Rifiuti urbani in Campania, aumenta la quota di organico gestita in regione

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Le direttive del Pacchetto europeo sull’economia circolare (Peec) hanno introdotto importanti novità per la filiera del recupero dei rifiuti organici, definendo specifici obiettivi di riciclaggio, ma soprattutto introducendo l’obbligatorietà dal 2023 della raccolta differenziata del rifiuto organico, lasciando allo Stato membro la facoltà di individuare misure per incoraggiare tale pratica.

A fronte di un’elevata resa di intercettazione (67,5% nel 2019 e 71,6% nel 2018), la Campania sconta carenze infrastrutturali dovute all’assenza di un’adeguata rete di impianti di recupero della frazione organica, che consentirebbero, tra l’altro, la produzione di biometano, ammendanti e fertilizzanti per il suolo. Nel 2019 vi è stato, però, un significativo incremento della gestione di tale tipologia di rifiuti in ambito regionale rispetto agli anni passati, grazie soprattutto ad iniziative di investitori privati ed alla riattivazione dell’impianto pubblico di Salerno.

La previsione della realizzazione di una rete integrata di impianti, il monitoraggio della filiera, il controllo della qualità delle raccolte sembrano quindi individuare la strada per superare le attuali difficoltà di gestione della frazione organica in Campania e puntare al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pacchetto sull’Economia Circolare. Lo spiega un articolo pubblicato di recente sul periodico Arpa Campania Ambiente, firmato dal direttore tecnico dell’Arpa Campania Claudio Marro e da tecnici della Sezione regionale del Catasto rifiuti.

(in alto un particolare dell’impianto di digestione anaerobica di Salerno)

grossoEtAl

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