L’ambiente nelle canzoni di Sanremo 2024

Un anno fa (qui l’articolo) avevamo fatto un piccolo esperimento – più umoristico che scientifico – valutando il tasso di ambientalismo dei testi delle canzoni in gara al festival di Sanremo. Visto che i risultati non ci avevano soddisfatto completamente, ci eravamo salutati con “Magari andrà meglio alla prossima edizione” e ora è il momento di verificare se così è stato, andando a leggere i testi dell’edizione 2024.

1. “L’amore in bocca” – Santi Francesi 
Prima di cadere a pezzi
Lascerò i vestiti per strada

Ok, i vestiti non sono rifiuti pericolosi, ma buttali nel cassonetto, se proprio devi! Ancora meglio, oggi la moda va verso il riutilizzo. Ci sono tanti mercatini e centri per il recupero, dai.

2. “Autodistruttivo” – La Sad
Il tuo cuore è di plastica e starti vicino è autodistruttivo

Il problema delle microplastiche inquinanti è importante, ma non siamo certi che sia a questo che si riferisce il testo…

3. “Tutto qui” – Gazzelle 
Lo so che sei stanca
Lo sono anche io
Sembriamo due panda 
Amore mio

I panda nella canzone di Gazzelle: per quest’anno la quota biodiversità l’abbiamo portata a casa!

4. “Governo punk” – Bnkr44
(Perché) in giro non c’è niente di che
In provincia la nebbia è la stessa dal 2003

Visto come sta cambiando il clima un po’ in tutto il mondo, forse non è male vivere in un posto dove le cose non sono mutate negli ultimi 20 anni. Anche se i dati ci dicono che perfino in pianura Padana la nebbia è diminuita.

5. “Sinceramente” – Annalisa
Tu spegni sigarette su velluto blu

Attenzione, soprattutto se invece di velluto vero è una variante sintetica, perché c’è il rischio che prenda fuoco tutto. Vogliamo davvero causare un intervento di Vigili del fuoco e Arpa solo perché non hai voglia di alzarti dal divano a prendere il portacenere?

6. “Tuta gold” – Mahmood
Non sono bravo a rincorrere
5 cellulari nella tuta gold

I cellulari generano un campo elettromagnetico. Chissà poi se l’oro della tuta fa da conduttore. In tasca non è come vicino all’orecchio, ma cinque forse sono troppi, qualche precauzione in più non sarebbe male.

7. “Casa mia” – Ghali 
Il prato è verde, più verde, più verde / Sempre più verde (sempre più verde)
Il cielo è blu, blu, blu / Molto più blu (ancora più blu)

Ma qual è casa tua / Ma qual è casa mia / Dal cielo è uguale, giuro

L’osservazione della Terra dallo spazio, il pianeta come unico ecosistema. Stavolta ci siamo (più o meno). Magari la profondità scientifica può andare oltre i colori, ma non è quello che ci aspettiamo da una canzone. Apprezziamo l’impegno.

Insomma, a parte la nostra voglia di interpretare giocosamente alcune frasi, di inquinamento e questioni ambientali se ne parla poco, forse anche meno dell’anno scorso (con una piccola eccezione), e questo ci dispiace. In compenso la meteorologia domina i testi quasi quanto le tematiche amorose. Il caso più emblematico è sicuramente quello di Mr. Rain, che – oltre ad aver scelto un inequivocabile nome d’arte – per il secondo anno consecutivo ci parla a suo modo di maltempo: “Griderò, griderò il tuo nome fino a perdere la voce, Sotto la pioggia sotto la neve (…) In mezzo al temporale abbiamo unito i nostri lividi come due oceani indivisibili”.

Ma anche le sue colleghe e i suoi colleghi non vogliono essere da meno, chiudiamo quindi l’articolo con una breve selezione di previsioni del tempo su Sanremo tra il 6 e il 10 febbraio 2024:

  • Un’altra notte di pioggia / Scivola come una goccia / Fuori un / Freddo cane / Basta solo un po’ di vento / E tutto vola via (“Fino a qui” – Alessandra Amoroso)
  • Provo a inseguire il vento / Ma se va fuori rotta / Punterò al cielo aperto (“Vai!” – Alfa)
  • Lasciami stare nel tuo temporale se grandini (“Apnea” – Emma)
  • O ciel c sta uardann / E quant chiov e pcchè / Se dispiaciut p me e p te / Piccio mo sta iniziann a chiovr (“I p’ me, tu p’ te” – Geolier)
  • Ma se un giorno il vento, ti portasse indietro / Dalle mie promesse, come se piovessero / Da un cielo nero lacrime di vetro / Perché ancora sento, il tuo rumore dentro / E siamo fragili / Come la neve (“Fragili” – Il Tre)
  • Guarda come sta piovendo / Ma è stupendo averti qua / Maledetto tempo che ti da / E poi ti porta via (“Capolavoro” – Il Volo)
  • Eravamo ghiaccio che si scioglie in mezzo al nulla / In mezzo a tutta quella neve (“Ricominciamo tutto” – Negramaro)

Una menzione a parte per la canzone di Dargen D’Amico, “Onda alta” (“E non l’hai visto il meteo? / Non l’hai visto il cielo?”), su cui non è il caso di ironizzare: il racconto è  quello di un barcone che attraversa il Mediterraneo e troppo spesso abbiamo visto le condizioni meteo diventare un fattore tragico. Ma questa è un’altra storia.