Sardegna, 21° rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani

Pubblicati da Arpa Sardegna i dati 2019 sulla raccolta differenziata.

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Il Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, redatto dalla Sezione regionale del Catasto dei rifiuti dell’ARPAS, con la collaborazione degli Osservatori Provinciali dei rifiuti e dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, giunto alla sua 21^ edizione illustra la situazione dei Rifiuti Urbani raccolti e gestiti in Sardegna nel 2019.

La stesura del rapporto e i dati in esso contenuti sono elaborati dall’ARPAS attraverso l’analisi dei dati dichiarati sul Modulo Osservatorio Rifiuti Urbani del SIRA, da Comuni e loro aggregazioni, messi a confronto con quelli forniti dagli impianti che hanno ricevuto e trattato i rifiuti urbani nel 2019, con il supporto quando necessario dei dati estrapolati dalle dichiarazioni MUD. Gli stessi dati vengono poi forniti anche all’ISPRA per l’elaborazione del Rapporto nazionale sui rifiuti urbani.

L’analisi effettuata attesta il raggiungimento del 72,96% di raccolta differenziata per il 2019; questo risultato, secondo quanto pubblicato dall’ISPRA nel rapporto nazionale sui rifiuti urbani, colloca la Sardegna al secondo posto fra le regioni italiane, a circa 2 punti percentuali dal Veneto.

A livello provinciale, tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata, ad eccezione della provincia di Sassari, che comunque ha conseguito il valore del 65%; la città metropolitana di Cagliari è stata indicata da ISPRA come la prima città metropolitana d’Italia per percentuali di raccolta differenziata, pari a circa il 71 %.

Nel 2019 inoltre ben 363 Comuni su 377, cioè il 96%, hanno superato l’obiettivo di legge del 65% (contro i 341 del 2018) per una popolazione pari a circa l’80% sul totale; mentre ben 118 Comuni hanno superato l’80% di raccolta differenziata, anticipando in tal modo a livello locale l’obiettivo stabilito dal Piano Regionale sui rifiuti urbani per il 2022.

Il totale dei rifiuti urbani prodotti in Sardegna nel 2019 è stato pari a 740.952,77 tonnellate, circa 14.998,93 tonnellate in meno rispetto al 2018 con una diminuzione di circa il 2%, maggiore di quanto registrato dall’ISPRA a livello nazionale.

Il pro capite di rifiuti urbani totali conferma la diminuzione del quantitativo totale dei rifiuti urbani prodotti, con un valore pari a 454 kg/ab/anno (7 kg/ab/anno in meno rispetto al 2018) di cui tra l’altro ben 332 kg/ab/anno derivanti dalla raccolta differenziata (24 kg/ab/anno in più rispetto al 2018).

Per quanto concerne le frazioni raccolte in maniera differenziata, il Rapporto evidenzia un’ulteriore crescita media del 7%; continuano a crescere, rispetto alla rilevazione del 2018, le frazioni tradizionalmente raccolte in modo separato, ovvero l’organico (+4%), la carta (+5%), le plastiche (+11%), il vetro (+7%) e i RAEE (+7%) e si registrano significative crescite anche delle frazioni minori, ovvero i tessili (+15%), il legno (+26%), gli inerti a recupero (+19%), gli ingombranti a recupero (+63%), gli oli (+15%) e lo spazzamento stradale (+49%). Si conferma infine il trend in crescita della frazione verde raccolta in via differenziata (+5%); dato che incide positivamente sulle prestazioni degli impianti di compostaggio.

L’incremento della percentuale di raccolta differenziata regionale ha determinato un ulteriore miglioramento dell’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio, che già si attestava su valori superiori all’obiettivo di legge fissato per il 50% al 2020: in funzione del metodo di calcolo utilizzato fra quelli proposti dalle norme comunitarie, la nostra regione ha conseguito un risultato pari al 57% o al 63%. Appare pertanto conseguibile l’obiettivo del 70% previsto dal Piano regionale al 2022.

Tale risultato conferma la bontà delle raccolte condotte sul territorio regionale, con percentuali di impurezza molto basse; in particolare, per quanto concerne la frazione organica, le analisi merceologiche effettuate dagli impianti confermano l’ottima qualità dei rifiuti in ingresso, con basse percentuali di materiale non compostabile, pari al 3,3%, dato sostanzialmente analogo a quello registrato nel 2018.

Anche nel 2019 si conferma inoltre la tendenza alla riduzione della quantità di rifiuto urbano avviato a discarica, con particolare riferimento ai rifiuti urbani biodegradabili.

Tuttavia i risultati raggiunti non devono indurre ad attenuare l’impegno al miglioramento verso gli obiettivi definiti nell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti urbani, per raggiungere i quali continua ad essere fondamentale la spinta all’adozione della raccolta domiciliare “porta a porta” soprattutto nei grossi centri, e l’utilizzo di strumenti finanziari che incentivano il raggiungimento di questi obbiettivi.

A tal fine, ormai da diversi anni, la Regione conferma il meccanismo di premialità/penalità che premia i comuni virtuosi con una riduzione delle tariffe di conferimento e penalizza quelli non virtuosi; mentre a livello nazionale vige un meccanismo di penalizzazione sul calcolo del tributo in discarica in base alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta a livello comunale.

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