Tra raccontare un evento online in diretta e monitorare i social durante un’emergenza ambientale, le sfide di uno stage in ufficio stampa durante la pandemia

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Già durante la laurea magistrale in Biotecnologie Industriali all’Università di Padova avevo capito che nel mio futuro volevo approfondire la comunicazione istituzionale della scienza, dato che da un po’ di anni me ne ero già occupato su tematiche ambientali in forma più amatoriale con alcune associazioni no-profit.

Lo scorso anno, subito dopo la proclamazione, mi sono dunque iscritto al Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara. Attraverso le esperienze del master svolte online e in presenza e il rapporto con docenti e compagni ho così potuto approfondire proprio quello che mi interessava e che non ero riuscito a trovare all’interno di un laboratorio.

Il percorso formativo del master prevede uno stage curriculare, e fin dall’inizio dei corsi ho cercato di capire quale posto facesse per me. Per poter coniugare la mia disponibilità e i miei interessi ho deciso così di rivolgermi all’Ufficio Stampa e Comunicazione dell’ARPA Veneto (Arpav), in modo da poter approfondire la comunicazione istituzionale per un ente scientifico che si occupasse di tematiche ambientali. La vicinanza con il mio domicilio a Padova completava il quadro.

Avevo sentito parlare molto dell’Arpav da quando mi sono trasferito in Veneto dalla Sicilia, soprattutto riguardo i bollettini meteo, e nel tempo ho imparato a conoscere le diverse tematiche di cui si occupa. Attraverso lo stage speravo di approfondirle ulteriormente, concentrandomi principalmente su due sfide che fino ad allora avevo affrontato entro certi limiti: comunicare la scienza tramite i social media e svolgere una comunicazione istituzionale sui social per una pubblica amministrazione, mettendo in pratica quanto stavo imparando durante il master.

Dopo un primo incontro presso la sede centrale a inizio anno, mancava solo da superare i primi esami del master per poter iniziare lo stage. Superati gli esami a fine febbraio, non potevo ancora immaginare cosa il 2020 avesse in serbo per l’intera umanità. A causa del lockdown tutto da rimandare.

Nonostante l’allargarsi delle maglie delle misure di contenimento nel mese di maggio, davanti a me si poneva l’unica prospettiva di svolgere uno stage online. Anche in questo caso ho preso la decisione di confermare quanto concordato con l’ufficio dell’Arpav, proprio perché comunicare istituzionalmente la scienza (online e da casa) sulle tematiche dell’Agenzia in un periodo così complesso per la scienza e la comunicazione della scienza rappresentava una sfida interessante con cui cimentarsi.

Dopo un po’ di imprese burocratiche, ho iniziato dunque le mie attività di stage con la formula dello smart working. Mi sono trovato a cominciare un po’ in media res, dato che i primi giorni di lavoro sono combaciati con l’emergenza dell’incendio nella ditta 3VSIGMA a Marghera (Venezia). In questo caso mi sono occupato di monitorare i sentori e gli umori sui social, al fine di capire di quali informazioni avevano maggiormente bisogno i cittadini veneti. 

Le principali attività che ho svolto durante lo stage hanno compreso l’analisi quotidiana della rassegna stampa, la preparazione di comunicati per l’Agenzia e di articoli per AmbienteInforma, lo studio dello sviluppo di altri profili social e la redazione di testi per i profili Arpav di Facebook, Twitter e YouTube. Ho avuto inoltre l’opportunità di cimentarmi con la realizzazione di un prodotto grafico, con il fine di comunicare uno dei temi ambientali più caldi durante questa pandemia: il corretto conferimento di mascherine e guanti usati nei rifiuti, contenuto poi ricondiviso anche dai profili social di altre istituzioni del territorio.

Un aspetto in particolare delle attività di comunicazione dell’Agenzia su cui le disposizioni per Covid-19 hanno sicuramente impattato riguarda l’organizzazione degli eventi aperti al pubblico. Le piattaforme per webinar e streaming online hanno rimosso infatti i limiti geografici per la partecipazione, causando una rivoluzione nell’uso della tecnologia digitale e nelle pratiche organizzative e di comunicazione.

A conti fatti, avendo già concluso il periodo di stage, ritengo che le mie aspettative siano state soddisfatte, per quanto la possibilità di svolgere le attività in presenza presso la sede dell’Arpav credo mi avrebbe aiutato maggiormente nell’apprendere e imparare da questo tipo di esperienza. Posso comunque affermare che questa prova che ho affrontato mi ha lasciato e insegnato molto, così come io spero di aver dato il mio contributo, in uno scambio reciproco di conoscenze e competenze.

Tra il raccontare eventi online in diretta e il monitorare i social durante un’emergenza ambientale, ho infine trovato molto stimolante l’aver partecipato alle riunioni di redazione per la newsletter del SNPA AmbienteInforma, osservando e interagendo con un gruppo di lavoro in cui potersi confrontare con le esperienze e le opinioni delle agenzie delle altre regioni italiane.

Da questa mia breve esperienza traggo delle conclusioni riguardo l’ecosistema in cui mi sono trovato ad operare. Spero infatti che nella pubblica amministrazione e nei settori fondamentali del Paese si decida di allocare sempre di più le giuste risorse e le adeguate attenzioni per una comunicazione istituzionale inclusiva, efficace e trasparente (ancor più se scientifica e ambientale o legata alla salute) vicina ai cittadini e che abbia come fine il bene comune, dando spazio e possibilità a nuovi significati di pubbliche relazioni e a nuove professionalità emergenti in questo campo.

di Marco Grande, stagista Master in giornalismo scientifico all’Ufficio stampa Arpav 

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