Microplastiche: avviato il monitoraggio sui principali fiumi altoatesini

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Il campionamento delle microplastiche sui fiumi altoatesini avviene attraverso l’uso di uno speciale “retino” detto "manta” (Foto: Appa Bolzano)

Appa Bolzano monitora da alcuni mesi i fiumi altoatesini Adige, Isarco, Rienza e Aurino alla ricerca di microplastiche al fine di indentificarne le potenziali fonti di origine. I primi risultati il prossimo autunno. Clip video su YouTube.

Da novembre 2021 il Laboratorio biologico di Appa Bolzano effettua il campionamento delle acque dei principali fiumi altoatesini per individuare la presenza di microplastiche e determinarne le potenziali origini. “L’inquinamento da microplastiche è un tema di sempre più stringente attualità e sicuramente uno dei problemi ambientali più incombenti di questi tempi, considerato l’impatto che la plastica ha sull’ambiente per via della sua persistenza e della possibilità di ridursi in dimensioni sempre più piccole”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente, Giuliano Vettorato. “Al momento, a livello italiano, il monitoraggio delle microplastiche viene effettuato principalmente in ambiente marino e lacustre. In Alto Adige, Appa Bolzano ha avviato il campionamento delle microplastiche sui fiumi altoatesini e precisamente su Adige, Isarco, Rienza e Aurino.”

Natura e origine delle microplastiche

Le microplastiche sono frammenti e residui di materiale plastico di dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 mm che, in base alla loro origine, possono essere classificate in primarie e secondarie. “Le microplastiche primarie“, spiega Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico di Appa Bolzano, “provengono prevalentemente da prodotti per l’igiene personale, come saponi e dentifrici, e per le pulizie della casa. Le microplastiche secondarie rappresentano la maggior parte di quelle presenti nell’ambiente e derivano dalla frammentazione di plastiche di dimensioni più grandi, come buste di plastica, oggetti in plastica, bottiglie ecc., oltre che dall’abrasione degli pneumatici sull’asfalto e dal lavaggio degli indumenti sintetici. I rifiuti plastici, abbandonati in mare o sulla terraferma e quindi non correttamente smaltiti, persistono nell’ambiente per lunghi periodi, dove, in seguito all’esposizione ai raggi solari e ai fenomeni atmosferici, si alterano e si frammentano in dimensioni sempre più piccole dando origine alle microplastiche.” Le microplastiche di dimensione inferiore a 1 micrometro sono definite nanoplastiche.

Rifiuti di plastica abbandonati in riva al fiume Adige. Una potenziale fonte di microplastiche (Foto: Appa Bolzano)

La tecnica di campionamento

Il monitoraggio della presenza delle microplastiche nei fiumi avviene attraverso il prelevamento di campioni d’acqua. “Da un punto di vista tecnico il campionamento viene effettuato attraverso l’uso di uno speciale “retino” detto “manta”, spiega Maddalena Casera, biologa nel Laboratorio biologico. “I campioni d’acqua prelevati vengono quindi portati in laboratorio dove si procede con la preparazione e digestione del campione e successivamente con la quantificazione e caratterizzazione (dimensione, forma, colore) delle microplastiche presenti, mediante l’aiuto dello stereomicroscopio.

Versione del video in lingua tedesca

Riduciamo l’inquinamento da microplastiche!

Tutti noi possiamo contribuire a ridurre l’inquinamento ambientale da plastica e microplastica adottando comportamenti più sostenibili. Ecco alcuni consigli utili da parte di Appa Bolzano:

  • effettuare correttamente la raccolta differenziata
  • ridurre l’utilizzo degli oggetti monouso
  • non abbandonare oggetti in plastica nell’ambiente
  • scegliere indumenti realizzati con fibre naturali quali: lana, cotone, canapa, viscosa, seta, bambù, modal (prodotto dalla polpa del legno di faggio) al posto di indumenti sintetici quali: elastan, nylon, poliestere, acrilico, neoprene e poliuretano. Gli indumenti sintetici, infatti, durante il lavaggio e la centrifuga, possono rilasciare microfibre che sfuggono al filtro della lavatrice e attraverso le acque di scarico raggiungono i depuratori e quindi via via i fiumi fino al mare.
  • lavare gli indumenti a pieno carico in modo che vi sia minore frizione tra i tessuti e quindi minore quantità di microfibre rilasciate dagli stessi e lavarli a basse temperature per evitare di danneggiare i tessuti sintetici
  • scegliere detersivi liquidi anziché in polvere perché questi potrebbero avere un effetto “scrub” sui tessuti.

Ulteriori informazioni sulle microplastiche sono disponibili sul sito web di Appa Bolzano.

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