Pollini e cambiamenti climatici: dal Seminario di ARPA Marche un futuro multisettoriale e interdisciplinare

Grande successo per il Seminario organizzato da ARPA Marche. Dai tanti esperti l'indicazione della necessità di un percorso sinergico comune.

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Gli esperti al seminario sui pollini

Si è svolto lo scorso 9 aprile il Seminario Nazionale “Pollini e cambiamenti climatici: scenari e prospettive”, organizzato da ARPA Marche in collaborazione con SNPA, Comune di Ascoli Piceno, Università Politecnica delle Marche e Università di Camerino.

L’evento ha rappresentato un momento di sicuro interesse, aggregando protagonisti nel segno della multidisciplinarietà –  dagli enti scientifici che operano nel settore ambientale,  a quelli sanitari, fino alla ricerca universitaria –  per offrire una visione a tutto tondo del mondo della scienza aerobiologica e delle sue applicazioni in termini di questione ambientale, tutela della salute, qualità dell’aria e cambiamenti climatici.

Il filo conduttore del Seminario, che ha attraversato i temi della tre sessioni previste e coordinate rispettivamente dal Direttore di ARPA Marche Giancarlo Marchetti, dal Presidente di AssoArpa e Direttore di ARPAE Giuseppe Bortone e dal Presidente Onorario AAIITO Floriano Bonifazi, va infatti ricercato nella riconosciuta necessità di una efficace sinergia tra diverse professionalità, laddove lo studio dei pollini aerodispersi ha consentito, negli anni, di costruire un bagaglio informativo sempre più completo con riguardo ai cambiamenti climatici, alle fitopatologie in campo agronomico, alla biodiversità e al monitoraggio della presenza di nuove specie aliene, ai mutevoli eventi che hanno alterato i ritmi degli ecosistemi.

Come ha infatti ricordato il Presidente ISPRA/SNPA Stefano Laporta nel suo saluto iniziale, l’ormai acclarato aumento dei casi di allergia, significativamente accertato anche nei centri urbani, rende ormai urgente approfondire in un quadro sinergico multisettoriale e interdisciplinare i collegamenti tra esposizione ai pollini e inquinamento atmosferico, con un “lavoro di squadra” che la Sottosegretaria di Stato alla Transizione ecologica On. Vannia Gava, inaugurando i lavori, ha sostenuto essere strategico per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità a breve e lungo termine.

E attorno a questo polo si sono susseguiti gli interventi della giornata di studio, ad iniziare dall’interessante ripercorrere la storia delle mutazioni climatiche nel XXI secolo e del suo critico evolversi da climate change a climate crisis proposto da Sandro Fuzzi (CNR) e dal focus sull’ambiente mediterraneo relativo all’impatto dei cambiamenti climatici nei processi fenologici delle comunità vegetali esplorato da Andrea Catorci dell’Università di Camerino.

La sessione dedicata alle conoscenze e al rilevamento delle specie polliniche in Italia e nella regione Marche si è aperta con la interessante esperienza della Rete Nazionale POLLnet come espressione di rete integrata del SNPA per l’informazione aerobiologica in Italia con le relazioni di Alessandro Di Menno di Bucchianico (ISPRA) e Pierluigi Verardo (ARPA FVG), passando poi ad uno sguardo alle analoghe reti europee (Giuseppe Frenguelli, Università di Perugia), affrontando il punto di vista dell’arboricoltura e dell’evoluzione della coltivazione di Olea europeae L. (Davide Neri, Università Politecnica della Marche), per arrivare al segmento più puntualmente dedicato agli impatti dovuti ai cambiamenti climatici, con approfondimenti sui trend temporali delle stagioni polliniche (Elena Gottardini, Istituto San Michele all’Adige), sulle specie polliniche aliene emergenti (Olga Moretti, ARPA Umbria) e sui dati riferiti alla correlazione fra trend pollinici e variabili climatiche nel territorio marchigiano illustrati da Nadia Trobiani di ARPA Marche e Danilo Tognetti dell’Agenzia Servizi al Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM).

Quanto il monitoraggio aerobiologico diventi parte integrante del tema “qualità dell’aria”, è emerso dai lavori presentati, è testimoniato da come il suo quantificare la variazione dello spettro delle specie vegetali nel tempo, grazie ai trend di dati forniti dalle stazioni di monitoraggio, possa costituire una base conoscitiva degli ecosistemi che mutano  in funzione dei cambiamenti  climatici, non più semplice e distante questione di temperature o quota media della neve e dei ghiacciai, ma tangibile deriva di un intero ecosistema. 

La sessione pomeridiana è stata tutta dedicata al tema della salute e delle malattie respiratorie da pollini e spore fungine, nella considerazione che il monitoraggio pollinico, sin dalla nascita dell’allergologia, rappresenta una strumento essenziale per la diagnostica e lo studio delle pollinosi.

Sollecitazioni più che interessanti sono emerse indagando i temi della gestione delle piante allergeniche in ambienti urbani, dove stanno esponenzialmente crescendo i casi di allergia (Alessandro Travaglini, Università Tor Vergata),  degli allergeni emergenti (Maria Chiara Braschi, Ospedali Riuniti di Ancona) e della nuova frontiera della “allergologia di precisione”, sostenuta dalla diagnostica molecolare (Corrado Micucci, Ospedale di Jesi) e dalla immunoterapia specifica in allergologia tramite e-mobile Health (Salvatore Tripodi, ASL Roma).

Non è mancato, infine, il riconoscimento dell’importanza della qualità del dato e quindi della formazione e aggiornamento anche con ring test tra gli operatori per garantire risultati sempre più affidabili e omogenei, così come quella del dialogo tra chi produce i dati dei monitoraggi ed i loro utilizzatori, così da fornire indicazioni il più rispondenti possibile alle istanze della popolazione. 

Se gli “scenari” richiamati nel titolo del seminario sono stati così mirabilmente esplorati da tutti gli illustri relatori che lo hanno animato, non sono mancate nemmeno le “prospettive” aperte dai lavori delle tre sessioni presentate.  L’appassionato intervento di Laura Mancini (Istituto Superiore di Sanità) che ha chiuso i lavori della giornata ha infatti proposto, a seguito degli stimoli emersi, la stesura di una sorta di “Carta del 9 Aprile” per lo sviluppo di conoscenza e promozione di azioni di prevenzione che contenga 10 punti per programmare il benessere, a partire dal consolidamento e sviluppo della Rete fino al tema della capillarità dell’informazione.

Una proposta che il Direttore di ARPA Marche Giancarlo Marchetti, riallacciandosi ai temi della ricerca, dell’approfondimento delle conoscenze e del “fare rete” che hanno costituito il saluto conclusivo del Presidente della III Commissione Consiliare della Regione Marche Andrea Maria Antonini, non ha esitato ad accogliere.

Presto disponibili alla pagina “Eventi” del sito di ARPA Marche i video e le relazioni presentate al Seminario.


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