Intervista di Unidea a Giuseppe Bortone, presidente AssoArpa

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Unidea ha posto alcune domande a Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae Emilia-Romagna e presidente di AssoArpa, in merito all’attuale situazione del Snpa, ai rapporti con le altre amministrazioni pubbliche e agli stakeholder interessati alle attività delle strutture, nonché alle prospettive strategiche del Sistema.

Visto l’interesse dei temi trattati riproponiamo il testo integrale dell’intervista, ringraziando la pubblicazione dell’Unione italiana degli esperti ambientali per la disponibilità accordata.

(Adriano Zavatti) – Dopo vent’anni dall’istituzione delle Agenzie ambientali, si ha l’impressione che la definitiva istituzionalizzazione del SNPA, già teorizzata e in parte portata avanti volontaristicamente in un “sistema” non ancora legittimato, non abbia significato una spinta propulsiva, ma, anzi, abbia fatto calare quella tensione ideale prima esistente. Se così fosse, quale potrebbe essere un correttivo o un catalizzatore di rilancio?

(Giuseppe Bortone) – In realtà, nonostante un percorso frammentato e complesso, oggi il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente c’è e si sta consolidando proprio grazie alla legge 132/2016. Il sistema ARPA/APPA/ISPRA è una forte comunità di professionisti molto qualificati e specializzati, delle più diverse discipline, che ha saputo “fare rete” a livello nazionale e che trae dalla legge 132/2016 la legittimazione di quanto si stava già realizzando. Le Agenzie e ISPRA stanno lavorando insieme su diversi fronti per rafforzare costantemente la propria autorevolezza, per il riconoscimento di “terzietà”, attraverso la crescita continua della capacità di assicurare efficacia e omogeneità di azione nel controllo e vigilanza ambientale. È questa la chiave di lettura di tante iniziative quali la Conferenza nazionale del Sistema dello scorso febbraio, le scuole estive e autunnali di AssoARPA per l’alta dirigenza del sistema, i tavoli di lavoro specialistici istituiti a livello nazionale (TIC, Tavoli istruttori del Consiglio nazionale SNPA) nei quali le migliori pratiche delle Agenzie sono messe al servizio del Sistema. Certo c’è ancora molto da fare, dentro al Sistema e fuori.

Più che di rilancio, il Sistema ha bisogno che si completi il percorso delineato dalla legge di istituzione, con l’approvazione dei decreti attuativi che ancora mancano all’appello, quali la definizione dei Lepta (Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali), e anche su questo il Sistema sta lavorando per offrire al ministero dell’Ambiente il proprio contributo tecnico; a questo proposito ricordo anche la prima versione del Catalogo nazionale dei servizi e delle prestazioni del Sistema. E poi c’è il grande tema delle risorse: non possiamo crescere armonicamente e in modo omogeneo sul territorio senza adeguate e vincolate fonti di finanziamento.

A questo proposito AssoARPA ha anche approvato un position paper per la devoluzione alle Agenzie di alcuni proventi generati dall’applicazione della L. 68/2015 sugli ecoreati. È evidente dunque che una forte spinta propulsiva per il Sistema può venire solo dal completamento del quadro normativo.

(AZ) – Come può essere ovviato alla palese concorrenzialità tra altri ben più consolidati organi di vigilanza e SNPA? E tra questo ed il mondo ambientalista, ben più riconosciuto dai media e dall’opinione pubblica?

