Caldo torrido, attenzione anche alle radiazioni UV

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In precedenti articoli abbiamo visto come il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente fornisce informazioni utili su diversi aspetti rilevanti nel corso della stagione estiva, la qualità delle acque di balneazione, le alghe potenzialmente tossiche, le meduse, l’ozono troposferico e le ondate di calore, i pollini aerodispersi; questa volta proponiamo un panorama di informazioni relative alle radiazioni ultraviolette (UV).

Alcune agenzie, infatti, sui proprio siti forniscono informazioni sulle radiazioni UV e diffondono previsioni in merito; sono quelle della Valle D’Aosta, del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, di Bolzano, dell’Emilia Romagna, della Basilicata, della Puglia e della Sardegna. In Toscana, il Consorzio Lamma, che gestisce il servizio meteo, si occupa anche di previsioni delle radiazioni UV.

Che cosa sono le radiazioni ultraviolette (UV)

La radiazione ultravioletta (radiazione UV) è quella porzione dello spettro elettromagnetico di lunghezze d’onda comprese tra 100 e 400 nm (nanometri) o, equivalentemente, tra 0,1 e 0,4 micron. Verso le lunghezze d’onda maggiori, la radiazione UV confina con la luce visibile di lunghezza d’onda più corta, percepita dall’uomo come viola, da cui la denominazione “radiazione ultravioletta”.

Altre informazioni su cosa sono le radiazioni UV: Arpa Emilia-Romagna, Piemonte, Valle D’Aosta, Veneto, Lombardia, Bolzano e Sardegna.

L’intensità della radiazione ultravioletta solare è maggiore  tra le  11 e le 16 e aumentano progressivamente se si sale di altitudine.
Alcuni elementi riflettono parte degli UV ricevuti:

  • Acqua  5%
  • Sabbia 20%
  • Erba  5%
  • Neve  85%

Indice Radiazioni Ultraviolette (UV-Index)

L’Indice UV è un numero che esprime insieme l’intensità della radiazione solare UV (ultravioletta) rilevabile sulla superficie terrestre e la sua efficacia nel produrre effetti sul corpo umano.

L’indice varia da 1 a 11 (o più): più è alto il valore, maggiore è il danno potenziale alla pelle e agli occhi e minore è il tempo necessario perché tale danno si produca.

Per approfondire l’Indice-UV

Rischi e benefici

L’esposizione del corpo umano alla radiazione solare è un evento naturale e si può dire che gli organismi viventi abbiano raggiunto nel corso della loro evoluzione un delicato equilibrio tra effetti benefici e danni biologici prodotti dalla radiazione. Piccole dosi di radiazione UV sono infatti benefiche, mentre una eccessiva esposizione può avere conseguenze indesiderate per la salute. La condizione di esposizione ideale alla radiazione UV non è quindi l´assenza di esposizione bensì una “giusta” dose (vedi figura). Tale “giusta dose” varia in funzione dell’età, del sesso e del tipo di pelle. (fototipo)

Alcuni degli effetti avversi sulla salute umana sono visibili entro poche ore dall’esposizione. L’azione della radiazione UV sull’epidermide porta alla liberazione di sostanze (mediatori) che causano vasodilatazione ed eritema. E´ solo a distanza di alcuni giorni che si ha un aumento della pigmentazione cutanea dovuta alla stimolazione della produzione di melanina da parte dei melanociti; tale reazione è da considerare un meccanismo di difesa della cute nei confronti dell’azione degli UV.

