Se si scioglie il ‘continente bianco’

L’Antartide perde acqua. O meglio, perde ghiaccio. E a velocità crescente.

Se nel decennio compreso tra il 1979 e il 1990 il “continente bianco” perdeva qualcosa come 40 (± 9) Gt/y, ossia miliardi di tonnellate l’anno, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2017 l’Antartide ha perduto qualcosa 252 (± 26) Gt/y: più di sei volte tanto.

La progressione è stata impressionante: da una perdita, come abbiamo detto, di 40 Gt/y negli anni ’80 del secolo scorso, si è saliti a una perdita di circa 50 Gt/y negli anni ’90, poi si è rapidamente saliti a 166 (± 18) Gt/y nel decennio compreso tra il 1999 e il 2009 fino a salire alle 252 Gt/y degli ultimi nove anni.

Questi dati sono stati pubblicati la settimana scorsa da Eric Rignota, del Department of Earth System Science, University of California, di Irvine e da un gruppo di suoi collaboratori.

A causa di questo scioglimento il livello dei mari che rivestono il pianeta è aumentato di 3,6 millimetri per decade. Detto in altri termini: dal 1979 a oggi il livello degli oceani è aumentato di 14 (± = 0,9) millimetri.

Sembra poco (cosa volete che sia un centimetro e mezzo in 40 anni, dicono i minimalisti), ma è l’accelerazione che è preoccupante.

Di questo fenomeno e dei suoi effetti scrive su Micron Pietro Greco, dove si può leggere l’articolo integrale, che evidenzia, fra l’altro, che il continente contiene tanto ghiaccio che, ove si sciogliesse tutto, farebbe aumentare il livello dei mari non di pochi millimetri, ma di 58 metri.


2 pensieri su “Se si scioglie il ‘continente bianco’

  1. Attenzione, i dati qui riportati sull’aumento di livello dei mari si riferiscono solo al contributo dei ghiacci Antartici. Non è vero che il livello dei mari aumenta di 3.6 mm ogni dieci anni: in realtà sono circa 32 mm. E dagli anni ’70 ad oggi l’aumento totale non è stato di 1.4 cm, ma di quasi 20 cm. Il fatto è che, fino a tempi recenti, il contributo dell’Antartide è stato quasi trascurabile rispetto alla dilatazione termica dell’acqua negli strati superficiali degli oceani e allo scioglimento di ghiacciai in altre parti del globo. Il problema che segnalano Rignot (non Rignota) e collaboratori è che negli ultimi anni il contributo dell’Antartide è salito a quasi un quarto del totale ed è in rapida crescita.

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