L’inquinamento da rifiuti marini in plastica è una preoccupazione globale

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Il brutto nel bello
Il brutto nel bello - Puglia - Rifiuti - foto di Marco La Torre

La plastica rappresenta circa l’80% dei rifiuti marini e deriva dalle attività umane sia terrestri che marine. La lotta ai rifiuti marini richiede la conoscenza delle fonti, dei percorsi, e degli impatti; richiede programmi di monitoraggio e valutazione armonizzati a livello mondiale per guidare le misure e valutarne l’efficacia.

Lo afferma l’UNEP, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente, in un suo documento.

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Secondo questa agenzia internazionale, le stime della plastica che finisce nell’oceano attraverso i fiumi sono nell’ordine di diversi milioni di tonnellate ogni anno. 

L’inquinamento dell’ambiente marino causato dai rifiuti di plastica è una questione complessa e impegnativa (vedi immagine).

La plastica comprende un’ampia varietà di polimeri sintetici con diverse composizioni e proprietà che ne influenzano la distribuzione e il destino, nonché gli effetti sull’ambiente. I rifiuti marini possono variare in dimensioni dagli scafi delle barche oceaniche di molti metri di lunghezza a micro e nanoplastiche, particelle più piccole di 5 mm e possono essere diffusi e distribuiti a livello globale in diversi ambienti marini.

La conoscenza esistente delle quantità di rifiuti marini nell’oceano si basa su metodi e indicatori di campionamento variabili, così come ambienti diversi ed è limitato solo ad alcune regioni del mondo. Ciò ostacola la comparabilità dei dati e limita la piena comprensione degli impatti globali e dell’efficacia sia della risposta politica ai rifiuti marini sia delle politiche esistenti sui rifiuti marini, sottolineando così la necessità di metodi e approcci armonizzati per il monitoraggio e la valutazione dei rifiuti marini.

Il monitoraggio dell’ambiente marino per la presenza di rifiuti di plastica è essenziale per determinare le fonti, le destinazioni, l’estensione, le tendenze e i possibili impatti dei rifiuti marini; fornisce inoltre informazioni sulle possibili misure di mitigazione e che possono essere utilizzate per valutarne l’efficacia.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), supportato dalla Commissione oceanografica intergovernativa dell’UNESCO e da altre agenzie delle Nazioni Unite (IMO, FAO, UNIDO, WMO, IAEA, UN, UNDP), sta coordinando gli sforzi per promuovere un approccio armonizzato, coerente e standardizzato nella progettazione di programmi di campionamento per il monitoraggio e la valutazione dei rifiuti marini, compresa la selezione di indicatori appropriati (ad esempio metodi di campionamento, protocolli, unità di valutazione).

Le organizzazioni dell’UNEP e del CIO / UNESCO hanno il compito di supportare i paesi nell’implementazione di metodi e procedure rispetto all’obiettivo 14.1: “Entro il 2025, prevenire e ridurre significativamente l’inquinamento marino di ogni tipo, in particolare dalle attività terrestri, inclusi i rifiuti marini e inquinamento da nutrienti ‘nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sostenibile 14 (Vita sott’acqua) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.”

Per affrontare la mancanza di una metodologia concordata a livello internazionale per la segnalazione della distribuzione e dell’abbondanza di rifiuti marini in plastica e microplastiche negli ambienti marini, il Joint Group of Experts on the Scientific Aspects of Marine Environmental Protection (GESAMP) ha pubblicato, nel 2019, il rapporto “Linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei rifiuti di plastica e delle microplastiche nell’oceano ”.

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Il rapporto GESAMP ha lo scopo di integrare e armonizzare i programmi di monitoraggio e valutazione stabiliti, come quelli sviluppati nel quadro dei mari regionali, dell’Unione europea e da diversi singoli paesi. Le linee guida includono un approccio graduale per assistere le autorità nazionali e gli enti regionali nell’elaborazione di programmi per valutare la contaminazione da plastica marina, compresa la progettazione del campionamento, la selezione degli indicatori e l’armonizzazione dei metodi (vedi tabella).

Table 1: Summary of the recommended sampling approaches for different compartment and plastic sizes, regarding their feasibility (1 more feasible, 7 less feasible; based on resource sampling and processing requirements) and common policy concerns addressed, with reference to the specific chapters in the report. This policy relevance index is the sum of the policy concerns addressed by the sampling approach. Compartments – SL: shoreline; SF: seafloor; B: biota; SS: sea surface. Sub-compartments – BE: beach; FISH: fish; INV: invertebrate; SEAB: seabed; MEG: mega-fauna. Plastic sizes – MA: macro-plastic; ME: meso-plastic; MI: micro-plastic.

Le linee guida coprono tutte le gamme di dimensioni dei rifiuti di plastica e presentano le definizioni della terminologia comune utilizzata nel monitoraggio dei rifiuti marini esistenti, che è la chiave per creare un approccio armonizzato e aumentare il potenziale di condivisione di dati e informazioni. Descrivono anche alcuni principi di base di monitoraggio e valutazione, compreso il possibile coinvolgimento di cittadini scienziati (citizen science).

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