Calendari pollinici: strumento di analisi ambientale e sanitaria

Negli ultimi anni si assiste ad un progressivo anticipo delle stagioni di fioritura delle principali specie allergeniche

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Il polline di varie piante, giunto a contatto con le mucose di soggetti allergici, può causare affezioni di natura allergica. Per valutare la quantità e la qualità dei pollini aerodispersi, i più allergizzanti ed impattanti sulla salute, è necessario effettuare un monitoraggio in continuo durante tutto l’anno solare, attraverso strumenti di campionamento specifici. Il monitoraggio aerobiologico così effettuato permette di evidenziare le variazioni stagionali del contenuto atmosferico dei pollini e di elaborare calendari per la zona oggetto del campionamento, oltre ai bollettini settimanali dei pollini e delle spore fungine.

I bollettini e i calendari non forniscono livelli di rischio di allergia, ma livelli di concentrazione, danno cioè indicazioni sui tempi di permanenza in atmosfera dei pollini e consentono di evidenziare le variazioni stagionali del tipo e della quantità dei pollini presenti in atmosfera. Il dato sulla durata della pollinazione di ogni pianta e sulla quantità di pollini presenti in atmosfera assume quindi una valenza, oltre che sanitaria, ambientale.

Il monitoraggio aerobiologico in Toscana e le informazioni al pubblico

cipresso

In Toscana la rete di monitoraggio aerobiologico regionale – costituita da 4 stazioni di campionamento collocate ad Arezzo, Firenze, Grosseto e Lido di Camaiore (LU) – è coordinata da ARPAT.

ARPAT pubblica sul proprio sito i bollettini settimanali dei pollini e delle spore fungine e le serie storiche dei dati relativi a pollini e spore. Nell’Annuario, poi sono indicati i dati consuntivi annuali.

Inoltre, nell’ultima versione della App di ARPAT è stata migliorata la sezione dedicata ai pollini e alle spore fungine. Ora si possono infatti consultare “in anteprima” gli ultimi dati validati (relativi al sabato e domenica precedenti) che successivamente confluiscono nei bollettini settimanali, senza dover aspettare l’uscita del report completo, a vantaggio della fruibilità e della velocità. Accanto al livello di concentrazione vi è poi una freccia, ascendente, discendente o orizzontale, che indica la probabile tendenza. Tale previsione viene elaborata in base alle condizioni meteo, ai calendari pollinici degli anni passati , agli andamenti stagionali delle fioriture e ad un congruo numero di valori nella settimana. 

Un valutazione della stagione pollinica

Analizzando nello specifico i dati relativi al 2018 (i dati relativi al 2019 saranno disponibili nelle prossime settimane poiché vengono elaborati ad anno solare concluso) si può osservare che:

  • la stagione pollinica è partita in tutte le stazioni della rete regionale con i pollini di Cipresso e Nocciolo. I primi granuli pollinici del Cipresso che compaiono in atmosfera sono quelli appartenenti alla specie arizonica (vedi immagine a fianco), un’essenza ornamentale proveniente dal Messico orientale e dall’Arizona (USA) e introdotta in Europa alla fine del secolo scorso a scopo ornamentale;
  • anche la stagione delle Oleacee è iniziata molto presto per la stazione di Lido di Camaiore con il polline di Frassino. Le due specie di Frassino maggiormente diffuse in Toscana sono il Frassino maggiore (vedi immagine a fianco) e il Frassino orniello, i cui pollini a livello microscopico non sono distinti. I dati storici mostrano che la stagione pollinica del Frassino nella stazione di Lido di Camaiore negli ultimi 6 anni è iniziata per 3 volte nel mese di gennaio (anni 2018, 2013 e 2014), per 2 volte a febbraio (anni 2016 e 2017) e solo nel 2015 ad aprile. Il 2018 si caratterizza però per l’insorgenza di valori medi di concentrazione già a gennaio e per una durata leggermente maggiore della stagione pollinica: 146 giorni nel 2018 contro una media di 120 giorni negli anni in cui la stagione è partita a gennaio e febbraio;
  • la stagione pollinica del Cipresso nella stazione di Grosseto è insolitamente lunga: 294 giorni contro una media di 77 giorni nei 4 anni precedenti. Da un’analisi più dettagliata emerge che la distribuzione annuale dei valori di concentrazione nel 2018 a Grosseto è più lontana da una distribuzione normale, cosa che invece avviene negli anni precedenti. Mostra infatti valori massimi più bassi e una coda di valori minimi che perdura per molti mesi;
  • la stagione delle specie erbacee maggiormente diffuse e maggiormente allergeniche (Graminacee e Urticacacee) è in tutte le stazioni superiore ai 100 giorni (o di poco inferiore) con valori massimi a Grosseto e Lido;
  • a Firenze per la famiglia delle Composite (una delle famiglie più ricche di generi e specie, sono prevalentemente piante erbacee) si segnala una stagione più lunga che nella altre stazioni (182 giorni) con un valore di picco a fine settembre per il polline di Artemisia. L’Artemisia (vedi immagine a fianco Artemisia vulgaris) è un’erba perenne pioniera, aromatica e molto diffusa che cresce lungo le strade, in zone ruderali, nei prati, in radure nei boschi e lungo i torrenti dal livello del mare fino al piano montano. È presente in tutte le regioni, dalle più settentrionali fino alle mediterranee, con una tipica fioritura tardo estiva.

Nell’immagine si riporta il confronto tra le durate della stagione pollinica 2018 delle famiglie più allergeniche nelle 4 stazioni di monitoraggio della Toscana.

Le tendenze nelle fioriture delle principali specie allergeniche

È importante sottolineare che l’elaborazione e la comparazione dei calendari pollini annuali ha messo in evidenza negli ultimi anni un progressivo anticipo delle stagioni di fioritura delle principali specie allergeniche. Da un’analisi condotta da più Agenzie per la protezione dell’ambiente, tra cui anche ARPAT, sui dati dell’inizio del 2018 è emerso che l’anticipo, rispetto ad una media calcolata su più anni, è variabile: da nullo o poco marcato nell’arco alpino, intorno ai 20-30 giorni nella Pianura Padana e nel centro Italia, fino a due settimane nel Sud Italia.

L’anticipo delle fioriture per l’inizio del 2018 è stato concomitante ad un incremento della quantità di pollini in atmosfera rispetto al dato medio del mese di gennaio per effetto delle condizioni meteorologiche particolarmente miti e asciutte. Nel mese di febbraio, invece, è stato registrato in gran parte delle stazioni di monitoraggio un significativo arresto a seguito delle condizioni di maltempo e del sopraggiungere di temperature particolarmente rigide.

Testo di Silvia Cerofolini, Maria Giovanna Marchi, Barbara Cortonesi, Sonia Parati, Marina Pischedda.

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