Sistema di allertamento nazionale per i rischi naturali, buone pratiche e prospettive future

Da Luca Dei Cas, responsabile del CMG di Arpa Lombardia, la proposta di costruire, anche per il Sistema nazionale di allertamento, una cornice di riferimento ufficialmente riconosciuta

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Anche Arpa Lombardia ha partecipato, lo scorso 28 marzo a Bologna, al convegno “Il sistema di allertamento nazionale: competenze e tecnologie per la mitigazione dei rischi naturali”.

Partendo dalla consapevolezza dei fattori che stanno determinando un aumento della frequenza delle situazioni di pericolo per il cittadino, quali il cambiamento climatico e l’antropizzazione del territorio,  la conferenza ha avuto come obiettivo quello di mettere a fattor comune le esperienze di pubblica amministrazione, comunità accademica e industria per fare il punto sul presente e sul futuro del sistema di allertamento nazionale.

Luca Dei Cas, responsabile del Centro di monitoraggio geologico di Arpa Lombardia, intervenuto all’interno di una sessione dedicata alle buone pratiche, ha fornito informazioni sullo sviluppo tecnologico che la rete di monitoraggio dell’Agenzia ha conosciuto nell’ultimo decennio e sulle modalità operative utilizzate in Lombardia per l’allertamento. Dei Cas ha poi proposto una riflessione circa la necessità di costruire una cornice di riferimento ufficialmente riconosciuta che permetta di uniformare le modalità di acquisizione dati, sia automatica che manuale, così da renderli facilmente disponibili a tutti. Il monitoraggio geologico è infatti orfano di un quadro normativo specifico – quale ad esempio quello del monitoraggio pluvio meteorologico, che dispone di normativa nazionale e regionale – né tantomeno può contare su una associazione che definisca le buone prassi da adottare, come fa AINEVA per la nivologia.

Per raggiungere questo obiettivo, sarebbe estremamente utile condividere e normare le modalità con cui effettuare le varie attività necessarie per la realizzazione e poi la gestione di una rete di monitoraggio geologico. Altrettanto importante è dotarsi di un quadro condiviso circa le potenzialità ma anche i limiti del monitoraggio geologico. È infatti indispensabile, per evitare incomprensioni o equivoci, definire le differenze tra il monitoraggio conoscitivo e quello di allarmistica e, in particolare rispetto a quest’ultimo, quali siano le strutture e le attività su cui deve basarsi. Così come, per le esigenze degli enti pubblici, sarebbe opportuno inserire nei prezzari regionali – cui si deve far riferimento in fase di gara (ex D.lgs 50/2016) – anche l’attrezzatura sensoristica utilizzata il monitoraggio dei versanti in frana, con le relative specifiche circa l’accuratezza e la precisione.

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1 commento

  1. Nella proposta di Catalogo Nazionale dei Servizi, approvata dal Consiglio SNPA nella seduta del 9 gennaio 2018, è prevista la prestazione relativa al monitoraggio geologico:

    • Sezione A-MONITORAGGI AMBIENTALI:
    • area A.2, MONITORAGGI DELLE RISORSE AMBIENTALI
    • Servizio 9 – A.2.2 “MONITORAGGIO DI ASPETTI NATURALI DELLO STATO
    DELL’AMBIENTE”
    • Prestazione 23 – A.2.2.2 “Monitoraggio geologico, idrogeologia e stabilità dei
    versanti”.

    La Prestazione 23 – A.2.2.2 “Monitoraggio geologico, idrogeologia e stabilità dei versanti” deve
    diventare un LEPTA.

    I LEPTA, nonché il Catalogo Nazionale dei Servizi, dovevano essere stabiliti e adottati, con decreto
    del Presidente del Consiglio dei Ministri, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge n. 132
    del 12/2016, e quindi entro 12/2017, ma l’iter per la definizione dei provvedimenti specifici di
    definizione dei LEPTA (art.9 della L.132/2016) e dei relativi criteri di finanziamento (art.15) è
    tuttora in corso.
    • L’adozione dei LEPTA avviene su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
    territorio e del mare.
    Il Ministro si avvale del supporto del Consiglio del SNPA che segnala, anche alla Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
    l’opportunità di interventi, anche legislativi, ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui alla Legge 28
    giugno 2016, n.132.
    • Per l’adozione dei LEPTA è necessario che sia verificata l’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

    FARE MONITORAGGIO GEOLOGICO, CON STRUMENTI, CARTOGRAFIE, TECNOLOGIE,
    SIGNIFICA SERVIZIO GEOLOGICO OPERATIVO.

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