(GB) – Non credo che si debba parlare di concorrenzialità, quanto piuttosto – in molti casi – di complementarità; ci sono funzioni diverse, con obiettivi diversi, svolte sia da altri organi di vigilanza, sia dalle associazioni ambientaliste e molti sono gli esempi di quanto, appunto, si possa essere complementari. Per quanto riguarda il Sistema la cornice di riferimento comprende la legge ecoreati (L 68/2015) – che ha delineato in modo innovativo i delitti ambientali, introducendo anche funzioni tecniche specialistiche (asseverazioni delle prescrizioni) – e la 132/2016, che ha inequivocabilmente riconosciuto le funzioni di polizia giudiziaria del personale ispettivo delle agenzie; alcune criticità interpretative e di possibile “concorrenzialità” sono state chiarite e risolte anche attraverso protocolli di intesa con le altre Forze di polizia giudiziaria e con le Procure – cito ad esempio il protocollo tra ARPAE le Procure dell’Emilia-Romagna, sottoscritto nel maggio 2016, seguito da quelli del Lazio e della Lombardia – oltre alle molteplici iniziative di formazione e di confronto con le altre Forze di polizia organizzate dalle agenzie in questi 4 anni, anche grazie alla forza propulsiva di AssoARPA e del Consiglio nazionale SNPA.

E non si può parlare di concorrenzialità con il mondo ambientalista, la cui funzione è quella di sensibilizzare, smuovere coscienze, aumentare consapevolezza indipendentemente dal dover esibire sempre dati e informazioni scientificamente e legalmente validati. Inoltre sono sempre più frequenti le occasioni di attività complementari che producono risultati di successo, cito ad esempio il recentissimo rapporto Ecomafie di Legambiente realizzato in collaborazione con SNPA (v. Ecoscienza, servizio Ecoreati), oppure la campagna Goletta verde sulla balneazione in Emilia-Romagna come in altre regioni.

Il Sistema inoltre apre a iniziative di Citizen science realizzate con le associazioni e i cittadini, cito ad esempio la realizzazione del progetto europeo Captor sull’inquinamento atmosferico da ozono. Tutti segnali che indicano il sempre maggiore riconoscimento del Sistema come produttore dell’informazione ambientale ufficiale del Paese.

Il Sistema e AssoARPA hanno anche per questo sostenuto il movimento #FridaysForFuture: la voglia di cambiare il mondo, i nuovi valori così vicini alla nostra storia di Agenzia, la fiducia nella comunità scientifica.

(AZ) – La comunicazione istituzionale e tecnico-scientifica, rappresentata oggi dalla importante innovazione del sito “AmbientInforma”, nonché dagli uffici delle singole Agenzie preposti, sembra non aver inciso nei media. Si tratta della modalità operativa scelta, oppure della consueta scarsa volontà dell’Alta dirigenza agenziale di non disturbare il “manovratore regionale”?

(GB) – La comunicazione del Sistema passa, a dire al vero, attraverso molti più strumenti e prodotti, alcuni dei quali già consolidati da tempo quali la numerosa reportistica e i siti web delle singole Agenzie – in continuo rinnovamento e arricchimento – e alcuni più nuovi, quali la newsletter AmbienteInforma e il sito snpambiente.it, i profili social di Sistema e delle Agenzie, perlopiù Twitter e Facebook, i canali video YouTube. Stiamo parlando ad esempio di oltre 11 milioni di utenti dei 24 siti web riferibili a ISPRA, alle Agenzie e a SNPA; a fine 2018 erano quasi 79.000 le persone che ci seguivano su Twitter, per un totale di oltre 10 milioni di visualizzazioni sui 17 account (vedi: “Gli indicatori delle attività di comunicazione e informazione Snpa”).

Questi contenuti vengono ripresi praticamente quotidianamente dai media locali per alcuni dati e informazioni specifiche o stagionali (ad es. meteo, qualità dell’aria, balneazione) e sempre di più – proprio grazie alla grande diffusione della newsletter AmbienteInforma che, con oltre 240 numeri pubblicati, raggiunge via mail circa 100.000 utenti, anche i media – in occasione della pubblicazione dei report nazionali sullo stato dell’ambiente, sui rifiuti, sul clima, sul consumo di suolo.

