Operativo il primo team Ispra di ‘Caschi verdi’ per l’Unesco

Sono 22 geologi, biologi, architetti, fisici, che insieme ad esperti di altre discipline interverranno nelle aree protette e nei territori italiani, con l’obiettivo di garantire salvaguardia e valorizzazione dei siti Unesco.

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Lo ha negoziato personalmente a Parigi con la direttrice dell’Unesco Audrey Azoulay e oggi la proposta del ministro dell’ambiente Sergio Costa è diventata legge nel Decreto Clima e oggi operativa con la firma a Roma del protocollo d’intesa. Nasce per la prima volta al mondo una task force di esperti ambientali di varie discipline pronti a vigilare e tutelare i siti riconosciuti patrimonio dell’umanità in Italia. Tutti esperti Ispra i primi 22 firmatari, ma la collaborazione si estenderà anche al Cnr, alle università e al Cufa, il Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri.

“Ho fortemente voluto l’inserimento all’interno del Decreto Clima, che così entra finalmente nel vivo, della figura dei Caschi verdi per l’Ambiente – ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa – consapevole della necessità dei nostri siti di avere più tutele, e di valorizzare maggiormente il nostro patrimonio naturale. A questo programma sperimentale sono destinati 2 milioni di euro per ciascuno degli anni, dal 2020 al 2022”.

Soddisfazione anche da parte di Alessandro Bratti direttore generale dell’Ispra: “Il numero così alto di adesioni volontarie ai Caschi verdi avute all’interno dell’Istituto testimonia una volontà che va oltre il semplice incarico d’ufficio. Quello che ci aspetta è un compito delicato e pieno di responsabilità, che si svolge sul territorio italiano ma oltrepassa i confini nazionali. Siamo, infatti, fermamente convinti che tutti i siti Unesco debbano essere non solo supportati ma custoditi e valorizzati”.

Non è un caso che l’iniziativa dei caschi verdi sia nata in Italia, uno dei paesi dove è presente un numero significativo, a livello mondiale, di siti ed elementi riconosciuti dall’Unesco, ricadenti anche in aree protette, terrestri e marine. Le attività dei cosiddetti caschi verdi partiranno a breve nelle aree che afferiscono a sette soggetti gestori: quattro sono le cosiddette ‘Riserve MAB’ dal nome nel programma Unesco per tutela uomo e biosfera, due patrimoni mondiali e un geoparco.

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