Le pillole di sostenibilità di ARPAT: l’ufficio sostenibile

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Concludiamo la nostra serie “Le pillole di sostenibilità di ARPAT” con quest’ultima dedicata all’ufficio, dove suggeriamo alcuni semplici consigli per alleggerire la nostra impronta ambientale nelle ore che trascorriamo a lavoro.

Con l’avvento delle tecnologie informatiche si è parlato molto di società senza carta e di come Internet avrebbe avuto un impatto positivo sull’ambiente ma il beneficio, forse, non è più così scontato visto che ormai una buona parte della popolazione mondiale è connessa tanto che si parla di Internet come della “quarta nazione” più inquinante al mondo in termini di emissioni di CO2, stimando che sia responsabile di un miliardo e 850 milioni di tonnellate cubiche all’anno.

Secondo il report “The Shift Project nel Report: LEAN ICT – TOWARDS DIGITAL SOBRIETY”, nel 2008 le tecnologie digitali utilizzate nelle trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni (ICT) hanno contribuito per il 2% alle emissioni globali di CO2, nel 2020 sono salite al 3,7% e si stima che raggiungeranno l’8,5% nel 2025.

Le attività che svolgiamo quotidianamente in ufficio, quindi, rilasciano emissioni in atmosfera, anche se i dati non sempre risultano univoci, si stima che:

  • fare ricerche su Google sprigioni da 0,2 grammi a 7 grammi di CO2 nell’atmosfera
  • twittare emetta intorno ai 0,2 grammi di CO2 per ogni tweet
  • inviare una mail significa produca dai 4 ai 50 grammi di CO2
  • inviare sms o fare una chiamata di un minuto comporti, invece, un minore impatto ambientale, poiché genera 0,014 grammi di CO2.

Questo ci porta a dire che dobbiamo utilizzare meglio la tecnologia, riducendo le nostre ricerche superflue sul web o inviando mail con allegati compressi oppure affidandoci a servizi di archiviazione temporanea, che eliminano i dati una volta concluso il trasferimento o ancora eliminando le mail che conserviamo sui server, che hanno, per lo più, un inutile peso.

Per la salute del Pianeta c’è quindi bisogno di diventare più consapevoli; la ong «Shift Project», ad esempio, mette a disposizione un calcolatore – «Carbonalyser» – che consente di visualizzare il consumo di elettricità e le emissioni di gas a effetto serra durante la navigazione in Internet, in modo da avere un’idea più precisa di quale sia il nostro impatto digitale sull’ambiente.

Al contempo, non dimentichiamo di mettere in atto, durante le ore che passiamo a lavoro, tutte le azioni, che ci aiutano a ridurre la nostra impronta sul Pianeta, come:

  • non sprecare carta, stampando ogni mail o documento
  • non usare materiali usa e getta
  • utilizzare la bicicletta, andare a piedi oppure prendere i mezzi pubblici per rercarsi a lavoro o organizzare un car-pooling tra colleghi
  • regolare in modo corretto la temperatura dell’ufficio, non esagerare con il caldo in inverno e con il freddo d’estate
  • gestire correttamente i rifiuti che produciamo, dai più comuni come carta, plastica e vetro a quelli più particolari molto presenti nei nostri uffici, come i RAEE,  i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

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