Osservati pollini da radar: il caso di fine maggio in FVG

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I più attenti osservatori delle mappe del radar di Fossalon di Grado della Protezione Civile del Friuli Vevezia Giulia (sul sito meteo www.meteo.fvg.it) tra fine maggio e inizio giugno 2022, avranno certamente osservato la presenza di un segnale ascrivibile a debole pioggia o pioviggine, pur se in presenza di cielo perfettamente sereno. Non si trattava di un errore vero e proprio, quanto di un’ambiguità nell’interpretazione del segnale radar. Qualcosa in atmosfera era presente: non certo precipitazioni o in genere nuvole, ma polline sospeso nella bassa troposfera.

Tra i primi a segnalare il fenomeno la Società Meteorologica Alpino-Adriatica (SMA-A), che ha stimolato una rapida indagine e un confronto tra i colleghi dell’Osservatorio Meteorologico e della Qualità dell’Aria di Arpa FVG, assieme ai tecnici addetti al radar della Protezione Civile Regionale.

Figura 1. Mappa del dominio radar con dettaglio del segnale di VMI (Vertical Maximum Intensity, dBZ) rilevato a est del confine Italia-Slovenia, con proiezioni verticali (HVMI) sulla latitudine e longitudine: scansione delle ore 12:30 UTC del 27 maggio 2022.

Il segnale radar è stato individuato a quote inferiori ai 2000 metri (quindi in genere nelle prime scansioni radar sopra la superficie terrestre) e in una specifica area geografica, sulle regioni slovene carsiche più prossime al confine con l’Italia (Figura 1), quindi ad elevazioni topografiche non inferiori ai 200-300 m SLM.

Il segnale, in particolare, era caratterizzato da oggetti molto piccoli con la caratteristica peculiare di essere allungati nello spazio sul piano orizzontale, analisi ottenuta grazie alla proprietà di doppia polarimetria del radar, che consente di distinguere l’estensione verticale e orizzontale degli oggetti in atmosfera (Figura 2).

Figura 2. Mappa del dominio radar con dettaglio del segnale polarimetrico ZdR (stesso istante della figura 1) registrato ad un’elevazione dell’antenna di 2° sull’orizzonte, prima elevazione utile al di sopra dell’altopiano carsico. Valori positivi di ZdR indicano prevalenza dell’estensione orizzontale del bersaglio rispetto a quella verticale.

In dettaglio, le analisi dei pollini in atmosfera condotte da Arpa FVG mostrano che tra fine maggio e i primi di giugno la quantità di granuli pollinici in aria era molto elevata. Tra questi il pino ha avuto una forte pollinazione, soprattutto nella fascia costiera e sui rilievi.

Il polline del pino è per dimensioni il più grande tra quelli presenti in aria, con diametri fino a 300 micron (Figura 3). Possiede due sacche aerifere con la funzione di alleggerirlo e permetterne la dispersione. Tali misure sono quindi del tutto compatibili con la rilevabilità da pare del radar, che del resto riesce a intercettare gocce di pioviggine dell’ordine dei 100 micron.

Figura 3. Immagine al microscopio dei granuli pollinici del pino marittimo.

Questa osservazione conferma ulteriormente la possibilità di utilizzo dei radar polarimetrici in banda C, come quello di Fossalon di Grado, anche per scopi non strettamente meteorologici, come il monitoraggio delle migrazioni di insetti o di stormi di uccelli (con l’esempio concreto, in passato, degli uccelli migratori nel loro spostamento quotidiano da Val Cavanata a Punta Sdobba, in Friuli Venezia Giulia) e altri usi relativi a bersagli atmosferici dalle dimensioni compatibili con le “classiche” idrometeore.

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