Rutenio in FVG: disponibili ulteriori risultati

Non si sa ancora nulla di certo riguardo all’origine della presenza di rutenio in aria avvenuta nei primi giorni dell’ottobre scorso. Le attività del Centro Regionale di Radioprotezione (CRR) di Arpa FVG sono proseguite  e ora sono disponibili i risultati delle misure effettuate sui filtri delle centraline della qualità dell’aria in alcune località della regione (Ugovizza, Gorizia, Udine, Porcia, come riportato in figura). Il risultato dell’analisi di tutte le misure effettuate dal CRR avvalora l’ipotesi che l’origine della contaminazione provenga dalla direzione Est  Nord-Est.

Dopo aver misurato la concentrazione di Rutenio 106 in aria sul particolato totale sospeso raccolto su filtro, presso la stazione di monitoraggio della radioattività di Udine di Arpa FVG – CRR, sono state effettuate misure anche sui filtri che vengono raccolti per la determinazione del PM10, situati presso le centraline per la qualità dell’aria di Udine, Gorizia, Ugovizza e Porcia.

I risultati sono del tutto analoghi a quelli ottenuti per Udine CRR e confermano che dal fine settimana del 6-8 ottobre l’aria del Friuli Venezia Giulia è priva della presenza di Rutenio.

Nella figura è riportato l’andamento temporale della concentrazione in aria di Rutenio 106 nelle suddette località.

Osservando nel dettaglio i grafici si vede che Ugovizza (Malborghetto Valbruna) è stata la prima località interessata dall’arrivo dell’aria contaminata in quanto già il giorno 30 settembre 2017 è stato possibile misurare una concentrazione media di circa 10 mBq/m3.
La stazione di Porcia è stata l’ultima a essere investita dalla contaminazione.
Inoltre i valori misurati a Gorizia sono leggermente superiori a quelli misurati nelle altre località.
Queste osservazioni avvalorano l’ipotesi che l’origine della contaminazione provenga dalla direzione Est Nord-Est.

E’ stato possibile, inoltre, rilevare l’avvenuta ricaduta del radionuclide sul territorio regionale sia misurando direttamente la deposizione al suolo del mese di ottobre, sia, in maniera indiretta, attraverso la misura di ceneri provenienti dalla combustione di legname locale che era stato esposto alla ricaduta stessa. I valori misurati, in entrambi i casi, non sono in alcun caso significativi dal punto di vista sanitario e ambientale. Per quanto riguarda il processo di combustione del legno, esso produce una concentrazione di taluni radionuclidi, tra i quali anche il Rutenio 106. Per questo motivo concentrazioni non misurabili nel legno, diventano invece rilevabili nelle ceneri di combustione.

Sulla base dei risultati sinora ottenuti e considerato il tempo di dimezzamento del Rutenio 106 (circa 1 anno), il CRR sta analizzando, presso il proprio laboratorio, alcune matrici alimentari provenienti da paesi in cui si presume la ricaduta sia stata più elevata, quali Federazione Russa, Georgia, Turchia, ecc.. In particolare sono stati misurati campioni di funghi e nocciole provenienti dai paesi citati (5 campioni di funghi dalla Federazione Russa e 3 campioni di nocciole di cui  2 provenienti dalla Georgia e 1 dalla Turchia). La concentrazione di Rutenio 106 nei campioni misurati è sempre risultata al di sotto dell’attività minima rilevabile.

Ulteriori approfondimenti sulla presenza di Rutenio 106 saranno effettuati  anche nei prossimi mesi. Infatti benché le quantità rilevate siano sempre state molto modeste e non abbiano rappresentato pericolo alcuno per la popolazione, un attento studio della diffusione nell’ambiente di una così piccola quantità di radioattività potrà fornire risultati  molto interessanti dal punto di vista scientifico.

 

Per ulteriori approfondimenti visita il sito di Arpa FVG

Un pensiero su “Rutenio in FVG: disponibili ulteriori risultati

  1. L’origine non sarà certa, ma ci sono pesanti indizi sull’impianto nucleare di Majak in Russia:
    http://www.emergenza24.org/radionuclidi-rutenio-ru-106-europa-2017/
    Notare le interessanti valutazioni sulla (scarsa!) competenza dei media nostrani: “La maggior parte si basa sulla traduzione, non citata, dell’articolo del Mirror dal quale vengono ricopiate pedissequamente gli stessi errori di traduzione e e gli stessi numeri sbagliati…”

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