L’eritema solare, cioè l’arrossamento della pelle determinato dall’effetto combinato della dilatazione dei vasi capillari (indotta soprattutto dai raggi infrarossi) e da una reazione infiammatoria protratta, può trasformarsi in ustione. L’ustione è determinata dalle radiazioni UV. (altre info sui rischi per la salute determinati a breve e lungo termine)

Fototipi

Esiste una grande variabilità individuale rispetto al tempo di esposizione alla radiazione solare oltre il quale si manifesta l’eritema. Trascurando le questioni legate all’età, alla presenza di patologie e all’uso di farmaci, tale variabilità dipende soprattutto dal tipo di pelle di ogni individuo e cioè, in gergo più tecnico, dal suo fototipo. I fototipi vengono raggruppati in categorie e più basso è l´indice del fototipo e maggiori sono le probabilità di scottarsi. Conoscere il proprio fototipo è quindi importante perché ci permette di valutare correttamente il tempo ottimale di esposizione al sole in una determinata fascia oraria e in una precisa giornata. A tale proposito esistono delle tabelle che forniscono l’indicazione dei tempi di arrossamento in dipendenza dal fototipo e dall’intensità della radiazione UV e che permettono di valutare, almeno in condizioni standard di esposizione, i tempi limite per l’esposizione. 

Sebbene esistano classificazioni della pelle più complesse, la classificazione più usata è quella in quattro fototipi.

Le precauzioni da prendere nell’esposizione al sole

Ad ognuna delle categorie dell’UV-Index l’organizzazione mondiale della sanità associa alcune precauzioni da attuare per ridurre al minimo gli effetti dannosi. Sebbene l’UVI sia legato all’insorgenza dell’eritema, va sottolineato come le protezioni siano necessarie anche quando si è abbronzati: i danni (soprattutto quelli a lungo termine) sono infatti legati alla dose cumulativa di radiazione UV che assorbiamo durante la nostra esistenza, senza considerare il fatto che gli occhi non sono in alcun modo protetti dall’abbronzatura.

Altre informazioni sulle precauzioni da adottare e su come proteggersi. E’ anche disponibile on-line (in inglese) la guida pratica universale per una corretta esposizione dal sole redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e informazioni sugli aspetti sanitari nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Sono disponibili inoltre informazioni sulle radiazioni emesse dalle lampade abbronzanti.

Come si misurano

Le misure della radiazione UV possono avvenire con diversi tipi di strumentazione, tra i quali la più diffusa è il radiometro a banda larga. I radiometri sono strumenti che permettono di misurare l’irradianza, cioè la potenza della radiazione elettromagnetica in arrivo su una superficie nell’unità di area (si misura quindi in W/m2); in pratica questi dispositivi rilevano l’energia del sole, filtrata dall’atmosfera, che colpisce un’area in un secondo.

Tra i diversi tipi di radiometro, quelli a banda larga permettono di misurare l’irradianza di una determinata porzione dello spettro elettromagnetico (detta per l’appunto banda), eventualmente utilizzando filtri ottici che consentono operazioni di pesatura delle diverse componenti della radiazione.

Altre informazioni su come si misurano le radiazioni UV.

Le previsioni

Esempio di bollettino di previsione di Arpae Emilia-Romagna

Alcune agenzie forniscono bollettini di previsione dell’indice-UV, in alcuni casi a partire dalle previsioni curate del Servizio Meteorologico Tedesco (DWD), utilizzando il modello ICON a scala globale ed il modello COSMO-EU a scala europea per la giornata di emissione della previsione e le due giornate successive. Altre informazioni sull modalità di previsione.

I dati forniti delle agenzie sotto forma di bollettini di previsione (giornaliera, oraria, ecc.), grafici con i dati in tempo reale e analisi di periodi appena trascorsi (es. settimana):

Vale la segnalazione il caso della Sardegna che diffonde anche un “Bollettino dei tempi di esposizione al sole” che fornisce i tempi massimi di esposizione non protetta al sole per la giornata tenendo conto della radiazione ultravioletta prevista sulla base dell’effetto che l’atmosfera genera su questo tipo di radiazione, della località in cui ci si espone e del tipo di pelle (fototipo). Le previsioni sono fornite per le giornate di oggi, domani e dopodomani.

Alcune agenzie, diffondono le previsioni delle radiazioni UV attraverso le proprie APP per smartphone e tablet. E’ il caso della Lombardia.

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