Zanzara tigre: i consigli di Appa Bolzano per limitare la proliferazione

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contenitore per monitoraggio della zanzara tigre
Da maggio a ottobre Appa Bolzano effettua il monitoraggio della zanzara tigre. 143 i punti di campionamento, allestiti nelle aree urbane delle vallate altoatesine principali dove l’ambiente e le condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo della zanzara tigre. Nella foto un’ovitrappola per campionare il numero di uova (Foto: Appa Bolzano)

Per contenere la proliferazione della zanzara nei mesi caldi è necessario agire adesso, eliminando fin da subito ogni piccolo ristagno d’acqua all’aperto: nei giardini, sui balconi e ovunque intorno alle abitazioni. La zanzara tigre, infatti, depone le uova nell’immediata vicinanza di piccole raccolte d’acqua stagnante. I consigli di Appa Bolzano. Video su YouTube.

Con l’arrivo della bella stagione ritorna anche il problema della zanzara tigre. Dal 2013 il Laboratorio biologico di Appa Bolzano monitora da maggio a ottobre la diffusione della zanzara tigre in Alto Adige attraverso 143 punti di campionamento, allestiti nelle aree urbane delle vallate altoatesine principali dove l’ambiente e le condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo della zanzara tigre. In ogni punto di campionamento è posizionato un piccolo contenitore di plastica nero, etichettato e riempito d’acqua, detto anche “ovitrappola“. All’interno del contenitore è collocato un listello di legno con superficie ruvida, sulla quale le femmine di zanzara tigre depositano le uova. Ogni due settimane, dopo il campionamento, le minuscole uova depositate sui listelli vengono trasportate in laboratorio e contate allo stereo-microscopio: è il loro numero che fornisce informazioni sulla densità della presenza della zanzara tigre a livello provinciale.
“Dai campionamenti effettuati dal 2013 ad oggi emerge che negli ultimi anni in Alto Adige il numero medio di uova rilevate nelle ovitrappole è aumentato circa di dieci volte”, spiega Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico. “Il numero medio di uova sembra essere costante dal 2019 nelle stazioni monitorate situate nel fondovalle da Merano a Salorno, nella Bassa Atesina e in val d’Isarco (fino a Varna).

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Zanzare? Svuota tutto!

Per limitare la proliferazione della zanzara tigre durante la stagione calda è necessario agire fin da subito. “Che si tratti di balconi, cortili, giardini, orti, cimiteri o parchi, da maggio ad ottobre bisogna evitare assolutamente ogni minimo ristagno d’acqua all’aperto”, raccomanda l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato. La zanzara tigre, infatti, depone le uova nell’immediata vicinanza di piccole raccolte di acqua stagnante. “Dopo la schiusa delle uova”, spiega Filippo Cassina, tecnico del Laboratorio biologico, “le larve si sviluppano passando attraverso vari stadi sino alla comparsa della zanzara adulta. Un esemplare adulto nato in primavera, è in grado di dar vita a numerosi nuovi individui adulti nei mesi estivi.”

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Ecco alcuni consigli utili da parte di Appa Bolzano

  • eliminare i sottovasi oppure svuotarli regolarmente
  • svuotare gli annaffiatoi e i secchi e depositarli con l’apertura verso il basso
  • svuotare frequentemente gli abbeveratoi e le ciotole d’acqua
  • svuotare l’acqua dalle piscine gonfiabili posizionate nei giardini, sui terrazzi e balconi
  • non lasciare giochi di plastica in giardino perché possono riempirsi di acqua piovana
  • smaltire correttamente vecchie bottiglie, lattine, vetri e sacchetti di plastica per evitare che si riempiano d’acqua piovana
  • svuotare regolarmente i bidoni per l’irrigazione, se riempiti con acqua chiuderli ermeticamente o coprirli con una rete a maglia fine (zanzariera)
  • non depositare pneumatici a cielo aperto
  • pulire regolarmente le grondaie e i tombini per permettere il deflusso dell’acqua dopo un acquazzone
  • eliminare gli eventuali ristagni d’acqua negli avvallamenti sui teli posti a copertura dei cumuli di materiale
  • anche al cimitero svuotare regolarmente vasi e altri contenitori d’acqua.

“È importante che l’acqua stagnante presente nei vari contenitori (abbeveratoi, ciotole d’acqua, piscine gonfiabili ecc.), venga svuotata sul prato e non nel tombino o nelle caditoie“, fa presente Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico. “Infatti, se nell’acqua sono presenti eventuali larve (difficilmente visibili) queste potrebbero raggiungere altre raccolte d’acqua, facilitando in questo modo la diffusione e la proliferazione della zanzara tigre.”

Uso di prodotti specifici contro le larve

Ove non sia possibile evitare i ristagni d’acqua, ad esempio nel caso di tombini o scarichi, è necessario utilizzare prodotti specifici quali i larvicidi a cadenza regolare, a partire da maggio e fino a ottobre. “I larvicidi sono sostanze chimiche o biologiche che inibiscono lo sviluppo delle larve”, spiega ancora Alberta Stenico, “la loro azione dura da una a quattro settimane. La scelta e l’impiego del larvicida deve essere effettuata con particolare attenzione, per questo invitiamo tutti a seguire scrupolosamente le istruzioni d’uso e ad adottare le misure precauzionali previste.” Affinché il trattamento risulti efficace, i larvicidi devono essere impiegati sull’intera area urbanizzata: ai Comuni spetta il trattamento sul suolo pubblico, mentre nelle aree private è compito dei proprietari o degli amministratori di condomini. “L’attività di prevenzione è efficace solo se tutti insieme facciamo la nostra parte”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente, Giuliano Vettorato. “Senza una collaborazione attiva da parte della popolazione le misure di prevenzione messe in atto dalle varie Amministrazioni comunali su suolo pubblico risultano purtroppo poco efficaci.”

Ulteriori informazioni utili sulla zanzara tigre sono disponibili sul sito web di Appa Bolzano.

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