Odori dall’area del petrolchimico di Livorno: le attività in corso per monitorarli e mitigarli

I primi risultati degli interventi effettuati, si apprezza un miglioramento ma c'è ancora da fare per ridurre le maleodoranze

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Si è svolta, giovedì 28 marzo 2019 a Collesalvetti (Livorno), la presentazione, aperta alla cittadinanza, del terzo report sullo stato di attuazione del Piano di Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene nel territorio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti.

Il Piano è curato da ARPAT su incarico delle amministrazioni comunali di Livorno e Collesalvetti.

Il Piano, presentato pubblicamente nell’ottobre 2016, si pone l’obiettivo di conseguire la massima riduzione possibile dei livelli di emissioni odorigene delle sorgenti di tipo industriale e di servizio, mediante l’adozione, per molte aziende volontaria, di interventi mirati ed efficaci per giungere ad una ricaduta positiva sull’inquinamento olfattivo.

Il Piano si articola nelle seguenti fasi:

  1. Monitoraggio della percezione olfattiva.
  2. Identificazione delle aree dove sono collocate attività con alta probabilità emissiva di composti odorigeni.
  3. Mappatura e schedatura olfattometrica delle sorgenti.
  4. Stima dell’impatto odorigeno nell’area nord di Livorno e Collesalvetti, tramite modelli di calcolo della dispersione al suolo.
  5. Mitigazione degli impatti odorigeni.
  6. Valutazione dei risultati ottenuti (trend di miglioramento) a seguito degli interventi attuati dalle aziende.

La predisposizione del Piano si era resa indispensabile in assenza di una specifica normativa nazionale e quindi in assenza di limiti cogenti alle emissioni odorigene, disegnando un percorso concordato con le aziende che hanno aderito al progetto.

Sul piano normativo, nel dicembre 2017, è stata apportata una modifica del Testo Unico ambientale, che non ha definito limiti, ma ha assegnato alle Regioni la facoltà di predisporre apposite Linee Guida per definire, nel rispetto di quelle regole tecniche che permettono la corretta stima del fenomeno, quanto mai complesso, efficaci azioni di mitigazione.

Un primo report è stato presentato nel luglio 2017 a Collesalvetti ed a maggio 2018 a Livorno è stato illustrato il secondo report con lo stato di avanzamento del Piano che ha coinvolto diverse realtà aziendali, in particolare del settore petrolchimico.Con il terzo report presentato il 28 marzo 2019 sono stati illustrati i risultati ottenuti con la realizzazione delle 4a, 5a e 6a fasi del Piano.

Successivamente all’incontro del maggio dello scorso anno, le attività di monitoraggio e controllo nelle aziende del settore sono state pianificate, nell’ultimo periodo, congiuntamente tra ARPAT ed il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri, per verificare il rispetto della buona conduzione degli impianti in ottemperanza ai vincoli della normativa vigente e agli atti autorizzativi.

Stima dell’impatto odorigeno nell’area nord di Livorno e Collesalvetti, tramite modelli di calcolo della dispersione al suolo

Relativamente alla 4a fase (sopra indicata) di rappresentazione dell’impatto olfattivo attraverso modelli matematici, con la sovrapposizione degli effetti di tutte le attività del settore petrolchimico, è stata attivata nel Giugno 2018, una apposita convenzione con l’Università di Pisa.

Per l’impatto olfattivo è stato scelto, dopo aver valutato accuratamente indagini ed esperienze già largamente validate a livello nazionale ed internazionale, un metodo di simulazione che prevede:

