Riserve idriche ai minimi storici nel Nord Italia

La scarsità di precipitazioni ha ridotto il totale della riserva idrica in Lombardia. Stato di grave siccità anche in Emilia-Romagna.

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Ghiacciaio Ventina - Addio
Ghiacciaio Ventina - Addio - Lombardia - Cambiamenti climatici - foto di Nicoletta Dotti

​La scarsità di precipitazioni che persiste ormai da dicembre in Lombardia ha ridotto il totale della riserva idrica (laghi, invasi ed equivalente idrico della neve) al di sotto dei minimi osservati negli ultimi 15 anni.

La quantità di riserva idrica su scala regionale registrata il 17 luglio si attesta infatti al 64% sotto la media del periodo 2008-2020, con l’equivalente idrico della neve (SWE) esaurito da oltre un mese e con i laghi e gli invasi ai minimi del periodo di riferimento.

Le precipitazioni a carattere di rovescio e temporalesco che hanno interessato i settori alpini e prealpini nel corso delle ore pomeridiane e la pianura nelle ore serali di lunedì 25 luglio non hanno modificato sensibilmente il quadro generale delle riserve idriche in Lombardia, che rimane immutato.

Nelle prime due settimane di agosto lo scenario più probabile ripropone temperature superiori alla norma e scarsità di precipitazioni.

La situazione a scala distrettuale è in linea con quella regionale: l’Osservatorio per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Distretto ha stabilito per tutto il distretto padano un livello di severità idrica “alta”.

Infine, la presenza di un’area anticiclonica sul bacino del Mediterraneo continuerà a creare le condizioni favorevoli per la formazione e l’accumulo, anche per i prossimi giorni, di inquinanti fotochimici.

Per approfondire:

Le previsioni meteo di Arpa Lombardia

I bollettini delle riserve idriche

La situazione in Emilia-Romagna

Anche in Emilia-Romagna permane lo stato di grave siccità. I dati registrati indicano che a luglio è piovuto molto meno delle attese climatiche. Si sono verificati solo locali fenomeni temporaleschi, che hanno portato quantitativi inferiori a 10 mm medi regionali rispetto ai circa 27 mm attesi, proseguendo la tendenza già evidenziata a giugno con valori di precipitazione di circa il 65% inferiori rispetto al clima.
Preoccupazioni confermate anche considerando i dati sul lungo periodo, dal 1° ottobre 2021 al 19 luglio 2022 (anno idrologico), le piogge cumulate risultano molto inferiori alle attese climatiche, tra quelle più basse della serie dal 1962 ad oggi, con uno scostamento negativo superiore a 230 mm rispetto alle medie del clima recente (1991-2020), pari ad un’anomalia negativa in percentuale di oltre il 31%. I deficit precipitativi si confermano estremamente elevati anche considerando le piogge da inizio anno che si attestano come le più basse significativamente negli ultimi 60 anni268 mm rispetto ai 468 del clima 1991-2020 e inferiori di quasi 30 mm ai record negativi precedenti (294 mm del 2017 e 301 mm del 2012). 

Precipitazioni in Emilia-Romagna nel periodo 1 gennaio-20 luglio dal 1961 al 2022.

L’estate meteorologica attuale si configura come una delle più calde di sempre: le temperature massime (media sull’intero territorio regionale) da giugno 2022 alla seconda decade di luglio sono simili a quelle registrate nella storica annata del 2003. Al momento il 2022 presenta le temperature dell’estate più calda, paragonabile al 2003, con quantitativi di pioggia inferiori alle annate più siccitose (2012 e 2017), con valori di 30.7 medi regionali nel 2022, 30.8 nel 2003, valori di 3 °C superiori al clima recente (1991-2020). 

In gran parte della regione si assiste a un deficit idrico gravissimo. Il bilancio idroclimatico, calcolato da inizio ottobre, è ovunque sensibilmente inferiore al 5° percentile, tra i più bassi degli ultimi 60 anni, e l’acqua disponibile nei terreni è ormai esaurita.

L’estrema scarsità di piogge registrata da ottobre ad oggi, si riflette direttamente anche sulla dotazione idrica della falda ipodermica che vede ora profondità molto elevate e confrontabili a quelle misurate nelle annate più siccitose come il 2012 ed il 2017.

Per quanto riguarda i fiumi regionali, al momento si osservano portate ovunque stabili o in diminuzione. Le portate medie mensili parziali di giugno per i principali corsi d’acqua risultano inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento in tutto il territorio regionale, con valori confrontabili ai minimi storici del periodo. Le portate del fiume Po risultano decisamente inferiori alle medie storiche del lungo periodo e confrontabili con i minimi storici.

Arpae prosegue i monitoraggi e intensifica le attività istituzionali per fornire pieno supporto agli Enti preposti alla gestione della risorsa idrica. 

Per approfondire:
La notizia sul sito di Arpae Emilia-Romagna
Monitoraggio regionale siccità in Emilia-Romagna
L’evoluzione di piogge e temperature rispetto al clima in Emilia-Romagna

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