Nuovo report IPCC sui cambiamenti climatici: sempre più rapidi e intensi nel mondo come in Friuli Venezia Giulia

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cambiamenti climatici

Il 9 agosto 2021, è stato ufficialmente presentato il primo volume del 6° Rapporto di valutazione dell’IPCC sui cambiamenti climatici: un nuovo passo in avanti fondamentale per la comprensione del fenomeno, delle sue cause e delle sue conseguenze.

Il Rapporto, dedicato alle basi fisico-scientifiche dei cambiamenti climatici, è prodotto dal gruppo di lavoro I (WG I) dell’IPCC –  234 autori principali, che hanno analizzato 14.000 studi scientifici – e mostra come e perché il clima è cambiato, e come potrà cambiare in futuro, a seconda delle scelte che faremo ora, in questi anni.

Il Rapporto conferma che inequivocabilmente è stata, ed è, l’influenza umana a riscaldare l’atmosfera, l’oceano e le terre emerse, causando cambiamenti diffusi e rapidi nell’atmosfera, nei mari, nella criosfera e nella biosfera.

Report ICCP sui cambiamenti climatici

Molti dei cambiamenti osservati nel clima non hanno precedenti in migliaia, se non in centinaia di migliaia di anni, e alcuni dei cambiamenti in atto – come l’innalzamento del livello del mare – sono irreversibili per centinaia o migliaia di anni.

Gli effetti dei cambiamenti climatici, già importanti con un aumento delle temperature di 1,5 °C (rispetto al 1850-1900) e ancora più rilevanti se l’aumento arriverà ai 2 °C, diventeranno molto più gravi e potranno superare soglie critiche per gli ecosistemi, per le persone, la società, l’economia, se il riscaldamento globale supererà i valori stabiliti come obiettivi dall’Accordo di Parigi (1,5 °C – 2 °C). 

Comunque, tempestive, sostanziali e durature azioni di riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti potranno limitare il cambiamento climatico. I benefici per la qualità dell’aria si vedranno rapidamente, ma ci potrebbero volere 20-30 anni perché la temperatura globale si stabilizzi.

DAL GLOBALE AL LOCALE: COSA ACCADE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Il cambiamento climatico riguarda già ogni regione della Terra, in molteplici modi, e i cambiamenti che sperimentiamo ora – non solo di temperatura, ma anche riguardo a precipitazioni, umidità, venti, neve, ghiaccio, mare, aree costiere – diventeranno sempre più rilevanti con un ulteriore riscaldamento, seppure in maniera diversificata a seconda dei diversi contesti locali.

Le evidenze di come il clima stia cambiando in grande scala illustrate nel nuovo report dell’IPCC, trovano riscontro nelle osservazioni effettuate in Friuli Venezia Giulia e nelle elaborazioni climatiche realizzate dall’Osservatorio meteo di Arpa FVG, che evidenziano un sempre più rilevante aumento delle temperature e variazioni nel regime delle precipitazioni, come illustrato nei seguenti grafici:

106 anni di temperature medie annuali a Udine
La temperatura media annua è sempre più alta: dal 1915 al 2019 la temperatura media annua registrata è stata di 12,9°C, ma negli ultimi anni si è spesso superato i 14°C.
N° di giorni caldi in pianura in FVG
I giorni con una temperatura massima superiore ai 30°C sono raddoppiati: negli anni ’90 avevamo in media 30 giorni all’anno con temperature superiori ai 30°C, dal 2015 la media si è assestata sui 60 giorni l’anno.
Piogge medie mensili a Udine
E’ cambiata la distibuzione delle piogge nel corso dell’anno: il mese di giugno è diventato meno piovoso, piove di più nei mesi autunnali: settembre, ottobre e novembre.

Queste variazioni, così come quelle relative al livello del mare e della criosfera e le proiezioni climatiche future per il Friuli Venezuia Giulia, sono riportate nello “Studio conoscitivo dei cambiamenti climatici e di alcuni loro impatti in Friuli Venezia Giulia” (Arpa FVG, 2018) coordinato dall’Agenzia su incarico della Regione e realizzato in collaborazione con le Università di Udine e di Trieste, ICTP, OGS e CNR-ISMAR.
Dello Studio è disponibile anche una presentazione riassuntiva 

Per quanto riguarda le emissioni di sostanze climalteranti, Arpa FVG implementa l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera e attualmente sta dando forte impulso al calcolo dell’Impronta di Carbonio da parte di enti pubblici e aziende come azione propedeutica alla diminuzione delle proprie emissioni di carbonio.

I RAPPORTI IPCC: LA PIÙ COMPLETA E AGGIORNATA FONTE DI CONOSCENZA SCIENTIFICA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) è il principale organismo internazionale che fornisce periodicamente una valutazione dei cambiamenti climatici, basata sulle più aggiornate conoscenze prodotte dalla comunità scientifica in tutto il mondo, che possa supportare le scelte dei decisori politici.

Per saperne di più su come è strutturato e come lavora l’IPCC: cos’è l’IPCC

I Rapporti di Valutazione dell’IPCC rappresentano quindi, per i governi, la comunità scientifica e l’opinione pubblica, la fonte delle conoscenze più complete e aggiornate sui cambiamenti climatici, sui relativi impatti e rischi, su come fronteggiarli tramite azioni di mitigazione e adattamento.

Ogni governo ha un Focal Point IPCC che coordina le attività relative all’IPCC nel proprio Paese. Il Focal Point IPCC per l’Italia fornisce informazioni e sintesi in italiano sul lavoro e sui prodotti dell’IPCC: Focal Point IPCC per l’Italia

PER SAPERNE DI PIÙ

Alcune sintesi in italiano dei principali contenuti e messaggi del rapporto del Gruppo di lavoro I (prima parte del 6° Rapporto di Valutazione dell’IPCC) sono state preparate dal Focal Point dell’IPCC per l’Italia nella pagina web dedicata a CLIMATE CHANGE 2021 – Le basi fisico-scientifiche:

Utile anche il riassunto preparato dal CNR-ISAC, che ha partecipato ai lavori del Working Group I con tre suoi scienziati.

Per chi desidera approfondire, il Report integrale e i prodotti collegati (FAQ, riassunto tecnico, atlante interattivo ecc.) sono disponibili, in inglese, sulla pagina web dell’IPCC dedicata all’AR6.

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