Presentato a Torino il rendiconto nivometrico 2018-2019

Si è tenuta a Torino una conferenza per riflettere sull'interazione tra innevamento e cambiamenti climatici in montagna. Quali adattamenti e strategie, naturali e antropiche, sono in atto e occorre affrontare?

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A ridosso dell’apertura della nuova stagione invernale si è tenuta a Torino la conferenza Il Rendiconto nivometrico della stagione invernale 2018-19, adattamenti e strategie naturali e antropiche ai cambiamenti climatici.

Ha aperto i lavori Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte, e a lui si sono susseguiti numerosi interventi. Luca Mercalli, in qualità di presidente Società Meteorologica Italiana, ha offerto una panoramica sulle recenti dinamiche dell’innevamento nell’Italia nord-occidentale. Renata Pelosini, meteorologa e climatologa di Arpa Piemonte, ha trattato degli effetti del cambiamento climatico in montagna sull’innevamento. A seguire Michele Freppaz ed Elena Quaglia, dell’Università di Torino – DISAFA – NATRISK, hanno esaminato l’influenza delle variazioni di innevamento sugli ecosistemi alpini. I nivologi Mattia Faletto e Davide Viglietti, di Arpa Piemonte, hanno descritto i contenuti del rendiconto nivometrico. Infine, due esperienze, sul tema dell’incidenza dei cambiamenti climatici sulla gestione degli impianti sciistici, sono state portate da Nicola Bosticco, vicepresidente ARPIET e Claudio Francione, direttore tecnico e direttore di esercizio Monterosa2000 SpA. Ha concluso la mattinata Massimo Manavella, Presidente AGRAP e gestore del Rifugio Selleries con un intervento sulla fruizione dei rifugi nel periodo invernale.

Il Rendiconto nivomentrico

Dal punto di vista nivologico, la stagione invernale 2018-2019 ha fatto registrare un significativo deficit (-20/-40% circa) di precipitazioni nevose pressoché in tutti i settori, ad eccezione delle zone di confine settentrionali (+10% circa) e l’estrema parte occidentale della regione (-10% circa).

Dopo un inizio di stagione invernale relativamente precoce, con nevicate significative a partire dagli ultimi giorni del mese di ottobre, i mesi centrali dell’inverno ed anche l’inizio della primavera (marzo) sono stati piuttosto scarsi di nevicate, almeno rispetto alla media storica di riferimento (1981-2010).

Dal punto di vista delle temperature l’inverno vero e proprio è stato caratterizzato da un’anomalia termica positiva di circa 1.9°C rispetto alla norma del periodo 1971-2000, risultando il quinto più caldo nella distribuzione storica, in particolare per il contributo dei mesi dicembre e febbraio. Il contributo del mese di febbraio allo scostamento positivo è stato rilevante: nella terza decade sono stati stabiliti primati di temperatura massima invernale nel 15% dei termometri della rete di Arpa Piemonte. Significativo anche il numero di episodi di foehn che in tutti i mesi, ad eccezione di novembre , è stato uguale o superiore alla media mensile.

Nella stagione invernale 2018-19 sono stati registrati 5 incidenti da valanga: i primi 2 si sono verificati a novembre, 1 a febbraio e 2 a marzo. Un incidente è stato registrato sulle Alpi Lepontine Nord, sulle Alpi Cozie Nord e sulle Cozie Sud mentre sulle Alpi Cozie Nord di confine si sono verificati 2 incidenti.

Per scaricare il rendiconto e le slide vai all’approfondimento.

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