L’ambiente vive di legalità

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Dal 15 al 20 luglio 2019 si è tenuto all’isola Polvese, presso il Centro  Cambiamenti Climatici e Biodiversità di Arpa Umbria, il Camnpus estivo “L’ambiente vive di legalità”, organizzato da Arpa Umbria, rivista micron, Libera Umbria, Legambiente Umbria e la Cooperativa Pescatori di San Feliciano.

L’obiettivo del Campus era quello di dare ai ragazzi le chiavi e gli strumenti necessari per comprendere meglio i temi della corruzione e dell’intrusione dell’economia criminale, piaghe che aggrediscono la convivenza democratica ed esigono un contrasto permanente che divenga custodia attiva, da parte delle persone, della casa comune, la Terra.

Oltre a incontri e lavori tematici sul tema dell’ecomafie e sulle inchieste giornalistiche tenute da esperti del settore, i partecipanti hanno potuto seguire i corsi di formazione organizzati da Libera Umbria. Particolare attenzione è stata data anche all’aspetto scientifico. Acqua, legalità, arte e biodiversità: sono i campi d’azione in cui cimentarsi attraverso monitoraggi, raccolta dati, sviluppo di format di comunicazione.

L’appassionato intervento di Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria

Fra gli interventi durante la settimana del Campus, quello di Antonio Pergolizzi, giornalista e scrittore che da tredici anni cura gli annuali Rapporti Ecomafia dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente.

Incontro con Antonio Pergolizzi

«I trafficanti di rifiuti si muovono dove ci stanno falle nei sistemi di controllo e nei sistemi di gestione. Sono straordinari nel trasformare i rifiuti in oro bypassando le leggi. Sono imbattibili perché non rispettano le leggi e quindi fanno concorrenza sleale alle imprese che invece si occupano di rifiuti in maniera seria. Nel campo dei rifiuti non si fanno adeguate politiche di prevenzione e quando ci si trova a ragionare di rifiuti urbani, molto spesso questi vengono visti più che come una risorsa come un costo. Ogni anno in Italia vengono prodotti circa 160 milioni di tonnellate di rifiuti, tra urbani e speciali, «Molto spesso questi rifiuti vengono lasciati a modelli di gestione obsoleti anche perché non c’è la capacità di immaginare un futuro alternativo, un futuro più sostenibile e che sia effettivamente capace di valorizzare frazioni importanti di scarti, che vengono ancora oggi mandati in discarica.» (sull’intervento di Pergolizzi vedi l’articolo su Micron “Rifiuti, corruzione, ambiente“)

Fra gli altri interventi al Campus, quello della giornalista d’inchiesta Rosy Battaglia.

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