Alto Adige: le diatomee imbiancano le rive del lago di Vernago

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Il lago di Vernago in Alto Adige
Il lago di Vernago, situato a ben 1.689 m s.l.m. nel cuore della Val Senales, ad ovest di Merano (BZ), è uno dei quattro maggiori bacini artificiali dell’Alto Adige, monitorati secondo la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (Foto: Appa Bolzano)

Singolare fenomeno biologico rinvenuto la scorsa estate attorno al lago di Vernago, uno dei quattro maggiori bacini artificiali dell’Alto Adige. Ricoperte da una patina bianca la maggior parte delle pietre presenti attorno alla riva del lago. Appa Bolzano spiega l’origine dello strano fenomeno dopo aver avviato accurate indagini.

Attorno al bacino artificiale di Vernago, situato in Val Senales a ovest di Merano (BZ), si è potuto assistere, nell’estate 2021, ad un fenomeno curioso e molto singolare: le pietre presenti sulla riva del lago apparivano ricoperte da una patina biancastra. Accurate indagini, avviate da Appa Bolzano nei mesi successivi e terminate da poco, hanno dimostrato che la causa dell’imbiancamento non è da ricondurre ad un inquinamento chimico del corpo idrico, bensì è dovuta ad un fenomeno biologico . La colorazione bianca delle pietre ha origine, infatti, dalla deposizione dei frustoli (specie di gusci n.d.r.) delle diatomee morte nel momento in cui il livello dell’acqua è sceso.

La riva del bacino di Vernago con le pietre imbiancate (Foto: Appa Bolzano)

Risultati degli esami sulle diatomee

Le diatomee sono alghe unicellulari che galleggiano nell’acqua dei laghi (diatomee pelagiche) o si depositano sul fondo dell’acqua (diatomee bentoniche). I loro frustoli silicei sono costituiti da due metà che si incastrano l’una nell’altra come una scatola e un coperchio e hanno forme e strutture caratteristiche. Le loro dimensioni sono dell’ordine di qualche millesimo di millimetro.
“In questi mesi abbiamo prelevato dall’acqua del lago sia le diatomee presenti nell’acqua del lago (diatomee pelagiche) che i depositi di diatomee sulle pietre bianche”, spiega Samuel Vorhauser del Laboratorio biologico di Appa Bolzano. “Dalle successive analisi effettuate al microscopio ottico è emerso che le diatomee pelagiche appartengono in prevalenza alla specie del genere Fragilaria con una densità cellulare di 17 milioni di cellule per litro”, continua Vorhauser. “In presenza di una tale concentrazione, si parla di fioritura di diatomee, ovvero una proliferazione di massa di diatomee. I fattori che favoriscono tale fioritura sono ad esempio: una temperatura ottimale, nutrienti a sufficienza (soprattutto silicio) e specifiche condizioni di illuminazione. Anche la patina bianca rinvenuta sulle pietre risulta costituita dalla varietà di diatomee con prevalenza sempre della specie del genere Fragilaria“.

Risultati delle indagini chimiche

A partire da settembre sono stati prelevati vari campioni di acqua del lago da analizzare in laboratorio. “I campioni d’acqua prelevati in settembre 2021 hanno mostrato un valore di pH basico che è insolito per un bacino in questa zona ed è indicativo di una maggiore attività fotosintetica da parte di alghe o di piante acquatiche”, spiega Doris Clara, esperta chimica nel Laboratorio Analisi acqua e cromatografia di Appa Bolzano. “A fine ottobre il valore del pH si era nuovamente neutralizzato. Le concentrazioni di metalli, anioni e cationi salini nel lago e negli affluenti sono risultate entro i limiti di legge e non hanno mostrato anomalie. I risultati dei diversi punti di campionamento erano molto simili tra loro e tipici per un lago alimentato con acqua glaciale. Il contenuto di silicato è risultato particolarmente basso nelle profondità dell’acqua con una maggiore presenza di diatomee, poiché il silicato disciolto è necessario e viene assorbito dalle diatomee per la crescita. Le immagini ottiche delle pietre bianche prese dal microscopio elettronico hanno mostrato stretti cristalli allungati e l’analisi elementare ha dimostrato che i cristalli erano composti solamente da silicio e ossigeno”.

Immagine al microscopio elettronico, superficie delle pietre bianche, ingrandimento 600x (Foto: Appa Bolzano)

Prospettive future

“Si può prevedere”, afferma Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico di Appa Bolzano, “che la crescita delle diatomee diminuirà di nuovo durante questi mesi invernali e il lago di Vernago si regolerà molto probabilmente in modo naturale, ritornando nuovamente limpido dopo la stagione fredda. La patina bianca delle pietre rinvenute sulla riva del lago rimarrà probabilmente un po’ più a lungo. È difficile prevedere se questo sia stato un fenomeno unico o se e dove si ripeterà. A livello globale, si può osservare che fenomeni di questo tipo sono diventati più frequenti negli ultimi anni, anche a causa del riscaldamento globale”. Naturalmente, il bacino di Vernago continuerà ad essere monitorato anche in futuro dai laboratori di Appa Bolzano.

Ulteriori informazioni sui laghi altoatesini sono disponibili sul sito di Appa Bolzano

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