Senza natura non c’è vita: quanto la stiamo conservando?

Nel mondo compiuti notevoli progressi verso il raggiungimento di molti obiettivi della strategia globale per la conservazione delle piante, ma la natura in Europa è ancora in grave e continuo declino

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Il funzionamento del pianeta e la nostra sopravvivenza dipendono dalle specie vegetali. La strategia globale per la conservazione delle piante mira ad arrestare la perdita di diversità vegetale, a contribuire alla riduzione della povertà e allo sviluppo sostenibile e a promuovere la condivisione dei benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche delle piante. Un nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente “State of nature in the EU” fa il punto sulla situazione in Europa.

A livello mondiale, i paesi hanno compiuto notevoli progressi verso il raggiungimento di molti degli obiettivi previsti dalla strategia, anche se è ancora lontano il raggiungimento di tutti e 16 gli obiettivi previsto per il 2020. I progressi fatti riguardano soprattutto nuove iniziative sviluppate specificamente per affrontare gli obiettivi della strategia, come

I progressi verso i 16 obiettivi sono stati variabili, anche tra paesi. Gli obiettivi 7 (conservazione in situ), 10 (specie invasive) e 12 (uso sostenibile) sono quelli che hanno visto meno miglioramenti.

Strumenti preziosi per misurare i progressi verso l’obiettivo 12 provengono da un’altra iniziativa importante, ovvero il lancio dello standard FairWild, utilizzato da un numero crescente di aziende per attestare che i prodotti che utilizzano le piante spontanee e altri materiali selvatici sono stati realizzati nel pieno rispetto della natura e delle popolazioni che vivono in quel territorio.

I programmi di educazione e sensibilizzazione in tema di piante stanno raggiungendo un numero sempre maggiore di persone, soprattutto attraverso la crescente partecipazione del pubblico a programmi di citizen science e attraverso l’uso dei social media, contribuendo così al raggiungimento del Goal 1.

Molti dei paesi più ricchi di biodiversità del mondo (tra cui Cina, Messico e Sud Africa) hanno sviluppato strategie nazionali di conservazione delle piante in risposta alla strategia, per promuovere la conservazione delle piante e riunire le parti interessate. Complessivamente, questi paesi ospitano entro i loro confini oltre il 50% delle specie vegetali del mondo e, nel caso del Messico e della Cina, sono stati fissati obiettivi che si estendono oltre il 2020.

Ma in Europa, come siamo messi? Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente la natura dell’Europa è in grave e continuo declino e l’agricoltura e la silvicoltura non sostenibili, l’espansione urbana incontrollata e l’inquinamento sarebbero le principali pressioni da incolpare per un drastico calo della biodiversità, che minaccia la sopravvivenza di migliaia di specie animali e habitat.

Inoltre, le direttive sulla natura dell’Unione europea e altre leggi ambientali mancano ancora di attuazione da parte degli Stati membri.

Secondo l’Agenzia europea la maggior parte delle specie protette avranno un futuro incerto, a meno che non si faccia di più con urgenza per invertire la situazione.

Ci sono però anche sviluppi positivi negli sforzi di conservazione: sia il numero che l’area dei siti protetti nell’ambito della rete Natura 2000 sono aumentati negli ultimi 6 anni e l’UE ha raggiunto gli obiettivi globali con circa il 18% della sua superficie terrestre e quasi il 10% dell’area marina protetta.

Tuttavia, il progresso complessivo non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi della strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020. La maggior parte degli habitat e delle specie protette presenta uno stato di conservazione scadente o negativo e molti di loro continuano a diminuire. 

“La nostra valutazione mostra che la salvaguardia della salute e della resilienza della natura europea e del benessere delle persone richiede cambiamenti fondamentali nel modo in cui produciamo e consumiamo cibo, gestiamo e utilizziamo le foreste e costruiamo città. Questi sforzi devono essere associati a una migliore attuazione e applicazione delle politiche di conservazione, un focus sul ripristino della natura, nonché un’azione per il clima sempre più ambiziosa, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia “, ha affermato Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell’EEA.

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La strategia globale per la conservazione delle piante (GSPC) è stata originariamente adottata dalla Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) nel 2002. Gli obiettivi sono stati poi aggiornati nel 2010, in vista del 2020, includendo la strategia nel più ampio quadro del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020. Il cuore della strategia sono 5 goal, espressi in un totale di 16 obiettivi:

Goal 1: Comprendere e documentare la diversità delle piante (1 Creare un elenco ampiamente accessibile delle specie di piante conosciute, come primo passo verso una conoscenza completa della flora mondiale, 2 Valutare preliminarmente lo stato di conservazione di tutte le specie vegetali conosciute, a livello nazionale, regionale e internazionale, 3 Sviluppare modelli con protocolli per la conservazione delle piante e l’uso sostenibile, basati sulla ricerca e sull’esperienza pratica)

Goal 2: Conservare la diversità vegetale (4 Tutelare effettivamente almeno il 15% di ciascuna delle regioni ecologiche mondiali, 5 Assicurare la protezione del 75% delle aree più importanti per la diversità vegetale (Important Plant Areas) per conservare piante e loro diversità genetica, 6 Gestire almeno il 75% delle terre produttive in modo compatibile con la conservazione della diversità vegetale, 7 Conservare almeno il 75% delle specie vegetali minacciate in tutto il mondo in situ, 8 Rendere accessibile almeno il 75% delle specie vegetali minacciate in collezioni ex situ, preferibilmente nel paese di origine e 20% di queste incluso in programmi di recupero e ripristino, 9 Conservare il 70% della diversità genetica delle colture e delle altre specie vegetali di principale valore socioeconomico mantenendo gli usi e la conoscenza locale tradizionale, 10 Predisporre piani di gestione per principali specie aliene che minacciano le piante, le comunità vegetali, gli habitat e gli ecosistemi associati)

Goal 3: Utilizzare in modo sostenibile ed equo la diversità vegetale (11 Nessuna specie di flora selvatica deve essere minacciata di estinzione dal commercio internazionale, 12 Tutti i prodotti a base di piante selvatiche deve essere ottenuto in modo sostenibile, 13 Arrestare il declino delle risorse vegetali e delle relative conoscenze, innovazioni e pratiche indigene e locali che supportano mezzi di sostentamento sostenibile e garantiscono la sicurezza alimentare locale e l’assistenza sanitaria)

Goal 4: Promuovere l’educazione e la sensibilizzazione sulla diversità vegetale (14 Inserire in programmi di comunicazione, di educazione e di sensibilizzazione del pubblico l’importanza della diversità vegetale e la necessità della sua conservazione)

Goal 5: Costruire le competenze per la conservazione della diversità vegetale (15 Incrementare il numero di persone formate che lavorano con strutture adeguate in materia di conservazione delle specie vegetali, secondo le esigenze nazionali, per conseguire gli obiettivi della strategia, 16 Istituire o rafforzare reti a livello nazionale, regionale e internazionale impegnate in attività di conservazione delle specie vegetali)

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