Il Ministro dell’Ambiente Roberto Cingolani al Consiglio SNPA del 25 febbraio

Il Ministro ha sottolineato la centralità SNPA per la ripartenza. Fondamentali le competenze tecniche del Sistema per contribuire al Recovery Plan ed alla Transizione Ecologica.

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Giovedì 25 febbraio si è svolto il Consiglio straordinario SNPA con la partecipazione del neo Ministro dell’Ambiente Roberto Cingolani.

Il Presidente Stefano Laporta ha aperto la riunione ringraziando il Ministro per la sua partecipazione al Consiglio, illustrandogli le caratteristiche del Sistema, ricordando che SNPA è stato istituito con una legge approvata all’unanimità dal Parlamento, mettendo insieme ISPRA e le agenzie ambientali delle regioni e delle provincie autonome, dando vita all’unico sistema federale esistente, oltre alla Protezione civile. Ha quindi ricordato l’impegno del Sistema durante l’emergenza Covid-19, rimarcando altresì la necessità di emanare i decreti attuativi previsti dalla legge 132/2016, quali il Regolamento Ispettori e il Decreto sui LEPTA. Ha assicurato il sostegno e il pieno supporto del Sistema all’azione del Ministro.

Il Ministro Roberto Cingolani ha sottolineato l’impegno straordinario che ci aspetta nei prossimi mesi, evidenziando che ha voluto incontrare ISPRA come primo soggetto istituzionale proprio per la rilevanza che assegna alle competenze tecniche.

Sulla scorta anche delle esperienze maturate in altri Paesi (Germania, Giappone, ecc.), ritiene che le sfide dei prossimi mesi – ed in particolare il Recovery Plan – necessitino di un apporto fondamentale in termini di competenze tecnico-scientifiche e conoscenze dei fenomeni, per questo il SNPA può portare un importante contributo.

Ha quindi indicato quattro sfide da affrontare:

far comprendere cos’è la Transizione Ecologica. A fronte di definizione diverse, anche a livello europeo, occorre definire la Transizione Ecologica condividendo l’obiettivo da raggiungere.

mettere a punto il Recovery Plan. Partendo dalle proposte già presenti più strutturate, lavorare a fondo per dare organicità al complesso degli interventi previsti, attraverso un lavoro di analisi e condivisione basato sulle competenze tecniche. A tal fine il Ministro intende costituire una apposita task force di carattere tecnico, per la quale chiede alcuni esperti al SNPA.

presentare il programma per la Transizione Ecologica entro fine maggio. Ha sottolineato come sia indispensabile abbandonare qualsiasi posizione ideologica. Per raggiungere, ad esempio, gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi possono esserci infiniti percorsi, si tratta di compiere delle scelte. Ha quindi affermato che vorrebbe creare un “cruscotto” multi-parametrico di tipo quantitativo per descrivere le azioni del programma e quindi monitorarne l’attuazione.

dare vita al Ministero della Transizione Ecologica (MiTE). Ha posto l’accento sull’acronimo che caratterizzerà il Ministero, al quale vuole dare valore. La mitezza è una virtù perduta che va recuperata e che indica il modo con cui si intende caratterizzare il Ministero. Puntare sulla forza degli argomenti, senza “gomitate”, senza fermarsi a posizioni ideologiche che rischiano di essere dannose non solo per noi ma anche per i nostri figli e nipoti. Il Ministro intende ascoltare e parlare con tutti.

Roberto Cingolani

Cingolani ha quindi illustrato la sua “visione” per il nostro Paese, e cioè quello di una “smart nation”. L’Italia è il paese più bello del mondo, ma siamo un po’ “trasandati”. Siamo una nazione che non ha, sinora dimostrato, capacità di prevenire. Per poter puntare davvero sulla prevenzione è indispensabile realizzare una massiccia digitalizzazione, a partire dal Ministero. Occorre dar vita ad un “cloud-computing” che permetta di condividere, mettere in rete ed utilizzare i dati già rilevati da tantissimi sistemi esistenti, dai satelliti, ai sensori presenti sul territorio che monitorano l’ambiente. Un sistema che integrato permetta di assicurare un controllo molto importante e diffuso su tutto il territorio, in un’ottica di prevenzione.

Il Ministro ha quindi concluso affermando che considera un privilegio e compito essenziale quello di parlare con il SNPA per lavorare insieme in modo proficuo con tutto il Sistema.

Il Consiglio è quindi proseguito con l’ordine del giorno discutendo il “Programma Triennale delle attività del Sistema Nazionale 2021-2023”, che costituisce il documento di riferimento del Sistema per il prossimo triennio, e che sarà approvato nelle prossime settimane.

E’ stata quindi affrontata la proposta di nuova organizzazione delle strutture permanenti di Sistema (Reti tematiche e Osservatori), secondo il nuovo Regolamento del Consiglio, che prevede:

  • Area Tecnica permanente, costituita dalle Reti Tematiche SNPA (RR Tem), composte da esperti del Sistema a presidio delle principali tematiche specialistiche di diffusa operatività, anche in relazione agli aspetti applicativi delle norme di settore. Tali Reti tematiche, composte da rappresentanti di ISPRA e di tutte le Agenzie, opereranno secondo gli indirizzi del CTO, che ne assicurerà il collegamento con il Consiglio e garantirà l’ottimizzazione e lo scambio di contributi con i GdL dei TIC e con gli Osservatori;
  • Area Gestionale permanente, costituita da Osservatori e altre specifiche strutture tematiche (Oss), a diretto coordinamento della Presidenza, che garantiscono il presidio di aspetti gestionali di Sistema. Alcune tematiche (sicurezza, comunicazione, qualità, formazione, trattamento dei dati personali, confronto ed analisi comparativa, …) sono esplicitamente ricondotte all’attività di Osservatori dall’art. 10 del Regolamento.

Il Consiglio ha deciso di pervenire con rapidità all’approvazione del Piano operativo triennale sulla base di un confronto fra i Coordinatori dei TIC ed il CTO, che si svolgerà nelle prossime settimane.

E’ stato quindi fornita una informativa sulle attività da svolgere per il Mirror Copernicus, definendo i prossimi passaggi.

I documenti approvati saranno disponibili sul sito SNPA https://www.snpambiente.it/chi-siamo/consiglio-nazionale/atti-del-consiglio/

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