La legge #SalvaMare

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Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 4 aprile 2019, ha approvato il disegno di legge Salvamare presentato dal ministro dell’Ambiente.

I pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento.

Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, da affrontare adesso, non si può rinviare. L’Italia, che è bagnata per due terzi dal mare, vuole essere leader nella soluzione: appena la Direttiva europea sulla plastica monouso sarà pubblicata, sarà la volta della legge per dire stop al monouso anche in Italia.

Con la legge Salvamare appena approvata, intanto, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

In Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell’Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione avvia proprio in questi giorni la sperimentazione.

Da non dimenticare anche il progetto “Pulizia dei fondali marini” ideato e messo in opera dall’ottobre 2010, a soli due mesi dall’uccisione del ’Sindaco pescatore’, Angelo Vassallo. Un progetto portato avanti in collaborazione con i pescatori di Acciaroli e il comune di Pollica (Salerno).

Tutelare il mare deve essere un impegno concreto, lo dobbiamo anche a tutte quelle specie animali – tartarughe, uccelli marini, balene e delfini che scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento.

Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

“Il ddl Salva mare – secondo Legambiente – è un tassello importante nella lotta all’inquinamento dai rifiuti che colpisce pesantemente il mare, una sfida mondiale a cui l’Italia sta dando il proprio contributo anticipando spesso gli altri paesi europei. Abbiamo fatto da apripista grazie alle leggi sulla messa al bando dei sacchetti di plastica, sui cotton fioc e sulle microplastiche nei prodotti cosmetici, ora per proseguire su questa strada auspichiamo che si proceda rapidamente alla discussione parlamentare del testo del ministero dell’Ambiente e all’approvazione anche della legge di recepimento della nuova direttiva europea sulla plastica monouso”

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3 Commenti

  1. Sembra utopia ma la plastica non si dovrebbe produrre. Ma considerato il grande interesse economico che c’è dietro, confortato dalla grande praticità che la plastica offre alle attuali generazioni basate sulla velocità e sull’usa e getta, è chiaro che risulta molto difficile interromperne la produzione. Ma almeno si potrebbe vietare la produzione di confezioni formate da più tipi di plastica o da più materiali aggregati, che non ne permettono il riciclo. Nelle scuole bisogna sensibilizzare i ragazzi e tramite loro anche i genitori.
    Nella scuola media di Nardò (LE) 2° Polo è stata fatta dai ragazzi una struttura con 5000 bottiglie riciclate di plastica, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assurdo spreco di plastica che avviene quotidianamente. Per vedere il video del lavoro basta cercare su google ZATTERA NARDO’

  2. Dovrebbero mettere al bando le reti di plastica e tutto il resto del materiali di plastica che si usa per la pesca.

  3. Gent.mo Sindaco,
    le scrivo sperando sia possibile trovare una soluzione pensando al bene del nostro territorio e non solo.
    L’argomento riguarda l’inquinamento la plastica il mare i fiumi.
    Parto dal problema della plastica nei nostri mari, purtroppo nessuno pensa che una buona parte viene portata dai nostri fiumi e corsi d’acqua.
    Riguardo a questo credo che il problema sia molto complesso per il fatto che nessun ente ha una responsabilità ben specifica sui canali e fossi del nostro territorio.
    Quando viene fatta la manutenzione dei fossi e dei canali viene spesso tagliata e frammentata la plastica insieme al verde e lasciato tutto lì come se si decomponesse come l’erba, invece si creano coriandoli di plastica, in altri casi lo sporco tolto dal canale viene appoggiato sul ciglio del fosso come se scomparisse da solo.
    Ho avuto modo di segnalare questi problemi ai vari uffici preposti, mi sono reso conto che forse c’è un po’ di confusione nel gestire responsabilità e impegni.
    Penso che il primo problema sia legato alle diverse responsabilità dei confini di un canale/fosso mi sembra di aver capito che il fosso e demanio il ciglio del fosso è della provincia e la strada dopo il ciglio è comunale… magari non ho capito bene… però il problema di avere canali pieni di sporcizia e cigli dei fossi pieni di sporco ammucchiato nel tempo rimane.
    Chiaramente tutto questo poi finisce in mare…
    Vi allego delle immagini eloquenti.

    I canali sono tutti interessati da questo problema anzi forse si è accentuato dopo la raccolta differenziata perché spesso chi non rispetta l’ambiente butta sacchi di plastica nei canali.
    In conclusione vi chiedo se possibile di organizzare/sensibilizzare la pulizia dei fossi e cigli della strada ne più ne meno di come è organizzata la pulizia delle strade.
    La plastica potrebbe essere aspirata e la spazzatura più grossa rimossa e asportata come succede normalmente in una strada urbana.
    Vi ringrazio molto e spero vivamente in una risoluzione del problema.
    Potrebbe essere un fiore all’occhiello per una nuova giunta comunale e magari esportare questa peculiarità in altre città visto che il problema inquinamento ( plastica nei mari ) è un problema di tutti.

    Il problema non è solo in mare ma evitare che la plastica ci arrivi.

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