Settimana Unesco per l’educazione alla sostenibilità

Dal 23 al 29 novembre, al centro il tema della salute del pianeta e dei suoi abitanti.

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Dal 2005 ad oggi Unesco Italia promuove la settimana nazionale dell’educazione alla sostenibilità che vede protagoniste le reti educanti sui territori e le scuole.  In Emilia-Romagna il Ctr Educazione alla Sostenibilità di Arpae coordina il Programma Infeas attivo dal 1999 e lo sviluppa in collaborazione con  i 38 Centri di educazione alla sostenibilità, agenzie scientifiche, cittadini e scuole. Le azioni sono continuative, integrate alle policy di sostenibilità  e si sviluppano durante tutto l’anno. 
Tutte le azioni educative sono collegate con i 17 SDGs dell’Agenda 2030 e con la Strategia regionale di sviluppo sostenibile. Con il Programma Infeas 2020/22 si è rafforzata la connessione e la complementarietà delle diverse azioni, mettendo al centro il tema della salute del pianeta e la nostra salute. La transizione alla sostenibilità (ambientale, sociale, economica, istituzionale), la prevenzione, mitigazione e adattamento del cambiamento climatico, il cambiamento degli stili di vita e dei modelli di gestione, una nuova cittadinanza attiva sono i vettori del cambiamento che le azioni educative intendono facilitare e supportare.

Tra i progetti in corso del Programma Infeas 2020/22 vi sono:

Agenda 2030
L’obiettivo è facilitare la conoscenza e promuovere l’Agenda 2030 a scuola attraverso laboratori dedicati e una didattica attiva e trasformativa, consapevole della dimensione sociale e costruttiva dei saperi e della complessità di fattori in gioco. Non solo scuola: anche per la cittadinanza la sostenibilità è un processo di apprendimento e di partecipazione attiva alla costruzione locale della sostenibilità. 

Comunità locali al tempo del coronavirus
In piena pandemia il CTR Educazione alla Sostenibilità ha coinvolto un gruppo di stakeholder di una comunità locale (Molinella, BO) appartenenti al mondo della Scuola, amministrazione, volontariato, impresa, sanità e professioni e con loro ha sperimentato un metodo educativo, teso a mettere a confronto le persone e a facilitare il dialogo, senza imporre conoscenze e tesi predefinite, ma stimolando la riflessione critica e l’azione ponderata. Molto interessanti le riflessioni e proposte scaturite dagli stakeholder e documentate in un quaderno qui disponibile.

Crisi climatica e resilienza urbana
La natura in città agisce favorevolmente sul nostro benessere psico-fisico, ci indirizza verso stili di vita sani, incentiva la mobilità ciclopedonale, migliora la qualità dell’aria, aumenta la biodiversità e rende i nostri spazi adatti alla socialità. Ma la natura è anche la ‘tecnologia’ più efficace di cui disponiamo per il contrasto agli effetti avversi del clima che cambia: eventi climatici estremi come le onde di calore le precipitazioni intense richiedono infatti un raffrescamento naturale dell’aria e suoli permeabili per ripristinare il più possibile il ciclo naturale dell’acqua. Questi temi sono affrontati in un percorso di formazione che prevede 10 incontri online (qui maggiori informazioni).

A scuola in natura
Il contatto con la natura, fin dalla prima infanzia, è inteso come occasione di esperienza diretta che collega le persone con i sistemi ambientali, sviluppando conoscenze, empatia, benessere e consapevolezza. È dunque alla base del benessere psico-fisico e la sua mancanza può portare a disturbi dovuti a ‘deficit di natura’. Per questo è necessario ripensare radicalmente al rapporto tra ‘dentro’ e ‘fuori’ in ambito scolastico, ripensando e riprogettando luoghi e relazioni a partire dai cortili e giardini scolastici.

Mobilityamoci
Questo progetto nasce dall’urgenza di promuovere una consapevolezza critica nei confronti dei comportamenti individuali e sociali che influenzano la salute delle persone e dell’ambiente, come quella relativa alla mobilità quotidiana di ognuno. Mobilità sostenibile quindi sia in relazione al ben-essere individuale sia collettivo. Occuparsi di mobilità sostenibile significa parlare di qualità dell’aria, salute e sicurezza, socializzazione delle persone, acquisizione di autonomia, conoscenza del territorio, progettazione partecipata, turismo ecc.

Per approfondire
– Schede progetti 2020 (qui scaricabili)

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