  1. un ruolo centrale del cittadino, quale soggetto che percepisce l’odore (recettore); effettuando quindi la simulazione della dispersione degli odori limitatamente alle ore corrispondenti alla segnalazione di eventi di molestia, per determinare i valori massimi della concentrazione oraria di picco di odore in corrispondenza dei recettori;
  2. la sovrapposizione dei contributi delle diverse sorgenti (con emissioni tra loro omogenee e con fattori emissivi noti forniti in input al modello) in corrispondenza dei recettori;
  3. l’associazione al recettore di un valore soglia di odore, inteso come concentrazione che ha provocato un effetto di disturbo e quindi la segnalazione;
  4. l’associazione a tale concentrazione soglia di una frequenza massima di superamento (inteso come numero massimo di volte/anno o volte/mese in cui tale soglia viene superata);
  5. di stabilire quindi, limitatamente a quel sito d’indagine, i criteri di accettabilità dell’impatto olfattivo, in termini di frequenza massima di superamento (in %) della concentrazione soglia di odore (in OU/m3), con i quali devono essere confrontati i risultati delle simulazioni modellistiche e successive post-elaborazioni.

Mitigazione degli impatti odorigeni

Relativamente all’attuazione della 5a fase (sopra indicata), molti degli interventi previsti dal Piano di mitigazione sono stati portati a compimento, alcuni attuati per via volontaria da parte delle aziende, per mancanza di norme specifiche, altri attraverso le prescrizioni introdotte nelle Autorizzazioni Integrate Ambientali.

Per alcuni degli interventi previsti, che riteniamo strategici, in quanto gli impianti interessati sono collocati immediatamente a ridosso della frazione di Calambrone (Pisa) dal cui territorio giungono continui segnali di disagio, deve essere completato il percorso autorizzativo, preliminare alla fase di realizzazione.

In questo senso, resta da installare l’impianto di abbattimento delle emissioni in atmosfera che la società Toscopetrol aveva previsto di mettere in funzione per il 31 Dicembre 2018, ma per il quale ha avviato le pratiche autorizzative a fine dicembre.

In relazione a tale percorso autorizzativo l’Agenzia ha raccomandato ai vari enti coinvolti di rendere più rapidi possibile i relativi tempi amministrativi, con l’auspicio che sia possibile attuare gli interventi previsti prima dell’estate, che costituisce, dal punto di vista meteorologico, il periodo più sfavorevole per l’emissione degli inquinanti.

Nel frattempo è stato reso operativo il Tavolo tecnico istituito dal Comune di Livorno che:

  • sta definendo una procedura per la riduzione delle emissioni derivanti dalla gestione delle operazioni di carico e scarico dei prodotti petroliferi dalle navi e all’interno degli stabilimenti dedicati al deposito degli stessi;
  • ha stabilito la necessità di ridurre la portata di trasferimento dei carichi ai serbatoi dei depositi costieri, valutando di volta in volta la fattibilità in relazione ai tempi di stazionamento delle navi o alle disponibilità delle riserve volumetriche, sia di chi conferisce che di chi riceve il carico.

In ogni caso, i soggetti che non potessero adempiere a quanto sopra, in relazione al proprio potenziale emissivo stimato, dovranno mettere in atto, a seconda dei prodotti movimentati, ulteriori sistemi di contenimento.

La Raffineria ENI di Stagno per la mitigazione delle proprie sorgenti di odore più significative, ha realizzato gli interventi sotto descritti.

  • serbatoi di stoccaggio Olio Combustibile: abbattimento odore nei vapori con filtri fotocatalitici di cui si riportano le immagini sottostanti;
  • residui Wacuum: abbattimento odore con impianto a carboni attivi (vedi immagine sottostante)
  • impianto trattamento acque reflue (TAE): abbattimento odore dei vapori di alcune vasche coperte e dotate di filtri fotocatalitici (vedi immagine sottostante).

Valutazione dei risultati ottenuti a seguito degli interventi attuati dalle aziende

Relativamente alla valutazione dell’efficacia degli interventi ad oggi portati a compimento dalla Raffineria ENI, è stato deciso da ARPAT di utilizzare i dati prodotti dalla centralina di monitoraggio della Qualità dell’Aria installata a Stagno (LI), in particolare quelli relativi alla concentrazione del Toluene, composto idrocarburico aromatico preso a riferimento come indicatore delle emissioni delle sorgenti sopra indicate e che viene monitorato in continuo dalla strumentazione della centralina stessa, insieme ad altri parametri.

