Sardegna, 22° rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani, anno 2020

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Il 22° Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna illustra la situazione dei rifiuti urbani raccolti e gestiti in Sardegna nel 2020.
Le informazioni in esso contenute sono elaborate dall’ArpaS attraverso l’analisi dei dati dichiarati sul modulo Osservatorio rifiuti urbani del Sira, da Comuni e loro aggregazioni, messi a confronto con quelli forniti dagli impianti che hanno ricevuto e trattato i rifiuti urbani nel 2020 e integrati, quando necessario, con i dati Mud. Gli stessi dati vengono poi forniti anche all’Ispra per l’elaborazione del Rapporto nazionale sui rifiuti urbani.
Nel 2020 la produzione totale dei rifiuti urbani in Sardegna è stata pari a circa 713.811 tonnellate, in diminuzione rispetto all’anno precedente quando il totale raccolto era pari a 740.953 t, con un calo di circa il 3,7%, in linea con quanto registrato dall’Ispra a livello nazionale (-3,6%).
La produzione di rifiuti destinati allo smaltimento è stata di 183.999 t, circa 16.385 t in meno rispetto al 2019, con una diminuzione percentuale dell’8,2%; il totale delle frazioni differenziate raccolte è stato di 529.812 t, in diminuzione di circa 10.756 t (-2,0%) rispetto al 2019.
Il pro capite di rifiuti urbani totali conferma la diminuzione del quantitativo totale dei rifiuti urbani prodotti, con un valore pari a 447 kg/ab/anno (7 kg/ab/anno in meno rispetto al 2019) di cui tra l’altro ben 332 kg/ab/anno derivanti dalla raccolta differenziata (dato stabile rispetto al 2019).
Il dato di raccolta differenziata per il 2020 è pari al 74,22%, in lieve miglioramento rispetto al 2019; si tratta di un risultato che per il secondo anno consecutivo, come pubblicato dall’Ispra nel rapporto nazionale sui rifiuti urbani, colloca la Sardegna al secondo posto fra le regioni italiane subito dopo il Veneto.
A livello provinciale, per la prima volta tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata mentre la città metropolitana di Cagliari è stata indicata da Ispra come la prima città metropolitana d’Italia per percentuali di raccolta differenziata, con oltre il 73%.
Nel 2020 inoltre ben 366 Comuni su 377, pari al 97% del totale, hanno superato l’obiettivo di legge del 65% (in lieve ulteriore aumento rispetto al 2019) per una popolazione pari a circa il 91% sul totale; mentre ben 144 Comuni hanno superato l’80% di raccolta differenziata, anticipando in tal modo a livello locale l’obiettivo stabilito dal Piano regionale sui rifiuti urbani per il 2022.
Per quanto concerne le frazioni raccolte in maniera differenziata, il Rapporto evidenzia come tuttavia nel 2020 si registri un calo nella raccolta di alcune frazioni di rifiuto, ovvero l’organico (-2%), i rifiuti verdi da giardini e parchi (-7%) la carta (-4%), le plastiche (-1%), il vetro (-5%) mentre le altre frazioni differenziate hanno continuato a crescere.
Il calo registrato da alcune frazioni differenziate è legato soprattutto alle restrizioni legate alla pandemia da Covid – 19 che hanno limitato i movimenti turistici con conseguente minore produzione di rifiuti nelle aree dell’isola legate all’economia turistica.
Malgrado questo calo tuttavia, grazie al contemporaneo calo delle frazioni di rifiuti avviate a smaltimento, la percentuale di raccolta differenziata ha comunque continuato il suo trend positivo e si osserva un lieve miglioramento anche dell’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio, che già si attestava su valori superiori all’obiettivo di legge fissato per il 50% al 2020. Nel 2020 in funzione del metodo di calcolo utilizzato fra quelli proposti dalle norme comunitarie, la regione ha conseguito un risultato pari al 60% o al 64%. Appare pertanto conseguibile l’obiettivo del 70% previsto dal Piano regionale al 2022.
Tale risultato conferma la bontà delle raccolte condotte sul territorio regionale, con percentuali di impurezza molto basse; in particolare, per quanto concerne la frazione organica, le analisi merceologiche effettuate dagli impianti confermano l’ottima qualità dei rifiuti in ingresso, con basse percentuali di materiale non compostabile.
I risultati raggiunti anche in questo anno, attestano che non è venuto meno da parte di cittadini e istituzioni l’impegno a continuare nella strada intrapresa sulla gestione dei rifiuti e anche negli anni a venire è auspicabile che tale impegno non si attenui ma continui ad operare per il miglioramento e il raggiungimento degli obiettivi definiti nell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti urbani.
Fondamentale sarà un ulteriore spinta all’adozione della raccolta domiciliare “porta a porta” soprattutto nei centri, pochi oramai, che non l’hanno ancora adottata, con frequenze di raccolta che spingano verso una migliore separazione e l’utilizzo di strumenti finanziari che incentivino il raggiungimento di questi obbiettivi, come l’adozione della tariffa puntuale sui rifiuti.
A tal fine, ormai da diversi anni, la Regione conferma inoltre il meccanismo di premialità/penalità che premia i comuni virtuosi con una riduzione delle tariffe di conferimento e penalizza quelli non virtuosi; mentre a livello nazionale vige un meccanismo di penalizzazione sul calcolo del tributo in discarica in base alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta a livello comunale.

Vai al sito di Arpa Sardegna e scarica il rapporto sui rifiuti – anno 2020

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