Veneto: censimento dei rifiuti spiaggiati e ricerca delle microplastiche in mare

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L’ attuazione della Marine Strategy da parte di Arpa Veneto, con le nuove tipologie di indagine. Il censimento dei rifiuti spiaggiati interessa spiagge rappresentative di area urbanizzata (Chioggia-Sottomarina), area portuale (Cavallino Treporti), area remota (Caorle-Brussa) e area fluviale (Porto Tolle-Barricata).

In attuazione della direttiva 2008/56/CE “Marine Strategy”, Arpa Veneto ha ampliato le attività svolte in precedenza estendendo l’area operativa fino a 12 miglia nautiche dalla costa e avviando nuove tipologie di indagine: rilevazione delle microplastiche in mare, censimento dei rifiuti spiaggiati, analisi del danno fisico dei fondali in conseguenza alle attività di pesca e rilevazione di specie aliene di plancton e benthos.

Il censimento dei rifiuti spiaggiati interessa spiagge rappresentative di area urbanizzata (Chioggia-Sottomarina), area portuale (Cavallino Treporti), area remota (Caorle-Brussa) e area fluviale (Porto Tolle-Barricata). I censimenti sono effettuati prima dell’apertura e alla fine della stagione balneare; in entrambe le rilevazioni in generale emerge che il 60-90% dei rifiuti censiti sono rappresentati da plastiche e, tra queste, circa il 45% è costituito da cannucce, bicchieri, contenitori per alimenti, tappi, bottiglie, etc., e circa il 20% da frammenti vari di plastica rientranti nella categoria “altri oggetti di plastica”. Le diverse “aree” presentano anche caratteristiche tipiche, ad esempio a Sottomarina uno dei rifiuti maggiormente rinvenuti sono le reti per mitili, mentre la spiaggia di Brussa, area remota, è quella con il minor numero di rifiuti.

Sempre in tema di marine litters, Arpav, con il supporto del Cnr-Ismar di Venezia, effettua la ricerca di microplastiche in mare, con frequenza semestrale, su due aree antistanti rispettivamente i litorali di Venezia e di Rosolina. Le microplastiche, raccolte con un retino chiamato “Manta” (vedi foto), sono conteggiate e identificate al microscopio in base al colore (bianche, nere, rosse, blu, verdi, trasparenti, altro colore) ed alla forma (sfera, filamento, frammento, foglio). Dalle analisi dei campioni prelevati in entrambe le aree, la parte preponderante è costituita da “frammenti bianchi e/o trasparenti” di microplastiche flottanti in superficie, derivanti da disgregazione e deterioramento di macroplastiche come sacchetti, bottiglie e altri prodotti.

Le attività di controllo proseguono anche quest’anno, come anche le campagne di informazione e sensibilizzazione verso il cittadino e tutti i fruitori del mare.

1 commento

  1. Salve, la spiaggia di un isola, Albarella, situata sul delta del Po di Levante, è invasa quotidianamente da retine di plastica bianche, che come ho letto in questo sito per la raccolta dei mitili. La settimana scorsa ne abbiamo raccolte insieme ad altri villeggianti, centinaia di queste pericolose reti sulla battigia. Faccio presente che le stesse in grandissima quantità che ho notate ache sulla spiaggia di Sottomarina di Chioggia in giugno. Chiedo se si può fare qualcosa per evitare questa ivasione, o se si debba lasciare tutto così perchè l’economia deve girare……
    Ricordo che 15 giorni fa ad Albarella è stata rinvenuta in spiaggia una tartaruga adulta caretta-caretta morta, forse per causa di queste plastiche ovunque presenti…..

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