La neve è una risorsa idrica fondamentale!

Le montagne forniscono il 60-80% dell’acqua dolce a livello globale (fonte Food and Agriculture Organization – FAO).

Per sapere quanta acqua è contenuta nella neve dobbiamo conoscere tre cose: dove si trova la neve, qual è lo spessore e qual è la densità. Alle prime due domande si sa già rispondere abbastanza bene utilizzando satelliti, misure e modelli.

La densità della neve invece è sempre stata una variabile più complicata.

Si sa come descrivere la sua evoluzione durante la stagione invernale: dalla neve fresca e leggera, a bassa densità, di inizio stagione alla neve più pesante e bagnata, ad alta densità, di fine inverno e primavera.

Ma cosa succede invece in una stessa giornata lungo un versante o un bacino? Si ha neve a minor densità ad alta quota e nei versanti all’ombra e neve a maggior densità a quota minore e nei versanti al sole?

E’ molto più complicato rispondere a questa domanda, che ha delle implicazioni pratiche importanti: a parità di spessore della neve, con una bassa densità la quantità di acqua può essere la metà di quella con valori di densità maggiori.

Insieme all’Università di Milano Bicocca e al CNR, ARPA Valle d’Aosta ha lavorato ad uno studio che propone un nuovo metodo basato sull’utilizzo del concetto di inerzia termica che rappresenta la risposta di un materiale alle variazioni di temperatura.

L’ipotesi formulata è che l’inerzia termica della neve dipenda dalla sua densità e quindi se riusciamo a trovare un modo per calcolare l’inerzia termica possiamo stimare la densità.

Questo metodo è stato applicato su alcuni bacini valdostani usando dati da satellite… e sembra funzionare! Ci sono ancora molte cose da migliorare ma è una strada promettente.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista “Remote Sensing of Environment” ed è accessibile a questo link: https://authors.elsevier.com/c/1g3ny7qzSxcD3

Mappe della densità della neve nei bacini valdostani studiati (Place Moulin, Goillet, Cignana e Gabiet)

Spazio nerd: la stima dell’inerzia termica si basa sulla simulazione dell’albedo e dell’escursione termica giornaliera che possono essere derivati a partire da dati satellitari ottici e termici (Landsat in questo caso), accoppiati a metodi di interpolazione delle osservazioni fatte dalle stazioni meteo.

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