Mare Veneto. Ctenofori e meduse solo al largo nella stagione 2020

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R.pulmo

Da molti anni sia nell’ambito delle attività svolte in mare per la Direttiva Acque, sia più recentemente nell’ambito dei monitoraggi per la Strategia Marina, ARPAV esegue osservazioni sulla presenza di macrozooplancton gelatinoso per studiarne i fenomeni di proliferazione che si sono manifestati nel corso degli anni.

Con il termine macrozooplancton gelatinoso si intendono organismi come le meduse, gli ctenofori e i taliacei.

Nel nord Adriatico è facile imbattersi in alcune specie di meduse come Rhyzostoma pulmo e Aurelia aurita e, con minor frequenza, anche Pelagia noctiluca e Cothyloriza tubercolata.

Rhizostoma pulmo, volgarmente chiamata “polmone di mare”, può superare i 50 – 60 cm di diametro e le sue braccia sono corte e tozze. La colorazione è bianco latte-azzurrognola, mentre il margine dell’ombrello è violetto; la superficie esterna dell’ombrello non è urticante, mentre possono esserlo i tentacoli, ma dipende dalla sensibilità individuale.

Aurelia aurita è facilmente riconoscibile dalla presenza sulla sommità del suo ombrello sferico e bianco trasparente, di una struttura a forma di quadrifoglio e possiede corti tentacoli poco urticanti.

Cotylorhiza tubercolata

Anche Cothyloriza tubercolata risulta poco urticante e può raggiungere i 30 cm di diametro; è riconoscibile per il suo caratteristico ombrello a forma di disco bianco, con una gobba rotonda e gialla al centro che ricorda un uovo all’occhio di bue.

Pelagia noctiluca è la più urticante tra le meduse che si possono incontrare in Veneto ed è molto piccola, massimo 10 cm di diametro, di colore violetto rosaceo, con tentacoli molto lunghi e urticanti.

Da distinguere dalle meduse sono invece gli ctenofori e i taliacei che non presentano strutture urticanti ma sono anch’essi organismi gelatinosi. In particolare quelli che negli ultimi anni si rilevano con maggior frequenza e abbondanza sono Mnemiopsis leidyi e le salpe.

Mnemiopsis leidyi, comunemente chiamata noce di mare, è una specie aliena, originaria dell’Atlantico, introdotta nel mar Mediterraneo probabilmente dalle acque di zavorra di navi provenienti dal Mar Nero.

Mnemiopsis

Presenta un corpo ovale, con tentacoli non urticanti, può raggiungere dimensioni che variano tra i 7–12 cm di lunghezza ed è innocua per l’uomo ma può causare problemi al delicato equilibrio dell’ecosistema marino, in quanto si ciba di zooplancton e uova di pesce.

Il taliaceo salpa è un organismo gelatinoso trasparente che può presentarsi come individuo solitario o in forma gregaria e il cui corpo trasparente lascia intravedere il nucleo più scuro a forma di ciliegia. 

La presenza di questi organismi gelatinosi in mare è un fenomeno naturale, la loro abbondanza è variabile non facilmente prevedibile in quanto dipende da un insieme di fattori ambientali e biologici.

La situazione del macrozooplancton gelatinoso nell’estate 2020 in Veneto

Nel mese di giugno, in particolare nell’area di fronte e a nord della laguna di Venezia, si è osservata, soprattutto nelle acque al largo, la presenza di esemplari di meduse Rhizostoma pulmo e Aurelia aurita.

Nei successivi mesi di luglio e agosto si è confermata la presenza, non massiva e sempre nelle acque al largo, di queste due specie lungo tutta la costa a cui si è aggiunto l’avvistamento anche di qualche esemplare di Cothyloriza tubercolata.

In tutto il periodo si è registrata la presenza anche dello ctenoforo Mnemiopsis leidyi distribuito lungo tutta la costa in particolare nelle acque al largo e nel mese di luglio del taliaceo salpa.

Per approfondire:

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