Acqua dolce a Venezia per ripopolare la Laguna di specie ittiche e uccelli

Partita la seconda fase del progetto europeo Life Lagoon Refresh, coordinato dall'Ispra, per invertire la marinizzazione della laguna Nord

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Le acque della Laguna stanno diventando troppo salate, a rischio un patrimonio di biodiversità unico al mondo. I cambiamenti operati nel secolo scorso al corso dei fiumi hanno apportato modifiche al gradiente salino e agli habitat lagunari e, di conseguenza, ad una forte riduzione del canneto e di particolari specie ittiche e di uccelli che lo popolavano. L’ airone rosso, il tarabuso, il marangone minore, sono solo alcune delle specie di uccelli di interesse conservazionistico che utilizzano l’ambiente a canneto e hanno subito una diminuzione nel corso degli anni. Come pure si è assistito ad una riduzione di specie vegetali e di fondo molle tipiche di aree salmastre e ad un aumento di specie più marine. 

Completate le opere idrauliche, è partita lo scorso 20 maggio l’immissione in Laguna di acqua dolce proveniente dal fiume Sile attraverso un sistema di tubature e canalette. I ricercatori e tecnici di Ispra e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia stanno proseguendo con il monitoraggio dell’habitat, e l’analisi dei primi campioni raccolti per verificare i valori dei parametri chimico-fisici dell’acqua.

Obiettivo del progetto LIFE Lagoon Refresh è ripristinare circa 20 ettari di canneto in Laguna e recuperare la biodiversità che ha ospitato per lungo tempo. Partito nel 2017 e coordinato dall’ISPRA, il progetto ha una durata quinquennale e coinvolge, oltre all’Istituto, la Direzione Ambiente della Regione del Veneto, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Triveneto, l’Università Ca’ Foscari di Venezia (DAIS) e IPROS Ingegneria Ambientale Srl.

I prossimi passi prevedono la piantumazione del canneto e delle fanerogame acquatiche, grazie anche all’aiuto di cacciatori e pescatori, assidui frequentatori dell’area, preventivamente formati nell’ambito del progetto. E’ previsto, inoltre, l’incremento progressivo della portata d’acqua dolce fino a valori massimi medi di 1000 l/s e la realizzazione del secondo fronte di sacconi biodegradabili che delimitano il flusso di acqua dolce.

Brochure-LagoonRefresh2020_web

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