La sostenibilità al centro dell’evento del 3 giugno di presentazione dei rapporti sull’ambiente

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Emblematico come nel giorno della ripartenza dell’Italia il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente abbia fatto sedere attorno allo stesso tavolo (reale e virtuale) i presidenti del Parlamento Europeo David Sassoli, del Consiglio Giuseppe Conte, di Snpa Stefano Laporta e il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa; nella seconda parte della mattinata spazio al direttore generale dell’Agenzia europea per l’ambiente Hans Bruyninckx, al direttore generale Ispra Alessandro Bratti e al vicepresidente Snpa Carlo Emanuele Pepe.

L’occasione è rappresentata dalla presentazione di tre raccolte di conoscenza: l’Annuario dei Dati Ambientali dell’Ispra, il Rapporto Ambiente di Sistema e il Rapporto sullo stato dell’Ambiente dell’Agenzia Europea il SOER 2020 – State of the Environment Report.

Sono strumenti frutti di competenza, sistematicità, scientificità, messi al servizio di cittadini, esperti ed istituzioni, con dati e indicatori che forniscono un’idea precisa dello stato dell’Ambiente nel nostro Paese, anche attraverso l’analisi di dettaglio delle singole realtà regionali, inseriti nel quadro della situazione ambientale in Europa, punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi strategici 2020 e di più lungo termine.

L’ambiente è l’opportunità per la ripresa del paese, un tema su cui c’è uniformità di vedute in seno a tutte le istituzioni, da quelle continentali in giù. Una politica ambientale orientata verso una transizione ecologica, con una responsabilità storica assegnata ai leader politici che sono esplicitamente invitati ad agire per un’economia a bassa emissione di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, attenta ad evitare gli sprechi e agli aspetti sociali.

la registrazione video di tutto l’evento


Ci sono delle irreversibilità che si stanno per verificare, senza un intervento urgente nei prossimi dieci anni non riusciremo ad ottenere gli obiettivi che ci siamo fissati, nonostante gli innegabili progressi.

Diventa indispensabile trasformare il vecchio modello di Europa attraverso politiche di contrasto al riscaldamento globale, incrementando le energie rinnovabili, tutelando la biodiversità e sviluppando e favorendo l’economia circolare. Guardare con occhi nuovi allo European Green Deal, chiedere un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 50% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Obiettivi ambiziosi ma non impossibili, a patto che si attui la “rivoluzione verde”, ossia una profonda trasformazione industriale, ambientale, economica e culturale del vecchio Continente.

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