ARPA Sicilia pubblica la relazione sessennale sullo stato chimico di 82 corpi idrici sotterranei

Nella relazione si presentano i risultati dell’aggiornamento della valutazione dello stato chimico degli 82 corpi idrici sotterranei del Distretto Idrografico della Sicilia, basato sui dati di monitoraggio relativi al sessennio 2014-2019.

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Complessivamente il monitoraggio 2014-2019 ha consentito di classificare lo stato chimico di tutti i corpi idrici sotterranei individuati dal Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia 2015-2021 (82 corpi idrici), attraverso il monitoraggio di 533 stazioni rappresentative. Dalla valutazione effettuata emerge che il 44% dei corpi idrici monitorati (36 corpi idrici) risulta in stato chimico scarso, mentre il restante 56% (46 corpi idrici) è in stato chimico buono.

21a_Rapporto-Stato-Chimico-Acque-Sotterranee-2014-2019

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Obiettivo: raggiungere il buono stato delle acque sotterranee

Per ciascun Distretto Idrografico dell’Unione Europea la Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE) stabilisce l’adozione di un “Piano di Gestione” da aggiornare ogni sei anni, che, per quanto riguarda le acque sotterranee, deve assicurare l’attuazione di tutte le misure necessarie a garantire il raggiungimento del “buono stato”, tanto sotto il profilo chimico (qualitativo) che quantitativo, di tutti i corpi idrici sotterranei ricadenti nei Distretti Idrografici del territorio dell’Unione Europea.

L’obiettivo di “buono stato chimico” include non soltanto la protezione della qualità dei corpi idrici sotterranei e della loro capacita di sostenere gli usi umani, primo tra tutti l’utilizzo potabile, ma anche la protezione della qualità delle acque superficiali connesse e degli ecosistemi terrestri dipendenti da essi, cosi come l’obiettivo di “buono stato quantitativo” include non soltanto la protezione della quantità dei corpi idrici sotterranei utilizzabile per i prelievi, ma anche della quantità dei corpi idrici sotterranei necessaria a mantenere la qualità delle acque superficiali e degli ecosistemi terrestri dipendenti da essi.

Le acque sotterranee: una risorsa essenziale per gli ecosistemi dipendenti ed una riserva strategica per l’approvvigionamento idropotabile

La Direttiva 2000/60/CE riconosce un ruolo essenziale alle acque sotterranee nel ciclo idrologico, dal momento che esse forniscono il flusso di base ai sistemi idrici superficiali, risultando fondamentali per il mantenimento delle zone umide e delle portate fluviali, specialmente nei periodi di siccità. Un eventuale deterioramento delle acque sotterranee, nella qualità o nella quantità, può quindi influire direttamente sullo stato delle acque superficiali connesse e gli ecosistemi terrestri dipendenti, in particolare nei periodi di magra.

La Direttiva Quadro riconosce inoltre l’importanza delle acque sotterranee come riserva idrica strategica ai fini dell’approvvigionamento idropotabile (circa il 75% dei residenti nell’Unione europea dipende dalle acque sotterranee per l’approvvigionamento idrico), nonché come importante risorsa idrica per l’agricoltura e per l’industria (European Commission, 2008).

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