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Le Agenzie ed il lavoro a distanza

Una lezione imparata un po’ a forza, con soluzioni approntate nel giro di poco tempo sulla spinta della nascente emergenza sanitaria. La transizione di Snpa al lavoro agile (o smart working) è avvenuta a tappe forzate, con alcune Agenzie che hanno aperto il percorso al resto del Sistema. In qualche giorno la maggior parte degli uffici pubblici delle Arpa, Appa e Ispra si è andata vuotando di persone, ma non di funzionalità; con la sola eccezione delle attività essenziali che richiedono una presenza obbligatoria, come alcuni presidi sul territorio, qualche dirigente indispensabile in sede, i tecnici di laboratorio impegnati su strumenti e processi non gestibili da remoto. Una percentuale decisamente minoritaria. Tutto il resto del mondo Snpa ha preso dimestichezza con i più disparati strumenti di videoconferenza, le connessioni Vpn e la possibilità di organizzarsi autonomamente il proprio lavoro. Un percorso avviato alcuni anni orsono, con l’avvento della firma digitale e del protocollo informatizzato, e finalizzato in tempi insospettabili. 

Senza considerare l’impatto sull’ambiente (che comunque per un sistema come il nostro dovrebbe avere un qual certo peso specifico), oltre allo svolgimento di tutte quelle attività che l’attuale livello tecnologico e di interconnessione permette di svolgere da qualsiasi parte del pianeta sia dotato di accesso alla rete, lo smart working permette di approfondire quanto la solita routine di ufficio ostacola: stesura di relazioni con la cura dei dettagli che solo la giusta concentrazione permette di avere, recupero e smaltimento di mail e altri arretrati, formazione e approfondimenti tecnico-normativi, aggiornamento delle pagine dei siti istituzionali, di procedure e archivi digitali. Con qualche settore più favorito rispetto ad altri.

La comunicazione, un’attività essenziale che ben si presta al lavoro agile

Un esempio? Quello della comunicazione, attività essenziale, che ben si presta ai livelli di flessibilità previsti dal lavoro agile. 

Connessione internet, computer, telefono da utilizzare nel momento del bisogno: il passaggio al lavoro agile, per i comunicatori, non è stato un salto nel buio. Quasi una semplice estensione di quanto già avviene durante l’anno. È (anche) questo il motivo per cui, durante l’emergenza sanitaria più impattante del nuovo millennio, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente sta continuando a comunicare con il resto del mondo attraverso tutti gli strumenti di cui dispone: siti internet e intranet costantemente aggiornati così come le pagine dei diversi social network, comunicati e rassegne stampa, interviste, notizie, bollettini, risultati di monitoraggi più o meno automatici e analisi di laboratorio, risposte ai cittadini da parte degli uffici relazioni con il pubblico. 

D’altra parte, da ormai più di tre anni i comunicatori che compongono la redazione di AmbienteInforma, il notiziario bisettimanale del SNPA, giunto ormai al suo numero 290, con quasi 4.500 articoli pubblicati, si riuniscono tutte le settimane in videoconferenza, e quindi l’unica novità è che accedono alle riunioni dalle loro abitazioni invece che dagli uffici, ma l’attività ed il lavoro non cambia.

Soprattutto in emergenza, la comunicazione è un’attività che, con la sola eccezione di qualche componente “analogica”, connessa alla stampa e alla distribuzione di informazioni ad alcuni affezionati consumatori di notizie, può essere garantita anche da remoto. Non fa perdere tempo, ma valorizza e aiuta a qualificare il lavoro che si continua a fare in mezzo a tutte le difficoltà di questi giorni. 

La (quasi) totalità della rete dei comunicatori Snpa è in smart working, senza soluzione di continuità nel servizio di promozione delle attività degli altri tecnici Snpa: l’esperimento è superato. Il lavoro agile, una opzione in più.

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