C’è ancora molto da fare, a partire da una pianificazione strutturata della comunicazione di Sistema e anche su questo stiamo lavorando molto: il Consiglio nazionale sta esaminando proprio in questi giorni i documenti presentati della Rete Comunicazione e informazione SNPA – dal Documento di posizionamento su informazione e comunicazione di Sistema, alla proposta del Piano di comunicazione, all’individuazione e valorizzazione delle risorse umane dedicate – un contributo importante per migliorare più rapidamente anche su questo fronte.

(AZ) – Il Sistema si era sempre caratterizzato, almeno nelle sue componenti più avanzate, per l’innovazione, sia in termini organizzativi, sia tecnico-scientifici. Questi processi appaiono oggi decisamente meno efficaci, se non addirittura assenti. Siamo di fronte ad una burocratizzazione nemmeno tanto strisciante che limita la potenziale forza propulsiva delle Agenzie?

(GB) – La forza del Sistema sta nell’ineludibilità del confronto tra le sue diverse componenti, che prima della L 132/2016 era quasi su base volontaristica, e dunque anche sui diversi modelli organizzativi; un confronto che è sempre più serrato e – quando ci sono i presupposti e le giuste convergenze di obiettivi a livello locale con gli enti amministrativi che esercitano funzioni di indirizzo e di controllo nei confronti delle Agenzie (Regioni, Province autonome ecc) – le buone pratiche permeano il Sistema.

Di recente ARPAE ha ricevuto una Segnalazione di eccellenza al Premio Basile per un progetto di formazione legato alla riorganizzazione dell’Agenzia. Il progetto di change ability ha permesso ai partecipanti proporre soluzioni e programmi operativi da utilizzare nelle diverse fasi della riorganizzazione, attraverso processi di coinvolgimento e condivisione radicalmente innovativi, sia nella fase delicata di costruzione del processo decisionale, sia nella fase successiva di acquisizione consapevole del nuovo paradigma manageriale da parte dei responsabili. Ci aspettiamo quindi non una limitazione della forza propulsiva delle Agenzie, quanto un miglioramento diffuso dell’efficacia operativa e gestionale.

(AZ) – La profonda innovazione organizzativa e istituzionale in Emilia-Romagna, con l’attribuzione di compiti di amministrazione attiva, prima in capo a Province e Regione, ha prodotto effetti positivi o costituisce essa stessa un freno burocratico all’innovazione e all’adesione ideale ai processi propri dell’Agenzia ed all’entusiasmo dei collaboratori?

(GB) – Questo cambiamento è stato senza dubbio di grande impatto, anche perché costituisce un caso unico nel Sistema. Si è trattato di un vero processo di riorganizzazione che ha coinvolto personale afferente da diversi altri enti, con funzioni e sistemi operativi differenti, ma che ci ha portato a inizio 2016 a presentarci preparati per rodare la nuova struttura. Abbiamo davvero lavorato molto per arrivarci nel modo migliore, ma i risultati – il tariffario unico regionale, la sempre maggiore omogeneità dei processi, il graduale miglioramento dei tempi di risposta e di efficienza del sistema – ci confermano che la strada è quella giusta.

Come ogni percorso di innovazione, le difficoltà e le resistenze al cambiamento sono aspetti fisiologici di qualsiasi struttura organizzativa, da non sottovalutare. Sono necessari sforzi continuativi di accompagnamento. Fondamentale sono la trasparenza e il coinvolgimento delle persone, nella definizione della mission dell’Agenzia e degli obiettivi da raggiungere.

(AZ) – La recente scelta contrattuale di eliminare la figura del “dirigente ambientale”, oltre che danneggiare le Agenzie, riaprire un dibattito fuori dal tempo e che credevamo definitivamente obsoleto, oltre a frustrare le opportunità di lavoro ed organizzative, suggerisce una azione forte e decisa per riconsiderare gli aspetti contrattuali del SNPA. Che intende fare AssoARPA al riguardo?