L’analisi dei dati di concentrazione di Toluene rilevati dalla centralina di Q.A. nel periodo osservato (luglio 2018 – marzo 2019), che comprende i periodi ante e post interventi di mitigazione degli odori delle sorgenti indagate (febbraio è il mese in cui tutti gli interventi sono terminati in particolare, quelli relativi al TAE e ai serbatoi di OCD), rileva un trend decrescente per il composto in questione.

Unica eccezione è il dato medio della concentrazione del mese di Gennaio che risulta anomalo rispetto a quanto emerso negli altri mesi. L’ipotesi fatta è che altre sorgenti, fra cui alcune unità di processo della raffineria oggetto di manutenzione nel mese, possano avere inciso insieme alle condizioni meteo particolari, all’innalzamento del dato medio. Nel grafico possiamo osservare il trend della concentrazione di toluene ante e post interventi di mitigazione.

Più interessante è quanto emerge dall’elaborazione dei dati per la stima del flusso di Toluene che converge verso la centralina di qualità dell’aria.

Il flusso di toluene (F) è stato calcolato dalla formula: F= C *V dove C è la concentrazione media oraria del toluene e V la velocità media oraria del vento.

I flussi di toluene (così come per le concentrazioni) sono stati calcolati unicamente per le direzioni del vento che portano gli inquinanti emessi dalle sorgenti della raffineria, verso la centralina di Q.A. Nell’immagine si possono osservare i settori di vento considerati e le sorgenti di emissione di odore. 

Dall’analisi dei dati è emerso che la riduzione del flusso di toluene è risultata pari al 60% e che che il trend è decrescente. Nel grafico a fianco il trend del flusso di toluene ante e post interventi di mitigazione.

I risultati relativi alla riduzione del flusso e concentrazione di Toluene documentati dalla centralina di Q.A., sono avvallati anche dalle simulazioni svolte per rappresentare gli scenari emissivi di ricaduta degli odori nelle due situazioni ante e post interventi di mitigazione delle sorgenti. Per tali simulazioni sono state considerate tutte le sorgenti del comparto petrolchimico a cui appartengono le aziende coinvolte nel Piano Mirato, le cui ricadute possono interessare la frazione di Stagno del Comune di Collesalvetti. Le rappresentazioni cartografiche delle simulazioni sono riportate di seguito.

Le simulazioni hanno permesso di stimare una riduzione dei livelli di ricaduta di concentrazione di odore sullo stesso recettore stimati dal modello del 70 % circa, a seguito degli interventi mitigativi.

Per la frazione di Calambrone del comune di Pisa, poiché non è presente una centralina di Qualità dell’Aria analoga a quella di Stagno, è stato utilizzato il modello per valutare gli effetti ad oggi ottenuti a seguito degli interventi mitigativi. 

Dalle cartografie, emerge che la riduzione della concentrazione di odore sul recettore preso a riferimento non è sufficiente, nonostante i miglioramenti indotti dagli interventi di mitigazione attuati dalla raffineria, in quanto i livelli di ricaduta sullo stesso risultano ancora significativi per le ricadute di odore determinate dalle sorgenti delle altre aziende del petrolchimico.

A tal proposito occorre ancora una volta ricordare che la società Toscopetrol è ancora in attesa di installare l’impianto di abbattimento dei vapori derivanti dai serbatoi di stoccaggio del bitume.

Per quanto riguarda invece gli effetti sulla frazione di Stagno va evidenziato che gli impianti su cui sono stati attuati gli interventi dalla raffineria ENI sono nella fase di messa a regime ed hanno quindi ulteriori margini di miglioramento, con interventi concretizzabili nel prossimi mesi.

Inoltre altre azioni di mitigazione relative ad interventi impiantistici sono previste sempre dalla raffineria nel corso del 2019, su sorgenti di minore impatto del comparto di depurazione dei liquami e riguardano:

  • la copertura e trattamento vapori delle vasche di ispessimento fanghi (MS4/MS704)
  • la sostituzione delle vasche di stoccaggio melme del TAE con serbatoio.

