La formazione sulle valanghe, conoscere per prevenire

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L’Aineva (Associazione Interregionale Neve e Valanghe), di cui fa parte anche il Centro Nivometeorologico di Arpa Lombardia, organizza numerosi corsi di formazione sulle tematiche della neve e delle valanghe, per fornire elementi utili per le attività di rilevamento dati, previsione, prevenzione e progettazione ai professionisti che operano in montagna nei diversi settori coinvolti.

I corsi sono organizzati in livelli e moduli sequenziali – modulo 2a “osservatore nivologico”, modulo 2b “operatore distacco artificiale di valanghe”, modulo 2c “direttore delle operazioni”, modulo 2d “responsabile della sicurezza valanghe” – e tenuti da docenti qualificati, fra i quali i tecnici esperti del CNM lombardo.
Per il 2019, i prossimi appuntamenti in programma si terranno in Abruzzo (L’Aquila, 25/2-1/3 – mod. 2a), in Valle d’Aosta (Courmayeur 11-15/3 – mod. 2b) e in Lombardia (Bormio, maggio 2019 – mod. 2c e 2d).

Questi percorsi formativi – di valenza giuridica a livello nazionale – sono destinati a liberi professionisti che operano nel campo dell’ambiente montano; personale impiegato nei comprensori sciistici; personale impiegato nella gestione delle vie di comunicazione; personale di enti pubblici operante nel settore della Protezione Civile; appassionati che intendono approfondire le proprie conoscenze nel settore.

Dal 1992 al 2018, oltre 3.000 persone sono diventate “Titolati Aineva” e, più specificamente: 2.207 osservatori nivologici, 585 operatori distacco artificiale di valanghe, 135 direttori delle operazioni e 238 responsabili della sicurezza valanghe. E tutti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi di aggiornamento obbligatori organizzati dall’Associazione.

In Lombardia la formazione di professionisti e di specialisti delle valanghe è basilare nel contesto della gestione locale del Rischio Valanghe, attuata tramite i cosiddetti Protocolli Valanghe adottati nelle province di Bergamo, Brescia e Sondrio (DGR n. 472/2018), che dettano le linee operative sia in merito alla previsione del pericolo – nelle nove meteonivozone in cui è suddiviso il territorio montano – sia a quella del rischio finalizzata all’allertamento (fasi di previsione, monitoraggio e sorveglianza).

L’impostazione delle procedure operative dei protocolli lombardi si rifà agli stessi princìpi ispiratori della direttiva nazionale del presidente del Consiglio dei Ministri sulle valanghe, in fase di approvazione, peraltro già condivisi in altre Regioni e Province autonome facenti parte di Aineva.

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