Ecoreati i dati Snpa nel rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente

I dati presentati da Alessandro Bratti, relativi al biennio 2017-2018: oltre 3mila prescrizioni, 8 milioni e 600mila euro riscossi, più di 2mila asseverazioni per altri enti, 218 notizie di ecoreati, 240 istruttorie di danno ambientale.

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Anche quest’anno nel consueto rapporto di Legambiente “Ecomafia 2019” trovano spazio i dati forniti dal Snpa sull’attività di controllo ambientale – attraverso circa 100.000 ispezioni e sopralluoghi ogni anno – svolto quotidianamente da Ispra e dalle Arpa, in particolare con l’applicazione della legge 68/2015, che ha introdotto nell’Ordinamento i cosiddetti “ecoreati“.

La Legge n. 68/2015 ha introdotto rilevanti novità in materia di tutela penale dell’ambiente:  tra queste la possibilità di estinzione dei reati contravvenzionali riconducibli al c.d. Testo unico ambientale – che non comportino danno o pericolo concreto e attuale di danno – tramite adeguamento da parte del trasgressore alle prescrizioni impartite dal personale di vigilanza con la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria ed asseverate tecnicamente dall’ente specializzato competente nella materia. (Il SNPA – al fine di promuovere una omogenea applicazione della legge da parte degli enti appartenenti al Sistema e monitorarne l’applicazione – ha costituito un apposito un gruppo di lavoro).

Dai dati raccolti da Legambiente, le infrazioni alla normativa ambientale accertate nell’intero 2018 sono state 28.137, più di 77 al giorno; 35.104 le persone denunciate e 252 quelle arrestate, mentre il numero dei sequestri ha superato quota 10.000.

I numeri del rapporto Ecomafia 2019

Alessandro Bratti, direttore generale di Ispra, è intervenuto alla presentazione del rapporto, illustrando questi numeri.

Per quanto riguarda l’applicazione della procedura estintiva dei reati, attraverso l’istituto delle “prescrizioni” il Sistema nel biennio 2017-2018 ne ha emesse 3.139 con un incremento notevole rispetto al biennio precedente (2015-2016), di prima applicazione della legge, nel quale erano state 1.874. Fra l’altro, va evidenziato, che si tratta del risultato dell’attività di solamente il 76% degli enti che compongono il Snpa, in quanto il restante 24% non ha personale con funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG), gli unici abilitati ad emettere prescrizioni ai sensi della L.68/2015.

ecoreati

A fronte di queste prescrizioni sono state riscossi dal Sistema circa 8 milioni e 600mila euro nel biennio 2017-2018 (erano stati 4 milioni nel 2015-2016). Sul punto, ricordiamo, è ancora aperta la questione della destinazione di questi fondi, che il legislatore non ha ancora definito, e che – naturalmente – sarebbe auspicabile che potessero contribuire al finanziamento del Snpa. (sul punto vedi la recente presa di posizione di AssoArpa)

Un altro istituto introdotto dalla legge 68/2015 è quello delle “asseverazioni“, da parte di un soggetto tecnico delle prescrizioni, che gli enti del Snpa effettuano anche per conto di altri soggetti di polizia giudiziaria esterni; nel biennio 2017-2019 sono state 2.149, mentre le comunicazioni di notizia di reato (riferite però solamente alle fattispecie – più rilevanti – introdotte dalla L.68/2015 e non quelle già previste dal Testo unico delle leggi ambientali L.152/2009) sono state nello stesso periodo 218.

Con la legge istitutiva del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, l’azione di risarcimento del “danno ambientale”, condotta dal Ministero dell’Ambiente, si avvale delle istruttorie tecniche che comportano lo scambio di dati/informazioni all’interno dell’Snpa, l’effettuazione di sopralluoghi e rilievi in situ, la collaborazione con altri enti/autorità pubbliche. Nel biennio 2017-2018 le istruttorie di questo tipo sono state 240.

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