Incendi di rifiuti in provincia di Caserta, gli interventi dell’Arpa Campania

Nella sola estate del 2019, sono stati registrati 118 incendi di rifiuti in questa provincia campana. Dalla segnalazione dei Vigili del fuoco fino ai prelievi di terreno, l’Agenzia spiega come ha operato.

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La provincia di Caserta è stata colpita nell’estate del 2019 da un numero rilevante di incendi di rifiuti abbandonati. Una parte di questo territorio ricade nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, caratterizzata da fenomeni di gestione illecita dei rifiuti che hanno destato ampia preoccupazione. Bisogna infatti distinguere tra il littering, la consuetudine di gettare piccoli rifiuti dove capita, purtroppo diffusa in molti territori urbanizzati, dall’abbandono illecito di rifiuti, che invece coinvolge quantitativi significativi di scarti ed è spesso un corollario di attività produttive sommerse.

Questi accumuli di rifiuti abbandonati sono non di rado dati alle fiamme. Il Dipartimento di Caserta dell’Arpa Campania ha elaborato un database, a partire dalle segnalazioni dei Vigili del fuoco, nel quale sono riportati, tra l’altro, data e ora della segnalazione pervenuta, indirizzo e coordinate geografiche dell’incendio, area interessata (in mq), quantità di rifiuti oggetto di combustione (in mc), codici CER dei rifiuti. Ad ogni evento è stato associato un punto georeferenziato (centroide) corrispondente all’area interessata dall’incendio (fig. 1).

Fig. 1: ubicazione degli incendi di rifiuti avvenuto nel periodo 1 giugno – 30 settembre 2019 in Provincia di Caserta.

A seguito delle segnalazioni più rilevanti, il personale tecnico dell’Agenzia è intervenuto sul posto eseguendo i primi rilievi, effettuando poi misurazioni con strumentazione portatile per monitorare i principali contaminanti sprigionati in atmosfera durante l’incendio e posizionando campionatori ad alto volume per la ricerca di diossine e furani.
Per ogni punto è stato creato un buffer di competenza, di forma circolare, del raggio di 1 Km (fig. 2). Infine, sono state individuate alcune aree (interessate dall’intersezione di più buffer) sulle quali si ritiene più probabile l’accumulo dei contaminanti aerodispersi generatisi in seguito all’incendio e nelle quali sono stati prelevati i campioni di top soil (terreno superficiale). La creazione di buffer può essere considerata preliminare e speditiva rispetto ad un approccio più rigoroso, con l’elaborazione di una gran mole di dati (soprattutto meteorologici) per valutare e stimare con maggiore precisione la potenziale area di ricaduta dei contaminanti, avendo però il vantaggio di richiedere tempi di elaborazione sensibilmente più brevi.

Fig. 2: ubicazione degli incendi di rifiuti con il buffer circolare avente raggio di 1 Km ed ubicazione dei campioni di top soil prelevati nelle aree agricole nelle quali si ipotizza sia più probabile la ricaduta di contaminanti generatisi in seguito ad incendi di rifiuti.

Gli incendi di rifiuti, censiti dall’Agenzia in provincia di Caserta da giugno a settembre 2019, sono 118. Su 104 comuni della provincia, 36 risultano essere stati interessati almeno da un evento (percentuale del 35% circa).I comuni con il maggior numero di eventi sono Castel Volturno (22), Capua (11), Mondragone (10), Casal di Principe (9), Marcianise (7) e Villa Literno (5). Le aree maggiormente interessate dal fenomeno sono l’Agro Aversano e il Litorale Domizio (fig.1).
Complessivamente sono stati prelevati 20 campioni di top soil, di cui 12 nelle aree dove si ritiene sia stata maggiore la probabilità di ricaduta al suolo dei contaminanti generatisi in seguito ad incendi di rifiuti e 8 relativamente agli eventi di emergenza ambientale. Le indagini sulla ricaduta al suolo dei contaminanti hanno fatto registrare un lieve superamento di diossine in un terreno a Mondragone e di PCB in un terreno a Marcianise nei pressi della Strada Provinciale 165. Superamenti che, però, potrebbero non essere strettamente collegati a un singolo evento o a una singola sorgente di contaminazione (tab. 1).

Tab. 1 – Tabella riepilogativa degli esiti analitici dei campioni di top soil

Infatti, diossine, furani, PCB e Idrocarburi policiclici aromatici sono inquinanti organici in grado di persistere nell’ambiente e bioaccumularsi, costituendo, pertanto, un potenziale pericolo per la salute umana e per l’ambiente. Tali inquinanti organici sono immessi nell’ambiente da numerose sorgenti, presentano una certa mobilità tra le diverse matrici ambientali, hanno una struttura chimica stabile e una considerevole vita media; essi possono determinare un inquinamento persistente, pressoché ubiquitario e accumularsi in occasione di eventi particolari.

Strumentazione collocata dall’Arpa Campania in seguito a un incendio a Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

In ogni caso, l’annosa problematica degli abbandoni di rifiuti e soprattutto degli incendi, sicuramente rappresenta senza dubbio una criticità ambientale. Rimuovere tempestivamente i rifiuti abbandonati è di certo un’attività di prevenzione utile per eliminare o quantomeno limitare gli incendi di rifiuti. A questo scopo, qualche anno fa l’Arpa Campania ha elaborato le Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato, uno strumento rivolto soprattutto ai Comuni, o comunque ai soggetti obbligati alla rimozione dei rifiuti, approntato nell’ambito del Patto per la Terra dei fuochi.

Giuseppina Merola, Fabio Taglialatela – Arpa Campania
g.merola@arpacampania.it
(ha collaborato Luigi Mosca)

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