Il monitoraggio dei fondali marini in Campania

Nell’ambito della Marine Strategy, l’Arpa Campania svolge attività utili a valutare l’impatto della pesca sull’integrità del fondo marino. Tra il 2019 e il 2023 sono state indagate diverse aree, in cui sono emersi impatti negativi sugli ecosistemi, determinati dalle reti impiegate nella pesca a strascico.

Fig. 1. Dettaglio dei rilievi Side Scan Sonar su un fondale monitorato
Fig. 2. Il peschereccio utilizzato per le attività di monitoraggio

La direttiva 2008/56/CE – direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino – costituisce il pilastro ambientale della politica sul mare dell’Unione europea. Tale direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo n. 190/2010, che contempla una serie di attività, affidate al sistema delle Arpa, e che ha portato le agenzie ambientali regionali ad ampliare per la prima volta il campo del monitoraggio marino costiero tradizionale, non solo in senso geografico (l’area di monitoraggio arriva fino alle 12 miglia nautiche anziché 1 miglio nautico previsto dal monitoraggio relativo al decreto legislativo 152/06), ma anche come numero e tipologia di azioni.

Il cosiddetto Descrittore 6 della Marine Strategy prevede, ai fini del raggiungimento del “buono stato ambientale”, che “l’integrità del fondo marino” sia “ad un livello tale da garantire che la struttura e le funzioni degli ecosistemi siano salvaguardate e gli ecosistemi bentonici, in particolare, non abbiano subito effetti negativi”. È proprio in questo ambito che Arpa Campania intraprende diverse attività tecnico-amministrative finalizzate al monitoraggio, realizzato dalla UO Mare Arpac, per valutare l’impatto generato dalla perturbazione fisica sul fondo marino (determinata da attività di pesca, risultata essere la maggior pressione di “perturbazione fisica” sul fondo marino), e lo stato delle comunità epimegabentoniche di fondo mobile.

Fig. 3. Dettaglio della plancia di comando del peschereccio

Tra il 2019 ed il 2023 l’Arpa Campania ha indagato quattro aree prossime a Foce Volturno, Foce Sele, Salerno e in Cilento, ciascuna delle quali di 25 chilometri quadrati ad una profondità compresa tra i 30 ed i 90 metri, scelte in zone di fondi mobili sottoposte a danno fisico, ossia ad attività di pesca a strascico. A bordo del battello oceanografico Helios, la UO Mare ha effettuato rilievi morfologici mediante il proprio Side Scan Sonar per una successiva ricostruzione del fondale e il riconoscimento delle morfologie legate allo strascico (fig.1, immagine in apertura) e campioni di sedimento mediante benna Van Veen per la caratterizzazione granulometrica.

Come previsto dalle metodiche ministeriali, per le indagini 2023 l’Arpa Campania ha affidato il servizio di pesca a strascico, necessario per lo studio del popolamento epimegabentonico, a un peschereccio del “Consorzio pescato procidano”, prevedendo l’imbarco di tre tecnici scelti per i rilievi e le misurazioni biometriche di campo. Le attività sono state effettuate nei giorni 10-11 ottobre a bordo di un peschereccio con strascico a divergenti e sacco a maglia di 50 millimetri (25mm di lato) al fine di rilevare le specie, il numero di individui per specie e i rifiuti (fig. 2, 3 e 4).

Fig. 4. Attività di sorting del pescato oggetto di monitoraggio.

Le attività realizzate hanno evidenziato che le reti impiegate dalla pesca a strascico hanno effetti indiscutibilmente negativi sugli ecosistemi, alterano i fondali marini e catturano numerose specie non edibili e/o comunque senza valore commerciale (baycatch). (Fig.5 e 6) I dati 2023 relativi al monitoraggio dei fondali marini in Campania sono in fase di elaborazione e saranno trasmessi a Ispra e al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nell’ambito degli accordi stipulati dalle istituzioni coinvolte.

I dati pregressi, dal 2018, sono pubblicati in forma tabellare sul database, a cura di Ispra, all’indirizzo http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/ assieme a diversi Report e dati geografici.

Sul sito dell’Arpa Campania sono invece disponibili e pubblicati i dati relativi ad altri monitoraggi quali quello delle acque di balneazione, il monitoraggio marino costiero e il monitoraggio sull’Ostreopsis ovata.

Dario Monaco, Andrea Celentano, Fabrizio D’Apice, Patrizia Puthod – Arpa Campania
d.monaco@arpacampania.it

Fig. 5 e 6. Specie da cattura accidentale (baycatch)