi, orientando così propri stili di vita

I dati raccolti vengono rappresentati tramite una semplice ed immediata mappa (una per l’aria e una per il rumore).

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico Apollon consente di visualizzare e monitorare costantemente 6 inquinanti presenti nelle città: PM10, PM2.5, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono, biossido di azoto. Inoltre viene visualizzato l’Indice di Qualità dell’Aria (IQA): tanto più questo indice è basso, tanto maggiore è la qualità dell’aria nella zona di rilevazione.

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, il sistema consente un monitoraggio costante dei livelli di inquinamento acustico attraverso la mappa che esprime i livelli in decibel delle rilevazioni fatte dai cittadini tramite app. Oltre al dettaglio delle misurazioni effettuate nelle zone della città, vengono forniti indicatori di sintesi basati su periodo e fascia oraria.

Il cittadino può partecipare ad Apollon a più livelli: oltre alle rilevazioni autonome di aria e rumore, può infatti contribuire a promuovere specifiche campagne o a partecipare a campagne già attive sul territorio; può infine, semplicemente, tenersi informato come osservatore, consultando i dati in tempo reale e le previsioni tramite mappa.Contenuti correlati

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