Impatto della pesca a strascico sui fondali marini

288

L’implementazione delle Direttive Europee sulle acque ha spinto verso nuovi approcci per la definizione dello stato di salute degli ambienti marini.

La Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino, in particolare, considera l’ambiente marino in un’ottica sistemica, ponendosi l’obiettivo di mantenere la biodiversità e di preservare la vitalità di mari e oceani.

I monitoraggi previsti da questa complessa normativa europea sono declinati e sviluppati adattandoli alle diverse realtà europee. Arpa Marche opera nel contesto della Regione Mediterranea, Sottoregione Adriatica insieme alle altre Agenzie rivierasche con capofila ARPA Emilia Romagna.

Il Mar Adriatico centro-settentrionale è un bacino semichiuso e poco profondo. In esso sfociano i principali fiumi italiani (il Po in primis) e i nutrienti trasportati da
terra sono alla base di una florida catena trofica. L’Adriatico è quindi un mare molto produttivo e le attività di pesca sono state storicamente sempre importanti. Nelle Marche operano marinerie tra le più importanti a livello nazionale (Ancona, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Fano).

Lo strascico è una delle tecniche localmente più diffuse per pescare specie pregiate che vivono in prossimità e/o nel fondale marino. La pesca a strascico causa significativi impatti sull’ambiente marino.

Gli attrezzi infatti asportano e distruggono qualunque cosa incontrino sul percorso, pesci, invertebrati, alghe, lasciando evidenti tracce sui fondali.

Arpam esegue indagini specifiche al fine di valutare l’impatto della pesca a strascico sui fondali marchigiani compresi all’interno delle acque territoriali (12 miglia nautiche).

I monitoraggi vengono eseguiti annualmente su 2 aree campione (una a nord e una a sud della Regione), ciascuna con una estensione di 25 km2 (quadrati di 5X5 km). Su ogni area vengono eseguite indagini a dettaglio crescente che comprendono caratterizzazioni morfologiche preliminari dei fondali con il Side Scan Sonar (SSS) e videoriprese subacquee per mezzo di un ROV (Remotely Operated Vehicle). Tutti i dati acquisiti (mappe, video, fotogrammi, immagini SSS) sono georeferenziati con precisione sub-metrica, grazie ad un posizionamento GPS differenziale.

Il sistema SSS è utilizzato per evidenziare e mappare le tracce lasciate sui fondali dallo strascico.

Leggi l’articolo sull’argomento in versione integrale pubblicato sul Rapporto Ambiente Snpa edizione 2018.


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.