(GB) – AssoARPA ha avviato un confronto con il Comitato di Settore delle Regioni per portare avanti aldilà delle specifiche questioni contrattuali una visione complessiva per tutti i profili professionali che caratterizzano le agenzie ambientali, dirigenti e non, inclusiva e prospettica. Occorre infatti evitare conflittualità e divisioni interne, in ragione delle diverse aspettative e anche delle preoccupazioni che questa situazione sta generando, sia nel comparto che nella dirigenza. È indispensabile evitare divisioni; il “dirigente ambientale”, così come il tecnico ambientale, rappresenta una giusta definizione delle necessità professionali di cui le agenzie hanno bisogno, in una logica di multidisciplinarietà.

Vanno garantiti i necessari strumenti contrattuali, che devono considerare le esigenze organizzative specifiche per le nostre attività. In questa fase il contratto delle funzioni locali, consente una maggiore armonia, ed è in grado di rispettare le aspettative di tutti; non significa precludere le prospettive di crescita del nostro personale, a qualsiasi ruolo assegnato. Per queste prospettive di crescita ci vogliamo impegnare in rapporto continuativo con le Regioni.

(AZ) – Sul piano organizzativo molte Agenzie non hanno ancora saputo trasformare il proprio modello rispetto al pregresso stato. Come AssoARPA, pur benemerita nell’offrire elementi di supporto al SNPA, può sollecitare la evoluzione armonica e coerente verso un modello innovativo per la stessa Pubblica amministrazione?

(GB) – Come ho già avuto modo di sottolineare, c’è un’intensa attività di confronto di esperienze positive sia attraverso i tavoli di lavoro istituiti dal Consiglio, che portano a documenti validi per tutte le componenti del Sistema, sia che attraverso le iniziative di AssoARPA, in particolare le “school” periodiche per l’alta dirigenza; l’ultima è quella della fine di settembre a Siracusa sul tema “Ambiente e Salute: dai dati alle politiche ambientali e sanitarie”. Il cambiamento, utile a un’evoluzione positiva in termini di innovazione, deve essere interno ed esterno, nella cultura organizzativa della dirigenza e nella cultura politica degli enti amministrativi e normativi che in qualche modo incidono sul nostro duplice dna di strutture regionali, che appartengono anche ad un sistema a rete nazionale. Anche questo è un percorso in atto, con risultati ancora differenziati a livello regionale.

(AZ) – Il notevole lavoro di predisposizione di Linee guida operative, svolto dal SNPA ancor prima della sua istituzionalizzazione, non ha avuto ricadute né nella quotidianità del lavoro delle Agenzie, né a livello normativo. Perché? Come si intende ovviare a questa carenza?

(GB) – Le Linee guida deliberate dal Consiglio nazionale non hanno bisogno di ulteriori atti, hanno cogenza in sé, con specifico riferimento alle finalità indicate dalla legge 132/2016, e risultano tra i documenti tecnici più consultati su snpambiente.it. Si tratta di un lavoro di grande qualità, risultato dei già citati Tavoli interagenziali, articolazioni del Consiglio. In particolare per quanto riguarda l’omogeneizzazione tecnico/operativa delle attività – la produzione di guide tecniche e linee guida, manuali, protocolli, procedure, rapporti tecnici ecc – è individuata nel TIC VI e nel TIC IV per quanto riguarda i laboratori.

Non credo si possa dire che tutto questo non abbia avuto ricadute nella quotidianità, visto che i rapporti di Sistema pubblicati possono esistere solo perché si basano su dati confrontabili provenienti dalle diverse agenzie. Si può dire che ulteriori ricadute positive possono aversi solo completando il percorso per rendere pienamente operativo il Sistema: l’emanazione dei decreti attuativi della legge 132/2016, l’individuazione di risorse umane e finanziarie certe e adeguate per svolgere i compiti assegnati al sistema, il rinnovamento della cultura organizzativa e politico-amministrativa, al passo con i tempi e le sfide che abbiamo di fronte, a partire dal cambiamento del clima. Su questi temi AssoARPA intende proseguire il proprio lavoro di confronto e di stimolo, in sinergia con il Consiglio nazionale.

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