La raffineria si è impegnata inoltre a mettere in atto un piano di gestione per la minimizzazione delle potenziali emissioni odorigene derivanti dalle fasi di manutenzione degli impianti, a monitorare periodicamente le emissioni odorigene e a verificare la funzionalità dell’efficienza nel tempo dei sistemi di abbattimento adottati per valutare l’eventuale implementazione degli interventi fin qui attuati.

Alla luce di quanto sopra, una valutazione più approfondita dell’efficacia delle misure fin qui adottate sarà possibile solo dopo il completamento degli interventi realizzati nel 2019.

Dato atto di quanto già attuato, occorre passare ad una fase molto più delicata e di impegno per tutti i soggetti che hanno collaborato alla realizzazione del progetto.

Le aziende che hanno terminato gli interventi e sono intente alla messa a punto delle apparecchiature è opportuno, a questo punto, che si impegnino a recepire all’interno del loro Sistema di Gestione, un piano di monitoraggio e controllo degli odori per tutti gli impianti, ivi comprese le unità di processo relativamente alle fasi di fermata e riavvio.

Dovranno, in particolare, essere dettagliate le procedure gestionali da mettere puntualmente in atto per la riduzione dell’inquinamento olfattivo, in ottemperanza ai Bref e alle Linee Guida che verranno adottate anche a livello regionale, tra l’altro per il settore petrolchimico.

Tali procedure comunicate agli organi di controllo tecnico e amministrativo potranno quindi essere inserite negli atti autorizzativi.

Da parte sua, ARPAT continuerà nel lavoro di monitoraggio ambientale e di controllo puntuale in particolare con il compito in generale di supervisionare la corretta gestione delle aziende in materia di tutela dell’ inquinamento olfattivo, potendo disporre :

  1. di un quadro autorizzativo aggiornato,che tiene conto del lavoro compiuto ad oggi con l’adozione del Piano;
  2. dei Bref e delle Linee guida del settore del petrolchimico che nel frattempo sono nella disponibilità del comparto;
  3. dei dati giornalmente prodotti da una strumentazione affidabile e attiva sul territorio della centralina per il controllo della Q.A.;
  4. dei dati monitorati dalla stazione meteo locale posizionata all’interno del perimetro della Raffineria e quindi più che rappresentativa della meteorologia della frazione di Stagno.

Testo a cura di: Donato Antonio Spinazzola, Diana Gambicorti, Luca Bogi, Evelina Fuoco.


Il valore del Toluene non viene pubblicato nel bollettino giornaliero della qualità dell’aria in quanto non sono previsti limiti dalla normativa vigente per qualità dell’aria, ma i dati del 2018 relativi alla centralina di Stagno saranno disponibili nell’ archivio storico dei dati orari di prossima pubblicazione.


Le presentazioni dell’evento

Monitoraggio dell’efficacia degli interventi di mitigazione delle emissione odorose applicati alle aziende di Collesalvetti e dell’area Nord di Livorno Presentazione di A.Spinazzola e D.Gambicorti (ARPAT) in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

Applicazione della modellistica diffusionale per la rappresentazione dei livelli di inquinamento olfattivo nell’area nord di Livorno Presentazione di Evelina Fuoco (Università degli Studi di Pisa) in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

Le stazioni della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nel territorio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti e gli inquinanti monitorati Presentazione del Centro regionale per la tutela della qualità dell’aria (CRTQA) di ARPAT in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

Eni e il Piano di Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene nel territorio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti Presentazione di ENI in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

III° Report sullo stato di avanzamento del Piano Presentazione di L.Rocchi, A.Spinazzola, D.Gambicorti e L.Bogi (ARPAT) in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

Attività del tavolo tecnico istituzionale per valutare le emissioni di navi a banchina durante le operazioni di caricazione Presentazione di Capitaneria di Porto di Livorno – Guardia Costiera in occasione della giornata di presentazione del III° Report dell’attività del Piano Mirato per la riduzione dei cattivi odori – Collesalvetti (LI), 28/03/2019

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