Il ministro Costa alla Conferenza delle Parti sulla desertificazione

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Il 9 settembre, è arrivato a New Delhi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa per partecipare al Segmento di Alto Livello con cui ha preso l’avvio la seconda settimana della quattordicesima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione UNCCD COP 14.

Alla Sessione inaugurale è intervenuto Narendra Modi, Primo Ministro dell’India che ha caldamente sostenuto le attività della Convenzione e ha incoraggiato tutti a investire nel recupero dei terreni degradati, sottolineando come questi investimenti possono poi contribuire favorevolmente al benessere sociale ed economico di coloro che vivono dei proventi della terra, rendendo vincente un approccio olistico che è proprio dell’Agenda 2030. La UNCCD è uno strumento potente per realizzare azioni che migliorino le condizioni degli ecosistemi e le condizioni di vita delle popolazioni, imprescindibilmente legati.

Sono intervenuti anche Prakash Javedkar, Presidente della COP 14 e Ministro dell’Ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici della Repubblica dell’India, Ibrahim Thiaw, segretario esecutivo della UNCCD, Amina J. Mohammed, Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite e Ralph Gonsalves, Primo Ministro di Saint Vincent e Grenadine.

Il ministro Costa ha partecipato alla Tavola Rotonda su “Incoraggiare un movimento globale per il ripristino degli eco-sistemi”, presieduta dal Ministro dell’Ambiente del Burkina Faso e con la partecipazione sia di Ministri in rappresentanza della Cina e di svariati paesi africani, sia della Direttrice Esecutiva di UNEP Inger Andersen, della Segretaria Esecutiva della Convenzione della Biodiversità Cristiana Pasca Palmer, della Presidente di IPBES Ana María Hernández Salgar

In tale occasione ha dichiarato: “Nella storia dell’umanità i muri sono legati ad una immagine negativa di divisione e separazione. Non è questo invece il caso del piano visionario, che l’Italia intende appoggiarte, della ‘grande muraglia verde’, un’opera unica composta da tanti progetti con l’obiettivo di fermare la desertificazione e riportare alla vita terre e territori. Le siccità persistenti, la mancanza di cibo, i conflitti per la  scarsità di risorse portano a flussi migratori sempre maggiori e nessun muro di cemento potrà contenerli”.

L’obiettivo è quello di portare linfa ai luoghi maggiormente colpiti dalla desertificazione: penso alla fascia del Sahel in Africa, uno dei luoghi più poveri del pianeta e più drammaticamente colpiti dai cambiamenti climatici. Per affrontare la crisi climatica abbiamo bisogno che tutti i Paesi facciano la loro parte. Noi, come Paese Italia a nostra volta colpiti in alcune regioni dalla desertificazione, mettiamo a disposizione progettualità e tecnologie made in Italy, per sviluppare interventi per il recupero di 20.000 ettari di aree nel Sahel degradate – spiega il ministro – Queste terre potranno così tornare fertili e coltivabili dando la possibilità a 300.000 persone di beneficiare di nuove fonti di reddito, e quindi offrendo loro un’alternativa, affinché non siano più obbligate ad abbandonare i loro territori”.

Il ministro Costa ha svolto svariati incontri bilaterali con ministri di altri paesi e ha partecipato anche a diversi altri eventi: insieme a Amina Mohammed e Josefa Sacko, Commissaria dell’Unione Africana per l’Economia rurale e l’agricoltura e a ministri e alti dirigenti, ha discusso del progetto per la realizzazione di una grande muraglia verde in Africa, esprimendo favore ed interesse per un’opera definita visionaria. Piantando milioni di alberi lungo la fascia del Sahel si può contribuire notevolmente ad arrestare i fenomeni di desertificazione che in quei paesi minacciano la sopravvivenza stessa di milioni di persone. Nello stesso tempo, occorre creare occasioni di lavoro.

Ha colto l’occasione per annunciare che l’Italia ha lanciato il progetto Creating lands of opportunity: Transforming Livelihoods through Landscape Restoration in the Sahel,  svolto con il supporto del Global Mechanism della UNCCD e che verrà attuato in tre anni in Burkina Faso, Niger e Ghana. Si stima che si potranno recuperare almeno 20.000 ettari di aree degradate e che porterà benefici diretti e fonti di reddito per circa 300.000 persone, con una particolare attenzione a giovani e donne, aiutando così tantissime persone a non doversi spostare per trovare occasioni di benessere

Nell’intervento in Plenaria (vedi video) il Ministro Costa ha detto: “Serve un’ecologia dell’economia, che sia per le persone e non sulle persone.
È questo il nocciolo della questione: la riscoperta della persona e dei suoi bisogni come valore prioritario, a dispetto del concetto di individuo senza volto che il razionalismo esasperato ha posto come oggetto di riferimento.

Questa ricerca di senso, questa accentuata sensibilità per la dimensione ambientale è particolarmente presente nelle fasce giovanili di tutto il mondo. Di Greta Thurbberg non ve ne è una sola, ma moltissime, nelle nostre famiglie, nelle scuole, nelle università. È a questi giovani, alla loro richiesta di intervenire e di contare che dobbiamo guardare. Ecco perché, nel nostro impegno, istituzionale e consentitemi anche personale, abbiamo posto i giovani in una posizione privilegiata. L’Italia sostiene concretamente la coalizione Mobilitazione e Giovani nel quadro del prossimo Summit sul Clima e sono contento che i giovani di tutto il mondo potranno partecioare al summit sul clima a New York. L’Italia, candidata con il Regno Unito ad organizzare la Cop 26 sul cambiamento climatico, ospiterà poi in questo contesto, per la prima volta, un grande evento dei giovani, affinché le istanze dei ragazzi e delle ragazze dei nostri Paesi, le loro preoccupazioni e le loro critiche siano veicolate verso la Cop e ci accompagnano nel prendere le decisioni migliori pensando al futuro.”

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