Non ce l’ha fatta la foca monaca ritrovata in Puglia

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Dopo una giornata di cure mediche e osservazione, il cucciolo di foca monaca ritrovato il 27 gennaio nei pressi di Torre San Gennaro, in provincia di Brindisi, non è riuscito a sopravvivere ed è deceduto dopo 24 ore dall’avvistamento.

Nella mattina di lunedì 27 gennaio era intervenuto immediatamente sul luogo del ritrovamento un gruppo di esperti Ispra e Arpa Puglia, coadiuvato da personale specializzato della stazione zoologica di Napoli. Per consentire le cure, la zona era stata presidiata dalle autorità competenti della Guardia Costiera, dai Carabinieri Forestali e delle Forze dell’Ordine locali.

Al momento del ritrovamento l’esemplare si presentava in stato emaciato, letargico (bassa reattività agli stimoli), dispnoico (difficoltà nella respirazione) anemico ed apatico. Sono stati immediatamente effettuati esami ematochimici e tamponi microbiologici, sempre alla presenza dei veterinari Asl e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competenti. Nonostante gli antibiotici e l’idratazione, il cucciolo ha continuato a respirare affannosamente e dopo una giornata di osservazione è deceduto.

Le prime analisi necroscopiche eseguite sul corpo del cucciolo hanno evidenziato un generale stato di debilitazione dell’animale, con compromissione del sistema immunitario, unito ad un quadro infiammatorio delle vie respiratorie. Presente anche un’importante parassitosi intestinale. Ad effettuare le analisi i patologi veterinari dell’Istituto zooprofilattico, del Credima – Centro di Referenza Nazionale per la Diagnostica dei Mammiferi Marini, del Cert – Cetacean stranding emergency response team, esperti di Ispra, dell’Università di Padova, dell’IZS di Teramo e della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Gli esami, che prevedono complesse analisi di laboratorio, si concluderanno nei prossimi due mesi.

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