Le montagne diventano più verdi… e alcune più velocemente di altre

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Fig. 1 – Mappa dell’intensità del rinverdimento nelle Alpi tra il 2000 e il 2020, ottenuta con l’analisi di dati satellitari

È uno degli effetti dei cambiamenti climatici meno conosciuti: le piante risalgono le montagne e colonizzano poco a poco le aree di alta quota, con la conseguenza che le cime diventano più verdi.

Uno studio condotto dai ricercatori di ARPA Valle d’Aosta e coordinato dal Laboratorio di Ecologia Alpina dell’Università di Grenoble (CNRS, Université de Grenoble, Université Savoie Mont Blanc) permette per la prima volta, grazie all’utilizzo di dati satellitari, di analizzare questo fenomeno per l’intero arco alpino (The tempo of greening in the European Alps: Spatial variations on a common themeGlobal Change Biology)

La maggior parte degli ecosistemi situati sopra il limite della foresta ha mostrato negli ultimi 20 anni una forte tendenza al rinverdimento, ma il fenomeno è molto più forte in alcune aree delle Alpi (greening hotspots). È il caso di alcuni massicci delle alpi del sud, delle Alpi centrali.
In Valle d’Aosta il fenomeno è particolarmente forte nella zona dell’alta valle. A scala più locale, il processo è più forte nei versanti detritici esposti a nord sopra i 2000 metri, dove, grazie a queste particolari condizioni, la dinamica di ricolonizzazione delle piante (specie erbacee, arbusti e alberi pionieri) è molto forte. Infatti, le piante tipiche di questi ambienti inospitali sono quelle che riescono ad approfittare maggiormente dei cambiamenti climatici in corso.

Fig. 2 – Cresta tra la Becca d’Aver e Cima Longhede (Torgnon, Verrayes, Saint-Barthelemy). Quota: 2500 m. Il versante nord è a destra nell’immagine e mostra la dinamica di ricolonizzazione di arbusti e alberi.
(fotografia di Marta Galvagno)

Con l’aumento delle temperature, che stiamo già oggi vivendo, si creano condizioni più favorevoli alla crescita delle piante, ma gli ecosistemi possono reagire in modo più o meno forte e rapido: la loro risposta è modulata dalle condizioni locali come la durata della neve, la disponibilità di acqua, la fertilità e la stabilità dei suoli e le attività umane. Considerando l’insieme di questi fattori sarà possibile analizzare con maggior dettaglio le cause della variabilità spaziale del rinverdimento e le conseguenze sulla biodiversità ed il funzionamento degli ecosistemi alpini.

1 commento

  1. Analisi accurata e precisa. Del resto non occorre andare molto in dietro con gli anni per accorgersi che la vegetazione è aumentata a vista d’occhio. Le mie montagne di casa , le ì Piccole Dolomiti nel Veneto, in particolare quelle vicino a casa mia in quel di Recoaro Terme, ricordo che la vegetazione vicino alla contrada dove abitavo era molto diversa, oltre a non esserci affatto: cerano solo prati pascoli e roccia con ghiaioni, ora è tutto coperto di vegetazione selvatica fino a nascondere completamente, pascoli ghiaioni e rocce, sono passati solo settanta anni

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