Greta in Italia: #FridaysForFuture

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Sono state due giornate di fermento, quelle del 12 e 13 aprile, per il movimento Fridays For Future Italia. A un mese di distanza dal global climate strike del 15 marzo, che ha visto scendere in piazza quattrocentomila studenti in oltre centottanta piazze italiane, l’Università Statale di Milano ha ospitato il primo incontro dei manifestanti con importanti esperti del clima e, a seguire, la prima assemblea nazionale del movimento.

Secondo l’accordo di Parigi, i governi di 194 Paesi sono tenuti ad agire per mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto di +2°C rispetto ai livelli pre-industriali”. E fare sforzi per fermarsi a +1,5°C. Come ha evidenziato l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per rispettare questo obiettivo è necessario l’azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2050. La via di fuga, dunque, esiste.

Ma per raggiungere obiettivi tanto ambiziosi è necessario agire subito, con azioni politiche decisive e con una radicale trasformazione del nostro sistema economico. In quest’ottica, la costruzione di un’alleanza tra giovani e scienziati, e il consolidamento del movimento nazionale di FFF, potrebbero rappresentare due importanti fattori di innesco per accrescere il consenso della società civile e contrastare il generale immobilismo delle istituzioni rispetto alla lotta al cambiamento climatico.

In un articolo pubblicato su Micron si approfondisce questo aspetto, riferendo di una serie di prese di posizione di scienziati in relazione al movimento, ed anche sui rapporti di questo con le istituzioni e la politica italiana.

Come riferiscono i rappresentanti del movimento, l’assemblea nazionale del 13 aprile ha visto la partecipazione di cinquecento attivisti da più di cento città italiane. Con questo evento, FFF Italia entra nella sua fase costituente. Nel report di sintesi dell’assemblea, i manifestanti si dichiarano ufficialmente un movimento globale, pacifico e apartitico. Ribadiscono inoltre la necessità di muoversi su un duplice fronte, ovvero la condivisione dei principi espressi durante l’assemblea nazionale e, al contempo, il rispetto della completa autonomia dei gruppi locali nella lotta ai conflitti ambientali territoriali.

Le richieste dei manifestanti italiani, come quelle del movimento internazionale, puntano all’urgente necessità di una reazione da parte dei decisori politici rispetto all’emergenza climatica. Proprio ai politici si è rivolta in questi mesi Greta Thunberg, giovane leader dei Fridays For Future, intervenendo alla COP24 di Katowice, al World Economic Forum di Davos e nel suo appuntamento al Parlamento Europeo a Strasburgo.

La stessa Greta, recentemente proposta al Nobel per la Pace, si appresta ora a incontrare il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, nella giornata del 18 aprile, e i manifestanti italiani di Piazza del Popolo a Roma, il 19 aprile. Questi appuntamenti sono stati preceduti dall’incontro con Papa Francesco.

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