Arpa Vda e il Progetto BB-CLEAN

La campagna di monitoraggio di polveri e ossidi di azoto utilizzando anche campionatori personali

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La legna è una fonte di energia rinnovabile ma la sua combustione immette in atmosfera particolato atmosferico, idrocarburi policiclici aromatici e composti organici volatili. L’inquinamento si fa più intenso nelle zone alpine poiché la legna è un combustibile largamente utilizzato e le condizioni ambientali, l’orografia e il freddo intenso degli inverni, favoriscono il ristagno a fondo valle degli inquinanti emessi.

Questo è il tema centrale del progetto europeo BB-CLEAN (2018-2021), che ha portato all’avvio di una campagna di monitoraggio nel comune di Saint Marcel, che è stato scelto come sito pilota dello studio, in quanto località rurale della Plaine di Aosta, di piccole dimensioni, rappresentativa di tante realtà alpine e in cui una delle fonti più rilevanti di inquinamento atmosferico è il riscaldamento domestico con biomassa.

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Saint-Marcel (AO)
Il comune di Saint-Marcel

L’indagine è partita nel mese di ottobre 2018 mediante l’allestimento di una apposita stazione di misura ed è durata fino al mese di settembre 2019. Gli inquinanti monitorati sono stati il particolato atmosferico PM10 e gli ossidi di azoto.

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Come atteso, le concentrazioni maggiori di inquinanti sono state misurate nei mesi invernali, sia per il maggiore carico emissivo (soprattutto per il riscaldamento domestico) sia per le condizioni meteorologiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti. La media annuale di polveri PM10 rilevata è stata di 14 μg/m3, decisamente inferiore al limite normativo di 40 μg/m3 e anche inferiore al valore di riferimento dell’OMS (20 μg/m3).

sito di monitoraggio
sito di monitoraggio

Si è proceduto inoltre alla speciazione chimica del PM10 e alla misura del black carbon, un composto che si trova sul particolato, estremamente dannoso per la salute umana e con elevato potere clima-alterante.  L’analisi comparata delle misure di particolato e black carbon ha permesso di stimare il contributo di particolato prodotto dalla combustione della legna al particolato totale: nel periodo invernale la componente del particolato dovuto alla biomassa può arrivare all’84%, mentre nel resto dell’anno questa componente è molto bassa.

Al fine di sensibilizzare i cittadini sul tema del progetto sono stati acquistati dei microsensori portatili di polveri (PM1, PM2.5, PM10) che sono stati poi consegnati ad alcuni amministratori comunali volontari. Questi rilevatori individuali sono in grado di misurare e mostrare, a chi li indossa, cosa sta respirando in quel preciso momento: rendono, quindi, i cittadini “parte attiva” del monitoraggio della qualità dell’aria degli ambienti in cui vivono.

risultati delle misure di particolato
risultati delle misure di particolato
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campionatori personali di polveri
campionatori personali di polveri

L’utilizzo di questi microsensori ha messo in luce come, spesso, gli ambienti indoor siano più inquinati, dal punto di vista della qualità dell’aria, di quelli outdoor. Cucinare, utilizzare prodotti chimici per la pulizia, scaldare casa con stufe e caminetti, fumare sono tutte pratiche che rendono i nostri ambienti di vita tutt’altro che salubri.

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