Andamento della balneabilità in Campania a luglio

A luglio registrati sforamenti in otto tratti di costa indicati come balneabili a inizio stagione balneare. Quasi tutti sono poi rientrati nella norma. Risanate due acque di balneazione “scarse” nel Salernitano.

A luglio le sei imbarcazioni Arpac hanno continuato a perlustrare l’intero litorale campano, intensificando i prelievi nei tratti di mare con esiti analitici difformi dai valori limite microbiologici dettati dalla normativa. Nel corso del mese si sono registrati 16 sforamenti, che hanno riguardato 12 acque di balneazione, un dato molto più rassicurante rispetto ai mesi precedenti. A giugno, ad esempio, i prelievi sfavorevoli sono stati trenta.

Gli sforamenti di luglio hanno interessato 4 acque di balneazione dichiarate di qualità scarsa dalla Delibera di Giunta regionale 779 del 12 dicembre 2017 e quindi già vietate ai bagnanti. Si tratta di “Villaggio Agricolo” nel comune di Castel Volturno (Caserta), “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia (Napoli), “Pietrarsa” e “San Giovanni a Teduccio” a Napoli.

Gli altri sforamenti del mese riguardano otto acque classificate invece come balneabili ad inizio stagione balneare. Valori microbiologici eccedenti il limite di legge si sono registrati in alcuni tratti critici della Penisola sorrentina, cioè “Purgatorio” a Meta e nel tratto etichettato come “Vico Equense”, nell’omonimo comune. Gli sforamenti, però, non si sono registrati nei punti di prelievo routinari, quelli dove c’è la massima affluenza dei bagnanti, ma nei cosiddetti “punti di studio”, campionati dall’Agenzia per tenere sotto controllo eventuali fonti di contaminazioni. All’esito sfavorevole dei prelievi in questi punti è stata immediatamente allertato il Comune competente, che con un’ordinanza ha vietato la balneazione in questi tratti di mare. I divieti sono poi stati revocati quando Arpac ha comunicato gli esiti analitici favorevoli dei prelievi supplementari.

Altri due casi di sforamenti in acque precedentemente balneabili hanno riguardato, sempre a luglio, i tratti di costa contigui al depuratore di Cuma a Pozzuoli (“Effluente Nord Depuratore di Cuma” e “Collettore di Cuma”). Qui è a tutt’oggi vigente il divieto di balneazione. Tuttavia, quando Arpac riceverà dal sindaco di Pozzuoli la comunicazione degli interventi messi in atto per la rimozione delle cause che hanno determinato la contaminazione, ripeterà i campionamenti per capire se l’evento inquinante è cessato. In base ai risultati di questi campionamenti, verrà indicato se ripristinare o meno la balneabilità di questi tratti di costa.

Sempre nella provincia di Napoli, valori difformi dalla norma sono stati rilevati a via Partenope (Napoli) e all’Ex Bagno Rex (Portici). Nel secondo caso, i prelievi supplementari hanno consentito il recupero della balneabilità, mentre per il tratto partenopeo i valori non sono ancora rientrati nella norma.
Nel Salernitano i prelievi del mese di luglio hanno registrato solo due episodi negativi in acque classificate come balneabili, rientrati però già al primo campionamento suppletivo. Questi casi hanno riguardato un tratto di mare di Camerota (“Calanca”) e uno di Pontecagnano Faiano (“Nord Foce Asa”).

Questi, dunque, gli sforamenti nelle acque di balneazione precedentemente indicate come balneabili. Eppure, al contrario, a luglio sono stati anche recuperati alla balneazione tratti di costa classificati di qualità “scarsa”. Queste riaperture hanno interessato circa un chilometro e mezzo di costa in provincia di Salerno, compresa nel comune di Battipaglia (“Spineta Nuova”) e in quello di Minori. Qui si sono verificate le condizioni di legge per l’attivazione della procedura di revoca del divieto: innanzitutto, la comunicazione del Comune alla Regione attestante l’avvenuto risanamento, poi un primo esito analitico favorevole nell’ambito del monitoraggio Arpac. Queste acque sono state definite di “nuova classificazione” e saranno qualificate con la specifica classe solo al raggiungimento del set di dati disponibili previsti dalla norma. Nella mappa interattiva del sito web Arpac sono quelle colorate in bianco, non più in rosso come a inizio stagione balneare.

Altra notizia positiva: sono rientrati sotto il limite di legge due tratti di costa in provincia di Salerno (“Marina di Cetara” e “Marina di Vietri – secondo tratto”) che erano balneabili a inizio stagione balneare, ma che poi avevano sforato a giugno.

Ma i controlli non riguardano solo i parametri microbiologici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale. Un’elevata concentrazione di Ostreopsis Ovata, altrimenti detta “alga tossica”, è stata rinvenuta a fine luglio a Torre del Greco, a ridosso delle acque di balneazione “Le Mortelle” e “Lido Incantesimo” (con il superamento del valore limite di concentrazione di 10.000 Cell/L). Si tratta di un’alga di dimensioni microscopiche, di origine tropicale, probabilmente introdotta accidentalmente nel Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi, e che ormai ha colonizzato alcuni tratti balneari della costa italiana. La sua presenza può rappresentare un rischio sanitario, perché, ad esempio, potrebbe essere accidentalmente inalato aerosol marino contenente l’alga tra le micro particelle acquose in sospensione.

Nelle aree dove vengono riscontrate concentrazioni elevate di questa microalga, la norma prescrive di evitare che i soggetti vulnerabili (quelli già affetti da problemi respiratori) restino sulle spiagge, specie nelle giornate ventose e di mare mosso, e inoltre impone di vietare temporaneamente il consumo di ricci di mare e molluschi pescati nei tratti di mare interessati.

Aggregati di materiale vegetale morto in sospensione nelle acque di Torre del Greco (Napoli)

Secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 30 marzo 2010 (allegato C), per l’area interessata da queste fioriture algali, è stata attivata la “fase di emergenza”, anche in accordo con quanto definito nel “Piano di monitoraggio della proliferazione di Ostreopsis ovata lungo il litorale costiero campano – attività 2018”, approvato dalla Regione Campania e quanto previsto dalle Linee guida dell’Istituto superiore di sanità. Questa fase prevede, tra l’altro, l’individuazione e la caratterizzazione dell’area in stato di emergenza, monitoraggi straordinari che saranno svolti tempestivamente da Arpac e l’adozione di un divieto temporaneo di balneazione (che è stato emanato lo scorso 27 luglio dal sindaco di Torre del Greco e parzialmente revocato il 31 luglio in base ai risultati dei prelievi più recenti).

Lucio De Maio, Emma Lionetti, Luigi Mosca
Arpa Campania – e.lionetti@arpacampania.it

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